Marco Pannella, le sue condizioni di salute peggiorano, è sedato per i dolori: I medici: “Non c’è speranza”

Marco Pannella, le sue condizioni di salute peggiorano trasferito in una struttura segreta

Si aggravano purtroppo le condizioni di salute di Marco Pannella il leader radicale che ormai da parecchio tempo purtroppo sembra non stare attraversando un momento facile. Marco Pannella è stato ricoverato presso una struttura ospedaliera che possa garantirgli un ambiente adeguato alle sue attuali condizioni di salute.

E’ questo quanto diffuso nella giornata di ieri da un comunicato di Radio Radicale, intorno alle ore 18.20. Per chi non lo sapesse Marco Pannella lotta ormai da diversi anni contro due tumori e purtroppo negli ultimi due giorni sembra che le sue funzioni vitali siano peggiorate al punto tale che è stato ritenuto opportuno un trasferimento in una clinica romana attrezzata dove tra l’altro non sono previste visite esterne, in modo da garantire tranquillità e riservatezza a Pannella.Le condizioni di salute di Marco Pannella sembrano essere peggiorate dal mese di marzo, e purtroppo gli allarmi lanciati nelle ultime settimane sembrano essere davvero aumentate a dismisure.

Lo stesso Papa Francesco si è interessato alle sue condizioni di salute, tanto da fargli recapitare un libro “Dio è misericordia”, in occasione del suo compleanno festeggiato il 2 maggio nella sua abitazione con amici e militanti. Lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei giorni scorsi ha telefonato al radicale per sincerarsi delle sue condizioni di salute, così come hanno fatto anche i presidenti di Camera e Senato. “Il Paese deve molto a questo leone radicale” aveva ribadito, tra gli altri, il presidente del Consiglio Matteo Renzi che tra l’altro lo scorso 12 marzo si era recato presso l’abitazione di Pannella per incontrarlo ed al termine della visita aveva dichiarato ancora “Tutti condividono l’idea che Pannella sia una grandissima personalità della storia politica italiana”. “Sai come si lotta, non mollare!”, “Tieni duro”, “Forza vecchio leone”, “Se ci lasci anche tu io espatrio definitivamente”, “Un uomo che con le sue battaglie e la sua tenacia mi ha trasmesso la passione per la politica“, sono questi invece alcuni dei tweet arrivano negli ultimi giorni da molti colleghi ed amici dello scenario politico.

Fino alla giornata di martedì lo stesso Pannella ha ritwittato messaggi e link con iniziative dei Radicali, ed ancora sembra che nei giorni scorsi abbia anche postato sui social delle foto che lo ritraggono in compagnia di amici e sostenitori del partito. Pannella che ha 86 anni è da sempre stato un accanito fumatore e da anni ormai, come già abbiamo avuto modo di anticipare, lotta contro due tumori, uno ai polmoni ed uno al fegato. Già nel 1998 aveva avuto i primi problemi di salute, e proprio in quel periodo subì una delicata operazione al cuore, con l’impianto di quattro bypass.Poi circa due anni fa, subì un’altra operazione per un aneurisma all’arta addominale.

Chi gli è stato vicino giura che in questi tre mesi chiuso in casa Marco Pannella non ha mai smesso di fumare né sigari né sigarette, e che pure le medicine mica se le prendeva tutte, erano più quelle che nascondeva nei vasi di casa, un po’ di nascosto, come fanno i bambini. Chi è stato vicino al leader radicale in questi cento giorni racconta la fatica di contenere in quattro mura un uomo che nessuno ha mai saputo tenere fermo nemmeno dentro le mura di una città, e ha una sola spiegazione per la sua capacità di andare avanti nella sua vita, a dispetto di tutti i valori medici che a nessun medico tornavano sballati come erano: l’amore. È stato circondato d’amore Marco Pannella in questi tre mesi di costrizione, cioè da quando la sua malattia si è aggravata di colpo e per la prima volta in una sua domenica ha dovuto dire al fido Massimo Bordin: «No, oggi non lo faccio il dibattito con te a Radio Radicale».

