Maestre d’asilo protestano contro la precarietà dei loro contratti a Roma: alcune salgono sui ponteggi del Campidoglio

Hanno protestato le maestre del Comune di Roma, protesta organizzata dalla Unione sindacale di base.Le maestre hanno chiesto di incontrare il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia; dal gruppo di insegnanti riunite in piazza Venezia cinque sono salite sui ponteggi della chiesa in piazza Madonna di Loreto.

Le insegnanti sono scese in piazza per protestare contro la condizione di precarietà lavorativa che oggi si trovano a vivere ormai da diversi anni purtroppo. Nel pomeriggio di ieri invece nella Capitale si è tenuta un’assemblea con circa 200 lavoratrici, che dapprima si è tenuta in Campidoglio e poi sotto alle impalcature dove alcune insegnanti come abbiamo detto si sono arrampicate. All’assemblea ha anche preso parte la deputata M5S Roberta Lombardi ed Andrea Catarci Presidente del Municipio VIII.

Sempre nella giornata di ieri una piccola delegazione dell’Usb ha incontrato il dottor Franco Michetti coordinatore dello staff del sub Commissario al Personale Iolanda Rolli. Franco Michetti, nello specifico ha riconosciuto il problema di oltre 5.000 lavoratici precarie a rischio perdita del posto di lavoro. Una preoccupazione non solo occupazionale, ma che riguarda la stessa prosecuzione del servizio, è questo almeno quanto dichiarato nel comunicato.Alla base della protesta, come abbiamo già avuto modo di anticipare, la precarietà del loro lavoro,visto che a giugno molte insegnanti vedranno il loro contratto non rinnovato e molte insegnanti impiegate nelle scuole e negli asili comunali ormai da parecchi anni, rischiano di perdere il posto di lavoro.

“Le politiche di cessione dei nidi ai privati e delle scuole allo stato contenute nel DUP presentato dal Commissario Tronca; da ultimo, il nuovo modello organizzativo dei nidi e delle scuole comunali, che impone un aumento dei carichi di lavoro e della flessibilità oraria del personale di ruolo per poter coprire le assenze e quindi limitare al massimo il ricorso al personale supplente”, sono questi alcuni tra i motivi della protesta, esposti in una nota dell’Unione sindacale di base. “L’Usb chiede che il Governo, la Regione Lazio e Roma Capitale si impegnino innanzi tutto a garantire la continuità lavorativa del precariato, attraverso una deroga alla reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi, e ad attivare percorsi che garantiscano l’assunzione di tutte coloro che sono inserite nelle graduatorie pubbliche per assunzione e per supplenze”, è questo quanto comunicato dall’Usb.

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