Legge di bilancio, il governo studia ipotesi bonus o più detrazioni fiscali: investiti 400 milioni

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Sta per arrivare finalmente il bonus per le famiglie numerose in difficoltà economica, che stando a quanto emerso sarebbe inclusa nella prossima legge di stabilità che sarà varata dal Governo Renzi a fine anno. Si tratta di una misura strettamente legata all’Isee, ovvero l’indicatore utilizzato per verificare la situazione economica e patrimoniale di ogni nucleo familiare. Secondo le ultime news, tale intervento dovrebbe essere finanziato con almeno 400 milioni di euro e sarebbe diretto alle famiglie che purtroppo risultano essere in difficoltà economica ma non sotto la soglia di povertà. Novità anche per il bonus bebè, che consta in un assegno pari a 960,00 euro annui e valgono per un periodo massimo di 3 anni; tale bonus potrà essere richiesto dal periodo compreso tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017. Potranno fare richiesta tutte le famiglie che hanno un figlio a carico nato o adottato nel periodo di riferimento. Intanto possiamo dire con certezza che l’ultima ipotesi di studio del governo per sostenere le famiglie sarebbe un bonus per i nuclei familiari con almeno due figli che vivono in condizioni economiche difficili.

I fautori di questo nuovo intervento pro-famiglia sono gli esponenti dell’Ala del governo di Area Popolare,capitanata da Beatrice Lorenzin ed Enrico Costa, e non è un caso che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi proprio nella giornata di ieri è tornato a parlare di un segnale sul quoziente familiare. Di manovra nella giornata di ieri ha anche parlato il sottosegretario Paola De Micheli, che ha illustrato le misure previste nella legge di stabilità durante un evento alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, nel corso del quale ha dichiarato:”Grazie alle misure previste dalla manovra arriveremo alla crescita dell’1%, percentuale oggetto di discussioni ma che, non dimentichiamolo, si avvicina alle indicazioni del Fondo Monetario”.

Il sottosegretario ha anche aggiunto:La crescita dell’1% è raggiungibile perché metteremo in programma misure significative sia per la riduzione delle imposte sia per favorire gli investimenti pubblici e quindi ridare fiato anche ai consumi, favorendone la ripresa e volendo così mettere un freno all’impoverimento progressivo di alcune fasce della popolazione. Penso all’applicazione dell’accordo firmato con i sindacati al ministero del Lavoro sulle pensioni. La parte dell’accordo relativa a quelle minime si può realizzare subito, altre parti prevedono un’applicazione più progressiva”.Lo stesso De Micheli ha anche aggiunto che il governo sta pensando ad una ripresa degli investimenti pubblici, dopo un rallentamento dovuto all’entrata in vigore delle norme sul nuovo codice degli appalti ma che nel 2017 sarà a regime. La manovra di cui si parla, potrebbe arrivare in Parlamento nelle prossime ore o al massimo nei prossimi giorni, in netto anticipo rispetto alla data di scadenza del 20 ottobre, termine ultimo fissato per inviare il testo in Parlamento.

Un «segnale» per la famiglia. Lo ha annunciato Matteo Renzi per la prossima legge di bilancio, come anticipo rispetto ad un intervento più sostanzioso che dovrebbe arrivare nel 2018 insieme alla più complessiva riforma dell’Irpef. Il presidente del Consiglio ha menzionato il «quoziente familiare» ovvero quel meccanismo applicato in particolare in Francia che riduce l’imposta complessiva dovuta dalla famiglia in base al numero di componenti. Il quoziente è stato più volte evocato nel nostro Paese anche negli anni scorsi (ed è anche oggetto di qualche riserva per il possibile effetto di disincentivo al lavoro femminile): in ogni caso richiede una profonda rivisitazione del sistema fiscale, quella che appunto potrebbe diventare realtà tra due anni. Per il prossimo quindi le novità saranno più limitate ma comunque, come ha spiegato il premier, «è giusto che in prospettiva ci sia più attenzione ai figli».
Quale sarà il segnale? Secondo fonti di maggioranza citate dall’Ansa, si potrebbe trattare di una sorta di bonus per i nuclei con almeno due figli che vivono in condizioni di difficoltà, anche se non proprio di povertà. Il reddito sarebbe misurato in base all’Isee, l’indicatore di situazione economica equivalente.

Per questo provvedimento si ipotizza una disponibilità iniziale di circa 400 milioni. È una delle possibilità e la decisione finale non è ancora stata presa. Ma nelle valutazioni finali forse si terrà conto del fatto che nel nostro Paese esiste già una situazione molto frastagliata per quanto riguarda gli strumenti di sostegno alla famiglia. Accanto alle detrazioni Irpef per carichi familiari, esiste infatti (principalmente per i lavoratori dipendenti) l’assegno al nucleo familiare, erogato in base al reddito familiare, ci sono poi altri assegni erogati dai Comuni con il criterio dell’Isee (quindi reddito e patrimonio) e
lo scorso anno si è aggiunto il cosiddetto bonus bebè, anche esso legato all’Isee, che paradossalmente è stato distribuito in misura minore di quanto avrebbero permesso le risorse stanziate. Infine sta diventando operativo il nuovo assegno contro la povertà, che in quanto tale però non è destinato alla generalità dei nuclei familiari.

Una simile frammentazione complica la vita alle famiglie dal punto di vista amministrativo e non le aiuta nemmeno ad avere una chiara percezione dell’entità dell’aiuto complessivo; anche per questo la legge di riforma a cui sta lavorando il ministro Enrico Costa (che ha la delega per la Famiglia) prevede in prima battuta una razionalizzazione dei vari strumenti, per poi eventualmente aumentare la dotazione finanziaria dopo averla concentrata. In questo contesto potrebbe non risultare molto opportuna la scelta di aggiungere un nuovo istituto, che poi tra l’altro dovrebbe essere regolamentato e gestito.
C’è quindi l’ipotesi di usare già dal 2017 la leva fiscale, che (come insegna la vicenda degli 80 euro trasformati in bonus fisso) ha forse lo svantaggio di essere un
po’ meno vistosa ma funziona in modo automatico e senza necessità di nuovi adempimenti. Una prima idea allo studio è il potenziamento delle attuali detrazioni per figli a carico; in alternativa potrebbe essere deciso di modificarne la struttura premiando in maniera maggiore le famiglie numerose, dal terzo figlio in poi. L’ammontare di risorse non potrà comunque essere particolarmente ingente e questo vuol dire che il governo a maggior ragione dovrà calibrare con attenzione la platea dei destinatari.

1 COMMENT

  1. OVVIAMENTE A SPESE DEL POPOLO….!
    I $$$$$ NON SI VEDONO….! viene da pensare : MA i $$$$$ ci sono ? stando ai risultati TANGIBILI…..NO’ !!!!! quindi L’ENNESIMA….BUFALA DEL BOMBA ! ” l’hai finita di sputare FANDONIE ?
    IGNOBILE…..VERGOGNOSO…!!!!!

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