L’imprenditore Stefano Ricucci finisce in carcere: accusato di false fatture per operazioni inesistenti

L'imprenditore Stefano Ricucci finisce in carcere accusato di false fatture per operazioni inesistenti

È tornato a far parlare di se Stefano Ricucci l’imprenditore Romano il quale è stato arrestato nella mattinata di ieri dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma insieme a Mirko Coppola per un giro di false fatturazioni che sveglia incroci tra il livello imprenditoriale e quello della Giustizia.

Nella mattinata di ieri, dunque, i finanzieri comando provinciale Roma hanno arrestato Ricucci insieme ad un altro imprenditore romano Mirko Coppola con l’accusa di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. L’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Stefano Ricucci è stato firmato dal gip Gaspare Sturzo, il quale ha parlato degli indagati come persone che hanno mostrato di non avere alcun rispetto del diritto personale e patrimoniale al cui una spregiudicatezza tipica del professionista e il modello Criminale attuato con modalità rapidissima e tipiche di una estrema abitualità Criminale.

Nella mattina intorno alle ore 6:00 i finanzieri sono giunti alla porta dell’appartamento sito a Roma dell’imprenditore Ricucci, il quale ha avuto appena il tempo di leggere il provvedimento di cattura e di avvisare l’avvocato e poi è stato trasferito dagli agenti nel carcere di Regina Coeli. Pare che prima di avvisare il suo Legale Grazia Volo l’imprenditore abbia detto: “Ma come? Mi portate in galera per un paio di fatture?“. Ed in effetti uno dei difensori che ha assistito alla perquisizione, ovvero Leonardo Mercurio ha riferito quanto segue: “Non riusciva a crederci”. Purtroppo per lui è andata proprio così Stefano Ricucci 10 anni dopo l’estate dei furbetti del quartierino è tornato in carcere perché coinvolto in un giro di fatture false da oltre un milione di euro ma soprattutto inserite nel sistema dove sono coinvolti faccendieri e giudici amministrativi ed ancora politici e funzionari pubblici. Nella stessa mattinata 170 finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Roma hanno effettuato 40 perquisizioni in diverse regioni nei confronti di 10 soggetti indagati tre quali risulta esserci anche Nicola Russo magistrato del Consiglio di Stato e componente della Commissione Tributaria dell’acqua. 

“Depongono in tale senso l’acquisizione di un’ingente somma in contanti da parte di Ricucci nel periodo della decisione, gli acquisti di un’auto e di un immobile effettuati da Russo immediatamente dopo la sentenza, la presentazione da parte di Ricucci a Russo di una donna all’hotel Valadier dove i due hanno soggiornato senza essere registrati e pagando in contanti con fattura emessa a nome di un’altra persona e lo smodato tenore di vita di Russo”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare. Ricucci, ex marito di Anna Falchi con la quale viveva in una villa dell’Argentario, noto anche per le sue notti mondane nel corso delle quali lo stesso ha incontrato Giampaolo Tarantini, condannato per aver portato ragazze a pagamento nelle ville di Silvio Berlusconi. Nel 2005 Ricucci divenne famoso per essere andato a braccetto con colui che all’epoca era il governatore di Banca d’Italia Antonio Fazio, ed ancora con il Presidente di Unipol Giovanni Consorte e soprattutto con il banchiere Gianpiero Fiorani.

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