Maccarese,sentiti gli amichetti dell’undicenne affogato nel canale

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fiumicino0805Incidente, suicidio oppure omicidio? Com’è finito Alessandro, 11 anni, in fondo al canale d’irrigazione a duecento passi dalla casa dei nonni nelle campagne di Maccarese (Fiumicino)? La procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo e ordinato l’autopsia. Quel che si sa è che il piccolo aveva una storia tribolata e un’infanzia impossibile, con i genitori tossicodipendenti e forse avvezzi a usare su di lui violenze fisiche c psicologiche. Era esasperato, Alessandro. F. non ne aveva fatto mistero (a marzo scorso) con l’insegnante di sostegno: «Si drogano davanti a me -le aveva detto -. Non ne posso più. Ora mi ammazzo».

Parole agghiaccianti e che risuonano sinistre, davanti a quanto accaduto lunedi pomeriggio. Il corpo di Alessandro l’ha trovato il poliziotto Christian Piccinini, alle 4 del pomeriggio, mentre andava a prendere il figlio a scuola. Galleggiava nel canale gonfio d’acqua, in quell’area del litorale romano dove sbucano poche case fra l’Amelia e il mare di Erogene. Nessun segno apparente di percosse, a parte il faccino graffiato dai rovi. Finita la scuola, Alessandro era andato a pranzo dalla nonna. Come sempre. «Esco a giocare con i miei amici», le ha detto poco dopo.
Ma i bambini, racconta un testimone, giocano a pallone o girano in bicicletta intorno alle case, non vanno mai al fosso. Sanno che fi è pericoloso. E Alessandro? C’è andato lunedi pomeriggio, al fosso? Ed era solo o con lui c’era qualcuno? Servirà l’autopsia a escludere che il piccolo sia caduto per mano di qualcuno, dopo avergli fatto del male. La nonna ha messo a verbale che a pranzo le è sembrato «uguale a sempre, nessuna frase che potesse far pensare a quell’epilogo».

È stata lei, alle 15 e 45, preoccupata nel non vederlo rientrare, a dare l’allarme e a chiedere aiuto ai vicini. F. se il piccolo fosse scivolato, senza riuscire a salvarsi? La polizia in queste ore sente gli amichetti. F. i genitori, i quali non lavorano e lunedi non risultavano a Maccarese. Gli interrogatori sono andati avanti fino a tarda sera. La polizia cerca anche di chiarire quale sia il punto esatto in cui il bambino è caduto, potrebbe aiutare a chiarire la dinamica. Si sa solo che Alessandro aveva detto di voler morire. Se lo ha fatto di sua volontà, l’autopsia dovrebbe dimostrarlo.

Un bambino di 11 anni è stato trovato morto dopo essere caduto in un canale di irrigazione. La tragedia si è consumata attorno alle ore 16 in viale di Campo Salino.

A trascinarlo fuori dall’acqua è stato un poliziottodel commissariato di Ostia libero dal servizio. L’agente si è precipitato e ha afferrato il bambinoportandolo in superficie. Ha chiamato i soccorsi e aFiumicino è atterrata anche l’eliambulanza Pegaso 33, partita dalla base di Viterbo e attrezzata per il recupero di persone in zone particolarmente difficili. Le manovre di rianimazione sono durate a lungo, ma purtroppo non sono servire a salvargli la vita. Nel mentre è stato aperto un fascicolo alla Procura di Civitavecchia. Sono intervenuti polizia e vigili del fuoco. Il bambino potrebbe essere annegato dopo essere scivolato nel canale. Ma solo l’autopsia potrà chiarire con esattezza le cause del decesso.

Non vedendo però tornare il bambino la nonna ha iniziato a cercarlo, dando l’allarme. Il punto del ritrovamento si trova a circa 200 metri da un comprensorio di abitazioni, dove risiedono i nonni del bimbo. Non ci sarebbero testimoni diretti di quanto è accaduto. In quel momento, tra l’altro, erano in uscita i bambini da un asilo nido che si trova proprio a pochi metri dal canale, separato dalla strada. I genitori sono separati e non hanno un lavoro stabile.

Sulla vicenda sono in corso indagini per ricostruire esattamente l’accaduto. Il bimbo è caduto nel canale sul litorale. Poi aveva pronunciato una frase che oggi risuona ancora più inquietante: “Non ce la faccio più, ora mi ammazzo“.

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