Lucia Uva, la sorella di Giuseppe assolta dall’accusa di diffamazione: “Chiedo scusa alla divisa”

Lucia Uva, la sorella di Giuseppe assolta dall'accusa di diffamazione: "Chiedo scusa alla divisa"

Buone notizie per Lucia Uva la sorella di Giuseppe Uva l’uomo morto nel mese di giugno del 2008 all’ospedale di Circolo di Varese dopo aver trascorso parte della notte nella caserma dei carabinieri. Lucia Uva era stata accusata di diffamazione aggravata per alcune dichiarazioni rilasciate dalla stessa nel corso di un programma televisivo nell’ottobre del 2012, e nello specifico in una puntata de Le iene, e per aver scritto sul social netwoork Facebook alcune frasi ritenute “scomode”, ovvero aveva definito “delinquenti ed assassini” i carabinieri ed i poliziotti che intervennero quella famosa notte.

La donna era stata accusata di diffamazione aggravata anche per un’intervista rilasciata nel documentario ” Nei secoli fedele”, nel corso della quale aveva fatto riferimento a delle botte e ad una presunta violenza sessuale subito dal fratello all’interno della caserma dei carabinieri. Adesso a distanza di diversi anni, il Tribunale di Varese ha assolto finalmente la donna dall’accusa di diffamazione aggravata ed i giudici non hanno accolto la richiesta dei pm di quattordici mesi di carcere per diffamazione.

«Chiedo scusa alle divise, che ho sempre rispettato, non agli uomini», sono state le prime parole dell’imputata dopo l’assoluzione.La Giulia Troina aveva chiesto la condanna a un anno e due mesi di carcere e una multa di 458 euro con l’accusa di diffamazione aggravata ma il tribunale non ha seguito l’indicazione applicando la scriminante dello stato d’ira per ingiusto fatto altrui. «So di avere sbagliato, di avere detto delle cose troppo forti in un momento di sconforto, ma non sono felice per questa assoluzione – ha proseguito – dopo otto anni lo Stato non mi ha ancora detto perché Giuseppe è morto e continuerò a chiedere la verità».La donna era stata querelata nello specifico da due carabinieri e da sei poliziotti, indagati per l’omicidio di Giuseppe Uva, agenti poi assolti lo scorso venerdì dall’accusa di omicidio preterintenzionale nel processo sulla morte di Giuseppe Uva.

“Prendiamo atto della decisione del giudice ci auguriamo che in futuro, dopo l’assoluzione di carabinieri e poliziotti, vengano moderati i toni. Non tollereremo più che vengano reiterati gli attacchi e le offese infamanti”, aveva dichiarato il legale dei carabinieri e dei poliziotti indagati per l’omicidio di Giuseppe Uva. Riguardo quella presunta violenza sessuale di cui Lucia Uva aveva parlato anni fa nel corso di un’intervista,nella mattinata di ieri il P, ha sottolineato che l’ipotesi di una violenza sessuale è “frutto di una congettura non supportata da alcun elemento di riscontro oggettivo contenuto nelle perizie e negli atti disponibili all’epoca dell’intervista“.Secondo quanto riferito dal pm,secondo il pm, «non vi era alcun elemento per consentire all’imputata di affermare con certezza la sussistenza di botte o violenze perpetrate nella caserma» che, anche in questo caso, erano una «mera congettura».

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