L’infermiera killer di Piombino: Sembra destinato ad aumentare il numero delle vittime

1652498_schermata_2016_04_06_a_17.57.03Fonte: Settimanale Giallo di Gianpietro Fiore Ci sono almeno altri venti decessi avvenuti nell’arco temporale a cui fa riferimento l’inchiesta che ha portato all’arresto dell’infermiera Fausta Bonino. Queste persone sarebbero tutte decedute quando erano ricoverate nel reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Villamarina di Piombino”.

Avete letto bene: secondo questa clamorosa indiscrezione raccolta da Giallo, i pazienti morti in modo sospetto nel reparto dove lavorava l’infermiera killer arrestata dai carabinieri, che la accusano di aver ucciso almeno 13 pazienti con iniezioni di dosi di eparina in dosaggio “sproporzionatamente eccessivo rispetto a quello generalmente prescritto ai fini curativi”, sarebbero molti di più. I carabinieri del Nas di Livorno hanno arrestato l’infermiera accusata “di aver agito con crudeltà verso le vittime, di aver approfittato di circostanze di luogo e di persona tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, di aver commesso il fatto con l’abuso di poteri e con violazione dei doveri inerenti un pubblico servizio nonché per aver utilizzato un mezzo insidioso e agito con premeditazione”.

Le presunte vittime di Fausta Bonino sarebbero addirittura altre 20. Dunque, la macabra lista delle vittime potrebbe essere presto aggiornata: i pazienti uccisi potrebbero essere addirittura 33. Già sul numero di Giallo della scorsa settimana vi avevamo anticipato che, purtroppo, il triste elenco dei pazienti uccisi in corsia tra il 13 gennaio del 2014 e il 29 settembre 2015 sarebbe stato destinato ad allungarsi. E la realtà sembrerebbe essere proprio questa. In questi giorni, infatti, gli inquirenti hanno iniziato a ricevere le prime denunce che fanno riferimento ad altre morti sospette, sulle quali ben presto sarà fatta chiarezza. Sono dieci i decessi per cui i familiari delle vittime, attraverso i propri legali, hanno chiesto alla Procura livornese di indagare.

Ma altre dieci morti sospette sono state segnalate ai carabinieri del Nas e ben presto, dopo che gli inquirenti avranno raccolto tutta la documentazione medico-legale necessaria, anche in questi casi verrà formalizzata una denuncia all’autorità giudiziaria. Perché, lo ribadiamo, sono almeno altri venti i decessi avvenuti nel reparto di Anestesia e Rianimazione dietro i quali si potrebbe nascondere la “mano” assassina dell’infermiera professionale Fausta Bonino, 55 anni, sposata e madre di due figli. La donna, dal carcere di Pisa, intanto continua a dichiararsi innocente:

«Giuro sui miei figli che non ho fatto niente. Non sono una serial killer: anzi, ho dato io l’allarme su queste morti». Ma gli inquirenti sembrano non aver dubbi sulla sua colpevolezza.

D’altra parte, a inchiodarla ci sono le intercettazioni telefoniche degli inquirenti. Quando, lo scorso ottobre, Fausta Bonino capisce che i sospetti dei carabinieri dei Nas sono ricaduti su di lei, cerca nelle sue colleghe una rete di “solidarietà”. Una protezione che, come leggerete nell’esclusiva intervista a una collega di Fausta Bonino, che pubblichiamo nelle pagine seguenti, viene ottenuta dalla donna. Ma torniamo alle intercettazioni. «Paola mi raccomando te non devi dire nulla, non litigare, non fare nulla», dice la Bonino in una telefonata intercettata con una collega alle ore 11.34 del 1° ottobre del 2015. Questa intercettazione, negli scorsi giorni, è stata contestata dalla difesa dell’infermiera arrestata dai Nas. Secondo l’avvocato che assiste l’infermiera, «La frase non è di Fausta Bonino. Ascoltando l’audio integrale si capisce che la frase era stata detta da una terza persona, da individuare, alla collega infermiera che poi ne parla con Fausta. In realtà c’è stato un errore di trascrizione, hanno indicato il suo nome ma la voce non è sua». Gli inquirenti, però, non sono dello stesso avviso. La vicenda sarà presto chiarita dal Tribunale del Riesame a cui si è rivolta la difesa della Bonino, che ha chiesto nuovamente la scarcerazione, già negata dal giudice per le indagini preliminari. Da una testimonianza scioccante di un’infermiera dell’ospedale di Piombino, che Giallo vi propone in esclusiva nel riquadro qui a destra, si capisce come Fausta Bonino sia riuscita a ottenere quella solidarietà delle sue colleghe. Ma torniamo alle altre morti sospette che potrebbero essere riconducibili alla presunta volontà omicidiaria di Fausta Bonino. Racconta a Giallo Tiziana Giudicelli, sorella di Luciano, l’uomo di 61 anni deceduto alle ore 20,10 del 10 febbraio 2015 nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Piombino: «Il mio legale, l’avvocato Carlo Castaldi, ha presentato nei giorni scorsi una denuncia presso la Procura in cui si fa riferimento alla morte di mio fratello Luciano.

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