Lutto nel mondo della moda, muore Marta Marzotto la regina dei salotti: messaggi di cordoglio dalla D’Urso alla Tatangelo

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Lutto nel mondo della moda, muore Marta Marzotto la regina dei salotti messaggi di cordoglio dalla D'Urso alla Tatangelo

Lutto nel mondo della moda non solo italiana ma anche internazionale, visto che nella giornata di ieri è venuta a mancare Marta Marzotto, la stilista, modella, icona di stile ed ospite dei salotti più raffinati. La stilista si è spenta purtroppo nella giornata di ieri nella clinica milanese dove la stessa era ricoverata da diversi giorni ormai.

L’annuncio della sua morte è avvenuta tramite il social network su Twitter dalla nipote Beatrice Borromeo e sempre sui social sono subito arrivati diversi messaggi di cordoglio da parte di amici e parenti della stilista.”Se n’è andata stamattina nel sonno dopo una breve malattia. Era serena e circondata dai figli e dai nipoti che negli ultimi mesi sono stati sempre con lei, testimoni dell’allegria, ironia e generosità che l’hanno accompagnata fino all’ultimo momento”, ha scritto sui social Anna Tatangelo che ha definito Marta Marzotto una donna davvero unica, solare e molto dolce. Anche Barbara D’Urso su Instagram ha ricordato il suo stile davvero unico e molto colorato, oltre che il suo sorriso. “Grazie Marta per essermi stata vicino in tutto il mio percorso con grande generositá e ironia.Che donna speciale, mi mancherai”, ha invece scritto Enzo Miccio.

Cresciuta in una famiglia molto umile ovvero figlia del sottoproletariato agricolo della pianura italiana,Marta Marzotto ha trascorso la sua infanzia e la sua adolescenza, tra l’altro molto difficile, a Reggio Emilia; la stilista ha iniziato a lavorare sin da piccola, dapprima come mondina seguendo le orme della madre, e poi anche come apprendista sarta e proprio nell’atelier delle sorelle Aguzzi a Milano, dove la stessa ha conosciuto il suo principe azzurro, ovvero il conte Umberto Marzotto, erede poi dell’impero tessile vicentino, dal quale ha avuti cinque figli. Il Conte Marzotto non fu però l’unico amore della stilista, visto che la stessa nel corso della sua vita ha avuto altre storie d’amore importanti, dapprima con il pittore Renato Guttuso e poi con il parlamentare comunista Lucio Magri.

Nel 1986 il pittore siciliano muore, nello stesso anno chiede il divorzio dal conte Umberto di cui conserva il cognome, Marzotto, ormai famoso non solo nei salotti dei palazzi ma anche in quelli degli studi televisivi.Una vita piuttosto ricca di interessi, amica dei più potenti, politici, uomini di cultura e nobili, una vita vissuta per lo più tra amori e tradimenti, salotti, scandali ed anche vicende giudiziarie, visto che nel 2006 venne condannata in primo grado per aver riprodotto alcune opere in suo possesso di Guttuso, i cui diritti legalmente sarebbero spettati al figlio dell’artista; nel 2011 venne assolta dalla Corte d’Appello perchè il fatto non costituisce reato. “La mamma a Milano ha passato sostanzialmente tutta la sua vita. Qui era una mannequin, ha continuato a vivere a Milano, uno dei suoi figli è nato qui, ha voluto tornarci dopo un lungo periodo di amore-odio con Roma, e alla fine si è spenta qui. Credo che Milano la abbia sempre accolta con grande affetto“, queste le parole di Matteo Marzotto, figlio minore dello stilista.

Ciao nonita mia». Ha fatto il giro del mondo la frase dolce e affettuosa con cui la nipote Beatrice Borromeo ha dato la notizia su Twitter e salutato una nonna amatissima, celebratissima, simpaticissima. Il superlativo è d’obbligo quando si parla di Marta Marzotto, che si è spenta ieria ottantacinque anni nella clinica milanese La Madonnina dove era ricoverata da qualche giorno. Aveva intorno la sua grande famiglia. Bella e stravagante, coraggiosa, esuberante, generosa, Marta Vacondio, questo il suo nome, ha avuto come dice nella sua recente biografìa, molte vite.
Nasce a Reggio Emilia il 24 febbraio 1931. Cresce povera, lavora come mondina: «Sentivo le bisce sgusciare intorno alle mie caviglie…». Grazie al fisico diventa presto modella, piomba nell’alta società grazie al matrimonio con un protagonista della grande industria italiana, ama artisti e politici di fama, quando decide che il suo gusto merita la passerella diventa stilista, soprattutto forma una famiglia che adora.
È una icona di stile che non passa inosservata, quando entra in un salotto o a una sfilata tutti si voltano a guardarla. È arrivata Marta con i suoi capelli biondi e lunghi, i cappelli giganti, i turbanti, i gioielli a chili, gli abiti lunghi a caftano.

