Lombardia, Consulta boccia legge regionale contro le moschee: Maroni e Salvini furiosi su Twitter

Una svolta importante nella regione Lombardia dove nella giornata di ieri la Corte Costituzionale ha bocciato all’unanimità la legge antimoschee approvata dal Consiglio regionale lombardo lo scorso anno, con i soli voti del centrodestra. Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni non ha preso molto bene il verdetto della Consulta e proprio nella mattinata di ieri sul proprio profilo Twitter ha dichiarato: “La Consulta ha bocciato la nostra legge che regolamentava la costruzione di nuove moschee.

La sinistra esulta: Allah Akbar”. Anche il leader del Carroccio non sembra essere molto soddisfatto tanto che su Twitter, ha scritto “Consulta boccia la legge di Regione Lombardia che impone limiti e regole per moschee e altri luoghi di culto. E brava la Consulta Islamica”.

Furiosa la reazione della Lega ma anche quella del centrodestra,in seguito alla bocciatura della Consulta, e proprio nella giornata di ieri Viviana Beccalossi, assessore all’Urbanistica e Territorio di Regione Lombardia e dirigente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale ha dichiarato di voler aspettare di leggere le motivazioni che hanno portato la Consulta a bocciare la legge antimoschee per capire il modo in cui bisogna intervenire ed apportare eventualmente le giuste modifiche ad una legge che viene considerata “necessaria”. L’assessore Beccalossi ha ancora aggiunto: “Sono costernata di dover commentare una sentenza che non abbiamo in mano e di cui non c’è traccia. Mi sono già confrontata con Maroni e gli altri capigruppo della maggioranza. Con tutta probabilità proporremo un’altra legge, perché questo è un tema che riteniamo molto importante, anche per la sicurezza dei cittadini”. Intervenuto sulla vicenda anche il deputato della Lega Nord Paolo Grimoldi, il quale ha dichiarato che evidentemente la lezione di Parigi e la deriva di Bruxelles non hanno insegnato nulla.

Anche Alessandro Alfieri,il segretario lombardo del Pd interviene sulla vicenda attribuendo a Maroni l’appellativo di pasticcione, che fa le leggi solo per motivi ideologici. «Noi siamo per la libertà di culto e per rafforzare la sicurezza, Maroni fa solo battaglie ideologiche», ha aggiunto Alessandro Alfieri. Grande soddisfazione invece da parte degli islamici che tramite Davide Piccardo, coordinatore e portavoce del Caim, ovvero del Coordinamento associazioni islamiche di Milano e Monza e Brianza, hanno fatto sapere di essere molto felici della decisione della Consulta. “Adesso, infatti, il Comune di Milano ora non ha più scuse per portare a termine l’assegnazione delle aree per la costruzione delle moschee», ha dichiarato Davide Piccardo, il coordinatore del Caim. “La legge lombarda, secondo Piccardo, era un obbrobrio giuridico e rappresentava anche un caso di inciviltà e intolleranza inammissibile in Lombardia, dove vivono più di 400 mila musulmani considerati cittadini di serie B ed è grave l’utilizzo di istituzioni pubbliche per negare i diritti di una parte della comunità, e in modo evidente e sfacciato», ha aggiunto il coordinatore Davide Piccardo.

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