Longevità estrema, si vive al massimo 125 anni

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Quante volte vi siete chiesti quanto davvero può essere lunga la vita dell’essere umano? La risposta a questo quesito arriva da uno studio effettuato su Nature e condotto dai dipartimenti di Genetica e di Oftalmologia e Scienze visive dell’Albert Einstein College of Medicine di New York. Usando i dati dello Human Mortality Database, il gruppo di ricerca guidato da Jan Vijg dell’Albert Einstein College of Medicine di New York ha osservato che il più grande aumento dell’aspettativa di vita si è registrato nel 1980, anno dopo il quale questa sarebbe rimasta pressoché invariata fino a oggi.“Come gli autori sottolineano giustamente, l’idea di un limite naturale alla vita non implica che quel limite sia una conseguenza diretta di qualche programma genetico che causa sia l’invecchiamento sia la morte“, ha scritto Jay Olshansky nell’articolo di commento pubblicato su “Nature”. L’aspettativa di vita sembra essere aumentata notevolmente a partire dal XIX secolo; gli scienziati hanno rilevato una costante riduzione della mortalità legata ad un aumento dell’età massima al momento della morte.

I ricercatori sono arrivati a queste conclusioni prendendo in esame i dati demografici di 41 paesi di 41 paesi nel mondo, poi hanno esaminato i tassi di mortalità dei supercentenari (minimo 110 anni di età) vissuti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Giappone e in Francia.Secondo quanto riferito dai dati demografici, sembra che i miglioramenti della sopravvivenza tendano a diminuire dopo i 100 anni. “Come gli autori sottolineano giustamente, l’idea di un limite naturale alla vita non implica che quel limite sia una conseguenza diretta di qualche programma genetico che causa sia l’invecchiamento sia la morte”, ha scritto Jay Olshansky nell’articolo di commento pubblicato su Nature.

Secondo gli scienziati il limite massimo raggiungibile è di 125 anni anche se una minima possibilità di superarlo c’è ed è 1 su 10.000.Secondo i dati diffusi nell’ultimo periodo, sembra che in Italia gli ultracentenari siano oltre 19mila, molti dei quali sembrano arrivare dalla Sardegna che ha il primato degli ultracentenari, a seguire poi il Veneto, la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia, il Lazio, la Campania, la Toscana, la Puglia, il Molise, l’Umbria, le Marche, la Calabria, l’Abruzzo tutti di età compresa tra i 100 ed i 109 anni.L’essere umano più longevo di tutti i tempi è stata la francese Jeanne Calment, morta nel 1997 a 122 anni.

Gli autori, tre ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine, hanno analizzato lo Human Mortality Database, che contiene dati sulla mortalità di 38 paesi e centinaia di anni, e hanno notato come la percentuale di persone che vivono fino a 70 anni sia aumentata notevolmente dal 1900, ma non quella delle persone che vivono oltre i cento. “I demografi e biologi hanno sostenuto non vi è alcun motivo di pensare che l’aumento in corso nella massima durata della vita finirà presto – ha spiegato Vijg – Ma i nostri dati suggeriscono che [il limite] è già stato raggiunto e che questo è accaduto nel 1990”. La buona è che non è detto che non si possa superare tale soglia anche se la probabilità è inferiore a 1 su 10.000.

In seguito i ricercatori hanno consultato l’International Database on Longevity per individuare i soggetti più longevi di sempre in Francia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti.

E nel mondo, la persona morta a una età più avanzata è la francese Jeanne Calment: è scomparsa nel lontano 1997 alla veneranda età di 122 anni. Secondo una ricerca pubblicata sulle pagine di Nature, infatti, la crescita della durata massima della vita è destinata a rallentare fino a raggiungere il capolinea. In conclusione allungare ulteriormente la durata della vita umana al di là dei limiti previsti dai ‘sistemi di garanzia della longevità’ richiederebbe interventi che vanno ben oltre il miglioramento della salute. Insomma, l’età massima di un essere umano non è questione di geni ma dell’evoluzione: negli uomini ci sarebbe una sorta di metronomo che scandisce le diverse fasi della vita, come la nascita, lo sviluppo e la maturazione.

Il nome Jeanne Louise Calment non è troppo noto, ma questa donna francese si è distinta nella sua vita per un dato piuttosto invidiabile: è infatti considerata la persona più longeva di sempre, essendo nata il 21 febbraio 1875 e morta il 4 agosto 1997, all’età di 122 anni compiuti.

Calment venne al mondo in un’epoca in cui oggi sembrerebbe impensabile vivere, senza alcun oggetto tecnologico tra quelli che usiamo quotidianamente: il telegrafo senza fili, che si sarebbe poi evoluto nella radio, sarebbe stato inventato nel 1895; la televisione non si sarebbe diffusa prima degli anni Quaranta del Novecento; il telefono, secondo la versione che lo accredita ad Alexander Bell, sarebbe nato solo nel 1876 (o al massimo nel 1871, accreditandolo ad Antonio Meucci); il web non sarebbe stato usato dalla maggioranza dei cittadini fino agli anni Novanta.

Se però vivere fino a 122 anni sembra una buona prospettiva, un recente studio comparso sulla rivistaNature suggerisce che questo record sarà difficilmente battibile, perché se la durata media della vita media è in aumento in tutto il mondo, non si può dire lo stesso della sua durata massima.

Gli autori, tre ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine, hanno analizzato lo Human Mortality Database, che contiene dati sulla mortalità di 38 paesi e centinaia di anni, e hanno notato come la percentuale di persone che vivono fino a 70 anni sia aumentata notevolmente dal 1900, ma non quella delle persone che vivono oltre i cento.

Secondo i ricercatori, l’età massima della morte in tutti i paesi presi in esame ha raggiunto un picco nel 1995, per poi diminuire leggermente, e a oggi la probabilità che qualcuno raggiunga i 125 anni è di “meno di una ogni 10mila anni”.

Nonostante infatti i progressi della medicina possano assicurare una minore mortalità prematura, lo studio sostiene che nei nostri corpi si accumulino troppi danni col passare del tempo, e sia normale per i nostri organi non funzionare più in modo efficiente superata una certa età, anche con le cure migliori. Per aumentare il limite naturale della longevità, avremmo bisogno di modificare radicalmente la nostra genetica.

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