Maria Elena Boschi contestata alla Sapienza di Roma: M5s torna alla carica e chiede le dimissioni del Ministro

0

Non è di certo un periodo semplice per il Ministro Maria Elena Boschi, dopo lo scoppio dello scandalo che ha colpito la Banca Etruria di cui il padre ne è stato il Presidente. Nella giornata di ieri Maria Elena Boschi è stata contestata all’Università la Sapienza di Roma dove è arrivata per tenere una lezione sulla riforma costituzionale. La contestazione è stata portata avanti da una decina di studenti dell’Università che hanno esposto uno striscione con la scritta “La democrazia non chiede il permesso.

No alla censura e no alla riforma costituzionale”. A parte questa contestazione iniziale, una volta entrata in aula Boschi è stata accolta con un grande applauso dagli studenti universitari che aspettavano con grande emozione ed ansia la venuta del Ministro Boschi. «Io mi sforzo di essere istituzionale e oggettiva, ma naturalmente mi auguro che al referendum confermativo vinca il sì», ha dichiarato il Ministro delle riforme che ha accettato con grande entusiasmo l’invito del Rettore dell’Università la Sapienza ad incontrare gli studenti della facoltà di Economia.

Tutto programmato e nessun colpo di scena previsto,visto che anche le domande da rivolgere al Ministro erano state filtrate e preparate prima; a tal riguardo proprio nel volantino di convocazione era spiegato che gli studenti universitari interessati a porre un quesito al Ministro avrebbero dovuto inviare tre proposte alternative di domanda ad un indirizzo email stabilito entro mercoledì scorso e sempre tramite mail sarebbe arrivata la conferma di poter intervenire nel dibattito e soprattutto quale domanda porre al Ministro Boschi.Molte le domande poste al Ministro da parte degli studenti presenti nell’Aula, a partire da quelle sul rischio di una deriva autoritaria.

A ral riguardo il Ministro risponde: “E’ una domanda su cui sono molto preparata perché é stata spesso posta con abilità da chi non condivide la riforma. Non ci sono rischi di derive autoritarie a causa delle riforme costituzionali e della legge elettorale perché i pesi e i contrappesi che sono fondamentali non vengono messi in discussione”.Il Ministro ha anche aggiunto: “La nostra riforma non cambia la forma di governo, resta un sistema parlamentare, il premier non può revocare i ministri, c’è anche il referendum abrogativo, la Corte costituzionale, la magistratura indipendente e il presidente della Repubblica, che è il grosso elemento di garanzia”. 

Intanto in Parlamento il Movimento cinque stelle è tornato alla carica con la mozione di sfiducia nei confronti del Ministro Boschi, mozione tra l’altro già votata dalla Camera a dicembre e lo scorso mese di gennaio al Senato si è votata una mozione contro tutto il governo firmata dal centrodestra. “Il Pd non ha mai voluto discutere la mozione di sfiducia alla Boschi che il Movimento 5 Stelle ha depositato a palazzo Madama lo scorso 15 dicembre. Partiamo da lì. La Boschi deve andare a casa, senza se e senza ma”, ha dichiarato proprio nella giornata di ieri la capogruppo Nunzia Catalfo. 

Rispondi o Commenta