Quella domenica è suonato il campanello, per tutti. E da quella domenica la sua casa alle spalle di Fontana di Trevi si è affollata, più di quanto non lo fosse già nei giorni normali. Accanto a Matteo Angioli e a Laura Hart sono arrivati, in fila e senza farsi pregare, Rita Bernardini, Mirella Paracchini, Alessio Falconio, Maurizio Turco, Maria Antonietta Coscioni. Ognuno con un pezzo di amore e di vita. Clemente Mimun è arrivato con un millefoglie e una torta con le mandorle e le visciole, e da quella domenica non ha mai smesso di fargli avere in casa i cibi più sfiziosi e stravaganti, per stimolargli un minimo di appetito se non proprio una pazza voglia di mangiare che il leader radicale non ha mai di certo avuto. Leggendari i suoi scioperi della fame e della sete, che lui ha sempre voluto chiamare satyagraha, battaglie non violente: Marco Pannella le ha portate avanti, indistintamente, per i diritti civili in Italia, contro la pena di morte nel mondo, per il Tibet, e non è uncaso che fino a quando è rimasto in casa ha continuato a mantenere rapporti diretti con il Dalai Lama, sebbene per interposta persona.

Ha mantenuto rapporti con tutti, Marco Pannella, perché tutti hanno mantenuto rapporti con lui, a cominciare dal Santo Padre e dal presidente della Repubblica. E in tanti hanno varcato la soglia dellasua casa nel pieno della Roma storica, il premier Matteo Renzi in prima linea accompagnato da Roberto Giachetti, ma anche il presidente Silvio Berlusconi, il sottosegretario Benedetto Della Vedova, per arrivare a Massimo D’Alema e Fabrizio Cicchitto, e se diciamo che è andato anche Clemente Mastella, non possiamo dimenticare Alfonso Pecoraro Scanio, che ne ha approfittato per scattare un selfie sulle unioni civili. Chi gli è stato vicino negli ultimi giorni giura che l’amore lo ha tenuto su fino al giorno del suo compleanno e che soltanto subito dopo è arrivato il crollo, l’abbandono al suo brutto male. Nei giorni precedenti si è dilettato ad accentuare il suo dialetto abruzzese e questo lo faceva soprattutto mentre parlava della sua infanzia, di suo papà e di sua mamma, che lui chiamava la frangiosa perché era francese. Con quel suo dialetto abruzzese ha continuato a ricordare gli esordi delle sue battaglie sui diritti civili, mentre con il giovanissimo Matteo Angioli stava organizzando il prossimo convegno e finendo di scrivere per dare alle stampe il loro prossimo libro.

Si è nutrito di programmi di storia in televisione, Marco Pannella, e dei tanti articoli dei giornali che i suoi amici più cari non si sono mai stancati di leggergli: smettere di leggere, di scrivere o di tenersi informato ogni giorno, ad ogni ora del giorno, per lui voleva dire smettere di vivere per uno come lui. Si è tenuto vivo ed informato anche quando lo hanno ricoverato nella clinica romana dove si trova adesso, e chi lo ha accompagnato fino a dentro racconta che quando gli infermieri si sono avvicinati per convincerlo a stendersi sul suo letto da malato ha messo la mano sulla fronte, a spazzolare la fronte con un gesto secco, come a dire: «Ma cosa vogliono questi da me? Sono pazzi». Una volta sul letto gli hanno chiesto se voleva essere sedato. I dolori erano arrivati a livelli ben poco sopportabili e l’obiettivo del suo medico curante, Claudio Santini, era di fargliene sentire il meno possibile di quei dolori orribili. «Grazie sì», ha detto Marco Pannella a chi voleva sedarlo. E poi tanti altri grazie, e scusa, e parole d’amore, per Matteo e Laura, Mirella e Alessio, Rita, Maurizio. La sua vita. La sua vera famiglia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.