Il sorriso non manca mai. È gioia di vivere. «Io ho sempre sorriso alla vita, ma lei non sempre a me», ha detto pensando alla morte della figlia Annalisa, con il figlio Matteo creerà poi una Fondazione per la Fibrosi cistica. Nel corso della sua vita la contessa Marzotto ha frequentato personalità di tutti i mondi. Era figlia di un casellante e di un’operaia, la fame non le era sconosciuta tanto che in una intervista televisiva, ridendo, raccontava di quella volta che a lei e alla mamma avevano regalato una scorta di pane: lo avevano mangiato dopo giorni di digiuno tutto in una volta facendosi venire dolori a non finire. È bella, di lei si innamora, come nelle favole, un conte. Lui è Umberto Marzotto. Sono cinque i figli che hanno insieme: Paola, Annalisa,
Vittorio Emanuele, Maria Diamante, Matteo. Nove i nipoti, tra cui le bellissime Isabella e Beatrice, sposata con Pierre Casiraghi.

Il matrimonio Vacondio-Marzotto è del 1954, il conte le lascerà per sempre titolo e cognome. Marta riceve molto, conosce il mondo. Frequenta Hemingway e lo giudica privo di freni inibitori, va a caccia con Francisco Franco. Ma è piena di vita, vuole di più. L’amore grande arriva con il pittore Renato Gut- tuso, che la ritrarrà mille volte. Ne farà la sua musa e ispiratrice. Spettacolari i disegni nella casa del Pin- cio, dove Marta abita nella sua vita romana. Sono tutti e due sposati e le famiglie non si toccano. Lei un giorno dice: «Nella mia infedeltà ero fedelissima, sono stata una moglie
perfetta». Guttuso la chiama “libellula d’oro”, le scrive decine di lettere al giorno. Cinquemila pare siano quelle dell’epistolario completo.

È divertente, Marta, la ammira anche il presidente Pertini che la chiama al telefono la mattina per una chiacchierata. Il rapporto tra l’Artista e la Contessa dura venti anni, poi Guttuso muore e a lei sarà vietato vedere i suoi ultimi giorni. È perfino portata in tribunale per la riproduzione di settecento opere del pittore. Prima condannata, sarà poi scagionata. Comunque sono giornate di amarezza, a non finire. Ed ecco spuntare un nuovo amore, Lucio Magri, bellissimo e intellettualissimo politico, la storia durerà dieci anni. Anche questa finisce con un po’ di amarezza. Marta continua la sua vita esuberante, viaggia, è sempre dove può guardare il mondo e dove il mondo la guarda. Eventi, salotti, mostre, sfilate. Decide di fare una sua linea di moda, la chiama “Marta da legare”, sono vestiti che lei potrebbe indossare: lunghi, colorati, esotici. A questo punto Roma non va più bene.

La nuova casa è in Centro a Milano: divani, tessuti colorati, cuscini, amici. La moda la adora. Non c’è passerella che non la veda in prima fila. Non c’è stilista che non la voglia vestire. Dice Laura Biagiotti: «Sono molto addolorata, credevo fosse eterna. La vecchiaia non l’ha mai toccata. La conoscevo da quaranta anni, con mio marito abbiamo passato tanti Natali nella sua casa di Cortina. Era sempre alle nostre sfilate. Dolce con mia figlia Lavinia. Ha dato molto alla moda, è stata una icona vulcanica e generosa. Era estroversa, per lei mettere abiti e gioielli originali era come indossare un costume di scena».

È Angelo Bucarelli, critico d’arte a sostenere: «È stata un grande personaggio, testimonial estroversa di un’epoca irripetibile. Ha attraversato, con una sincerità innocente, cultura, moda, arte. La rimpiangeremo». «Mamma aveva grande ottimismo e fame di vita – dice il figlio Matteo – Ci ha sempre spronato ad andare avanti, a mettere a frutto i nostri talenti. È questa l’eredità morale che ci lascia. E, dopo un periodo di odio-amore per Roma è tornata nella sua Milano». Dove lunedì alle 11, nella chiesa di Sant’Angelo, si svolgeranno i funerali. È uscito da poco il libro Smeraldi a colazione, biografia in cui Marta Marzotto parla della sua vita ricca di eventi, di personaggi, di storia, di famiglia, e sopratutto e sempre di tantissimo amore.

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