Libia, i due ex ostaggi italiani arrivano in Italia: “Siamo stati picchiati, ci siamo liberati da soli”

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Sono rientrati nella giornata di ieri in Italia i due tecnici rapiti in Libia e tornati in Italia all’alba dopo ben otto mesi di prigionia. Si tratta di Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, i quali dopo ben otto mesi sono tornati in Italia e soprattutto a casa dai loro familiari. Otto mesi di violenze psicologiche e fisiche, presi a calci e pugni e colpiti anche con il manico di un fucile e tenuti senza cibo per diversi giorni, è questo il racconto di Gino e Filippo, contenti di essere ritornati a casa.

«Non auguro a nessuno quanto abbiamo passato in questi mesi, eravamo in mano a dei criminali non a delle bande armate», ha dichiarato Gino Pollicardo una volta giunto a Monterosso. “Non posso non rivolgere un pensiero ai miei due colleghi che non ci sono più. Ringrazio il Signore e la Madonna di Soviore. Scusate ora devo andare,ho un padre e una sorella che mi aspettano”, ha aggiunto Gino Pollicardo poco prima di salire a casa.

I due sono stati ascoltati dai pm e proprio durante l’interrogatorio i due connazionali hanno raccontato di aver aver appreso della morte dei due prigionieri italiani solo al rientro in Italia ed ancora di aver cambiato due diverse prigioni in questi mesi entrambe site nella zona di Sabrata. Si trattava di edifici civili con le finestre sbarrate da assi di legno ed i quattro italiani erano tenuti insieme e anche per andare al bagno dovevano chiamare i carcerieri. Erano due i carcerieri che si alternavano al controllo sempre con il viso coperto motivo per il quale i due connazionali non hanno potuto dare particolari sui sequestratori. Ad aspettare l’aereo sul quale hanno viaggiato i due connazionali liberati dalla prigionia ed atterrato a Fiumicino, i parenti ed i familiari di Calcagno e Pollicardo e nello specifico per il primo Maria Concetta Arena con i figli Cristina e Gianluca e la nuora Loana per il secondo Ema con i figli Gino e Yasmine insieme alle due nipoti che hanno abbracciato il nonno con tanta gioia.

Sono ancora molti i punti oscuri della vicenda che dovranno essere risolti a partire dall’identità dei rapitori dalle modalità della liberazione fino alla morte dei loro colleghi rimasti uccisi Salvatore Failla e Fausto Piano. Anche il Presidente Mattarella ha espresso grande sollievo e felicità per il ritorno dei due connazionali in Italia e nello stesso tempo ha anche inviato un messaggio di cordoglio ai familiari di Failla e Piano.“Lo Stato italiano ha fallito, la liberazione dei due ostaggi è stata pagata con il sangue di mio marito“. Mentre il presidente della Bonatti Paolo Ghirelli ha ammesso che “l’obiettivo è stato raggiunto soltanto a metà, ha dichiarato la moglie di Failla.

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