Politica, frase shock del consigliere leghista Giovanni De Paoli “Se avessi figlio gay, lo brucerei nel forno”

Hanno fatto davvero scalpore le frasi pronunciate dal consigliere regionale leghista della Liguria Giovanni De Paoli che hanno davvero provocato una grande polemica ed hanno incendiato soprattutto il mondo polemico. Il consigliere regionale leghista si sarebbe lasciato andare ad alcune frasi omofobe. “Se avessi un figlio omosessuale, lo brucerei nel forno”, ha dichiarato il consigliere proprio in presenza dei rappresentanti dell’Associazione Agedo, Associazione dei genitori degli omosessuali, il consigliere De Paoli al termine di un incontro in Regione Liguria. Subito dopo le dichiarazioni piuttosto forti, ecco che nel pomeriggio il consigliere De Paoli ha tentato di fare un dietrofront, rettificando quanto dichiarato ieri mattina.

“Ho detto che non lo brucerei, se fosse gay”, ha dichiarato De Paoli. Uno dei presenti ha dichiarato: “Mi si è gelato il sangue, mi è venuta la pelle d’oca e ho pensato subito ai lager nazisti”. Nonostante il consigliere abbia tentato di rettificare le sue dichiarazioni omofobe, i rappresentanti Agedo non hanno voluto accettare nessuna scusa ed infatti, tramite Stefania Gori una rappresentante Agedo hanno dichiarato: “Eravamo in quattro e abbiamo sentito distintamente la stessa frase del consigliere De Paoli, non ci inventiamo le cose e non siamo certo usi a strumentalizzare la politica.Confrmo che il consigliere ha pronunciato la frase.

Non c’è ragione per pronunciare una frase così”. Sotto shock davvero tutti i presenti i quali non potevano credere a quanto avessero appena udito. Uno dei presenti, Giovanni Vianello ha aggiunto: “Eravamo andati in commissione per presentare le problematiche di noi genitori di figli omosessuali. Al termine della audizione c’è stato un battibecco tra un gruppo di genitori e il consigliere. A un certo punto il padre di un ragazzo omosessuale gli ha chiesto cosa avrebbe fatto se avesse avuto un figlio omosessuale. Lui si è girato per andarsene ma prima ha detto quella frase terribile”.

Dure, anzi durissime le reazioni del mondo politico, in tanti hanno chiesto addirittura le dimissioni del consigliere e nello specifico il consigliere regionale M5s Francesco Battistini ha dichiarato: «O De Paoli smentisce di aver pronunciato quella frase orribile e prende le distanze da una posizione del genere oppure si dimetta immediatamente dalla sua carica, con tanto di pubbliche scuse sue e del suo partito». Dimissioni chiede anche da parte del PD, e nello specifico Raffaella Paita, ha aggiunto: «Le parole del consigliere De Paoli sugli omosessuali si commentano da sole per la loro gravità inaudita. Una persona, se pronuncia frasi simili, a mio modo di vedere, non può rappresentare le istituzioni. Tutti ora si renderanno conto di cosa significa avere la destra al governo della Liguria. Toti dovrebbe prendere immediatamente le distanze da simili affermazioni e da De Paoli. Deve farlo soprattutto per tutelare i valori democratici e l’istituzione regionale. Altro che volto moderato della destra».

Dopo polemiche furibonde, a metà pomeriggio De Paoli ha provato a fare marcia indietro: “Ho detto che non lo brucerei, se fosse gay”. Ma i rappresentanti Agedo ribadiscono: “Eravamo in quattro e abbiamo sentito, distintamente, la stessa frase dal consigliere De Paoli – ribadisce Stefania Gori, rappresentante Agedo – non ci inventiamo le cose e non siamo certo usi a strumentalizzare la politica. Confermo che il consigliere ha pronunciato la frase. Non c’è ragione per pronunciare una frase così”.
E il leader del Carroccio, Matteo Salvini irrompe nel silenzio imbarazzato della Lega ligure (rotto solo dalla smentita di De Paoli) e chiede, di netto, le dimissioni del consigliere regionale, con la condizionale:”So che non ha detto quella frase, ma se l’avesse detta si dovrebbe dimettere dal mondo e trasferirsi su Saturno”. E interviene, netto, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “Salvini ha ragione. Se la frase fosse stata pronunciata sarebbe esecrabile, becera e volgare, di una gravità inaudita e non potrebbe rimanere senza conseguenze politiche. Ma De Paoli mi ha giurato di non averla pronunciata. E allora tutto il caso sembra una strumentalizzazione con l’unico scopo di sostenere un dibattito politico in queste ore già sufficientemente nocivo e doloroso. Evidentemente il nostro giudizio cambierebbe radicalmente, se la frase, si scoprisse, fosse stata pronunciata”.

