Legionella a Parma, trovato batterio nelle torri di raffreddamento: migliorano le condizioni dei pazienti ricoverati

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E’ allarme legionella in Italia e nello specifico a Parma, dove purtroppo nei giorni scorsi si sono registrati diversi casi; nella giornata di ieri non sono stati registrati nuovi casi e dunque il numero di casi accertati è rimasto invariato a 38. Sembra che nei giorni scorsi siano stati effettuati dei rilievi in alcuni insediamenti, tra i quali le torri di evaporazione di alcuni grandi insediamenti siti in città e nello specifico nella zona Montebello ma anche in altri quartieri. Nella giornata di ieri è stato diffuso un comunicato, attraverso il quale è stato comunicato il miglioramento della situazione nel suo complesso. Al momento sembrano essere 15 le persone ricoverate per polmonite da legionella al Maggiore di Parla, dopo le dimissioni di un altro paziente avvenute nella giornata di ieri; nello specifico le condizioni di salute di 11 pazienti ricoverati sembrano essere in miglioramento, mentre rimangono stabili quelle di altri quattro pazienti compresa una ragazza di 27 anni. Stessa cosa per un paziente che rimane, dopo diversi giorni, ancora ricoverato in ospedale all’Ospedale Santa Maria di Borgotaro, le cui condizioni di salute rimangono stabili.

Secondo quando riferito dall’Asl attraverso il comunicato, sembra che i primi risultati dei campionamenti alle torri di evaporazione di uno degli insediamenti, ovvero Banca Intesa abbiano indicato la presenza del batterio legionella; gli esiti verranno confermati o smentiti dagli accertamenti di laboratorio entro i prossimi giorni. “I primi risultati preliminari, ma non definitivi, dei campionamenti alle torri di evaporazione avviati in «un insediamento (centro contabile Intesa Sanpaolo) indicano la presenza del batterio legionella. Questi esiti potranno o meno essere confermati dai risultati definitivi degli accertamenti di laboratorio nell’arco dei prossimi giorni“, è questo quanto riferito nella giornata di ieri dall’Ufficio stampa dell’Ausl di Parma. Pare che sull’epidemia che sta letteralmente tendendo in ansia un quartiere della città nello specifico, stiano indagando anche i carabinieri del Nas, lo speciale reparto dell’Arma, e la conferma sembra essere arrivata dal comando di strada Mercati; proprio nella giornata di giovedì il nucleo passato dagli inizi di settembre sotto la guida del capitano Gianfranco Di Sario ha ricevuto la delega d‘indagine dalla Procura di Parma.

I reati ipotizzati sono quelli di epidemia colposa, omicidio colposo e lesioni colpose, ma al momento non risultano esserci indagati, tanto che il fascicolo è stato aperto contro ignoti. Ricordiamo che la legionellosi altro non è che un’infezione causata da un batterio chiamato legionella, che colpisce per lo più l’apparato respiratorio e può manifestarsi purtroppo in forme anche piuttosto gravi; si tratta, nello specifico, di un microorganismo molto diffuso in natura ma soprattutto nelle zone in presenza di acqua e dunque laghi, fiumi, sorgenti termali, ambienti umidi in genere. Proprio in ambienti acquatici la legionella riesce a moltiplicarsi tra i 25 ed i 42 gradi.I sintomi più frequenti della legionellosi o Malattia dei Legionari sono polmonite, febbre, raffreddore, tosse, mal di testa, dolori muscolari, astenia, perdita dell’appetito, ed in alcuni casi molto rari anche disturbi renali e diarrea.

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