Livorno, il sindaco Nogarin indagato per abuso d’ufficio, bancarotta e falso in bilancio

Livorno, il sindaco Nogarin indagato per abuso d'ufficio, bancarotta e falso in bilancio

Nuovi interessanti indiscrezioni sono emerse nella giornata di ieri nell’inchiesta sull’azienda dei rifiuti, che vedono il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, iscritto nel registro degli indagati per tre ipotesi di reato per bancarotta fraudolenta, ma anche abuso d’ufficio e falso in bilancio.

Il Sindaco di Livorno era a conoscenza solo del reato di bancarotta come lo stesso ha dichiarato pubblicando un post su Facebook; purtroppo per lui però la Procura sta cercando di fare luce su altri due episodi ovvero la revoca del Cda di Aamps con modalità ritenute non regolari e l’approvazione del bilancio 2014 dell’azienda avvenuta nel novembre 2015 contro il parere del collegio dei sindaci revisori. Il sindaco di Livorno non ha voluto commentare piuttosto ha pubblicato il testo dell’avviso di garanzia che ha ritirato giusto lo scorso sabato. «Non ha senso mischiare il mio caso con il caso Lodi. Sono paragoni che non stanno né in cielo né in terra. Non c’è una linearità fra l’avere un avviso di garanzia e le dimissioni. Dipende da ciò che accade. Nel mio caso, sono stato indagato per un’inchiesta che abbiamo promosso noi. Siamo stati noi ad accendere il faro della magistratura…», ha dichiarato ancora Nogarin.

L’avviso di garanzia rivolto a Nogarin presenta soltanto i reati di bancarotta fraudolenta pre-fallimentare; nello specifico sono tre articoli della legge fallimentare ovvero il 216, il 223 ed il 238. al centro c’è l’assunzione di 33 precari quasi due mesi dopo aver approvato la strada del concordato e poche settimane prima aver presentato la richiesta della procedura al tribunale.Fino a domenica sera il sindaco, in diretta tv, ha sostenuto che nell’informazione di garanzia ritirata sabato si fa riferimento a «un accertamento della Procura solo per il reato di bancarotta».«È evidente», aveva ribadito Nogarin su Facebook, «che ci siano ancora indagini in corso, tra l’altro promosse da noi stessi, visto che abbiamo chiesto ai magistrati» di usare «i raggi X». Nonostante tutto, qualora dalle indagini preliminari dovesse emergere una condotta contraria ai principi del M5S, in sindaco di Livorno ha dichiarato di essere pronto a dimettersi. «Dimissioni!», urla sotto il Comune l’ex grillino epurato Marco Valiani. «Ho già scritto su Facebook tutto quello che avevo da dire. Sono assolutamente sereno. Sono stato io ad aver portato i libri in tribunale. Sono gli altri che non devono essere sereni…», ha dichiarato Facebook.

«Non è possibile usare due pesi e due misure, per il caso Lodi e per il caso Livorno. È questa la coerenza del M5S? So come finirà: decideranno in base alla convenienza elettorale. Ma il Bomba deve andare a casa comunque. Per tutto quello che non ha fatto in questa città. Ancora prima di essere indagato».Disponibilità, quella di Nogarin, rinviata al mittente da Beppe Grillo che in un messaggio lo avrebbe incoraggiato a proseguire per la sua strada.«Ti sosteniamo, siamo con te. Tieni duro, non ti lasciamo solo», sarebbe il succo del contenuto.Stando a quanto emerso, per molti a Livorno compreso Alessandro Mazzacca, ex consigliere del Movimento cinque stelle, espulso dal Movimento insieme ad altri due eletti la difesa di Nogarin farebbe acqua. «Collegare l’avviso di garanzia», sostiene qualcuno, «con la presentazione dei libri in un tribunale civile fa parte della sua difesa, e francamente è ridicolo».

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