“Ci siamo sentiti gelare il sangue, perché parlava anche di nostro figlio – continua Gori cui era rivolta la frase, accanto c’era il marito Manrico Polmonari, anche lui attivista – credo che sia allucinante questo comportamento, tanto più da un rappresentante pubblico”.
Al termine della seduta della commissione regionale in cui si discuteva di legge regionale sulla famiglia e in cui erano stati ascoltati i rappresentanti del coordinamento Rainbow, che da due anni riunisce molte sigle regionali del mondo Lgbt e di Amnesty, il consigliere De Paoli si è trattenuto a parlare con alcuni di essi, tra cui Stefania Gori e Manrico Polmonari, entrambi rappresentanti Agedo, delegati per partecipare alla commissione.

“Il consigliere De Paoli stava dicendo che non condivideva l’omosessualità- spiega ancora Gori – e noi ribattevamo, ma tutto avveniva con grande calma, l’importante è che ci sia amore, tra due persone. A quel punto, mio marito, Manrico Polmonari, ha chiesto al consigliere cosa avrebbe fatto se avesse scoperto che suo figlio è omosessuale. E De Paoli ha risposto con quella terrificante frase: “se mio figlio fosse omosessuale lo brucerei nel forno”.
Il consigliere regionale oscilla, tra la smentita e la conferma, di una posizione comunque netta. “Non ho detto quella frase – dice De Paoli – ma sono tradizionalista, lo ammetto. Non potrò mai ammettere quelle cose dei figli omosessuali. Dite che ho esagerato? Dico sempre la verità. É quello che pensa la gente. La famiglia è un papà e una mamma, un nonno e una nonna. Cosa farei se avessi un figlio omosessuale? Se fosse una malattia lo curerei, ma invece penso sia un vizio e non ci sarebbe nulla per guarirlo”. E aggiunge: “Io non chiedo scusa a nessuno, io non parlavo di loro, parlavo di cose mie, di cosa avrei fatto io, parlavo della mia posizione. E la commissione era finita”. De Paoli è un fiume in piena e non fa un passo indietro: “Sono viziati, viziosi, e mi fanno solo pubblicità”.
La famiglia, e anche l’associazione stanno meditando di rivolgersi a un legale, ma la prima reazione è stata soprattutto “un grande dolore abbiamo provato, e paura, prima della rabbia” dice Stefania Gori.

Le reazioni. “O De Paoli smentisce in maniera netta di aver pronunciato quella frase orribile e prende le distanze da una posizione del genere oppure si dimetta immediatamente – dice il consigliere regionale M5S Francesco  Battistini, che si rivolge poi direttamente al governatore Toti – la Regione si dissoci con forza dalla frase incriminata e da un pensiero pericoloso di questo”. Chiede le dimissioni del consigliere De Paoli, il Pd. “Le parole del consigliere De Paoli sugli omosessuali si commentano da sole per la loro gravità inaudita – dice Raffaella Paita, capogruppo in consiglio regionale Pd – Una persona, se pronuncia frasi simili, a mio modo di vedere, non può rappresentare le istituzioni”. Richiesta di dimissioni anche dal consigliere regionale Gianni Pastorino, Rete a Sinistra: “Che il presidente del consiglio regionale accerti le responsabilità e provveda, semmai, a chiedere le dimissioni del consigliere”. E la stessa consigliera regionale della Lega Nord, Stefania Pucciarelli, prende le distanze: “Mi auguro che tutto sia frutto di un semplice fraintendimento. Io in qualità di madre, quello che ritengo essenziale per il bene di mio figlio è la sua serenità e non la sua sessualità. Mi dissocio completamente da eventuali dichiarazioni fuori luogo».

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