Romeno violenta diciottenne in spiaggia e filmata in lacrime

Marina di Ravenna, festa in spiaggia finisce in tragedia: 18enne violentata da minorenne romeno e filmata con il cellulareSono sempre più le donne vittime di abusi sessuali e purtroppo, giorno dopo giorno è possibile leggere sul web o ascoltare in televisioni tristi storie di donne costrette a subire l’incredibile talvolta da persone a loro vicine e altre volte da estranei. L’ultimo terribile caso di violenza sessuale arriva direttamente da Marina di Ravenna, frazione del Comune di Ravenna, dove una ragazza di soli 18 anni è stata violentata da un giovane rumeno di soli 17 anni identificato e fermato poche ore dopo l’incredibile fatto.

La violenza in questione è avvenuta nei giorni scorsi ed esattamente nella notte tra sabato e domenica quando la diciottenne, insieme ad un’amica e un gruppo di amici, si è trovata a partecipare a una festa in uno stabilimento balneare molto frequentato da giovani e dove hanno incontrato due ragazzi romeni, che forse conoscevano già di vista, e che hanno invitato le due ragazze a fare una passeggiata sulla spiaggia, invito che le due amiche hanno accettato non pensando assolutamente che poteva essere molto pericoloso. E così ecco che, una volta arrivati in spiaggia, una delle due ragazze si è allontanata con uno dei due giovani romeni in quanto doveva fare una chiamata, lasciando così l’amica in compagnia dell’altro ragazzo e, anche in questo caso, non pensando assolutamente che tutto ciò potesse mettere in serio pericolo la sua stessa amica.

Infatti una volta che i due si sono allontanati lasciando soli la diciottenne e il romeno diciassettenne ecco che quest’ultimo sembrerebbe aver iniziato a rivolgere delle avances nei confronti della diciottenne che però le ha rifiutate facendo molto arrabbiare il ragazzo. Quest’ultimo infatti, non contento del rifiuto, ha spogliato la ragazza con forza e l’ha violentata, nonostante le urla della giovane che cercava forse di richiamare l’attenzione dell’amica la quale, dopo aver sentito le urla, si è immediatamente recata dalla diciottenne soccorrendola. Ciò che è incredibile è che il diciassettenne, dopo averla violentata, l’ha anche derisa e umiliata girandole un video con il proprio cellulare mentre la diciottenne si stava rivestendo piangendo. Dopo una notte passata in evidente stato di shock, la diciottenne insieme all’amica è tornata a casa e ha confidato alla mamma quanto era accaduto e subito dopo è stata prima accompagnata in caserma e successivamente in ospedale. Il suo giovane aggressore è stato fermato poche ore dopo, nella notte tra domenica e lunedì, e in un primo momento ha negato tutto raccontando di avere trascorso la notte precedente in una discoteca di Faenza ma i militari hanno trovato nel suo telefonino proprio il video di cui aveva parlato la diciottenne.

A quel punto il diciassettenne romeno ha raccontato che tra lui e la ragazza vi era stato un rapporto consenziente e che il video lo aveva fatto per sbaglio in quanto, nel tentativo di fare luce con il telefono ha sbagliato tasto e ha effettuato la registrazione. Gli inquirenti però non hanno creduto alle sue parole e così è stato aperto un fascicolo per violenza sessuale di gruppo. Il diciassettenne è stato affidato in custodia cautelare al carcere minorile del Pratello mentre invece l’amico romeno che quella sera si trovava insieme a lui è adesso indagato a piede libero in quanto, gli inquirenti, vogliono adesso capire se in qualche modo ha evitato che l’amica della diciottenne potesse intervenire prima per aiutarla.

Tremava, era in lacrime, singhiozzava. La sua amica cercava di calmarla, un po’ abbracciandola e un po’ rivestendola. Poco lontano, forse a una ventina di metri vicino alla battigia, due ragazzi, tra cui quello che l’aveva violentata pochi minuti prima, stavano riprendendo la scena con la videocamera del telefonino. «Ridevano e sghignazzavano». Sono queste le parole esatte usate dai carabinieri di Faenza per descrivere quello che hanno visto nel filmato sequestrato a uno dei due minorenni, quello arrestato per violenza sessuale nei confronti di una ragazza diciottenne.

Lo stupro è avvenuto a Marina di Ravenna la settimana scorsa, nella notte tra sabato e domenica. Sulla spiaggia di un lido era in corso un beach party, uno dei primi della stagione balneare appena partita. Musica a tutto volume sulla pista da ballo improvvisata in uno spazio tra la fila di lettini, gli ombrelloni e l’ingresso dello stabilimento. C’è tanta gente, giovani tra i venti e trent’an- ni arrivati qui dall’entroterra per la festa.
Poco prima della mezzanotte quattro ragazzi — due italiane, la vittima dello stupro e una sua amica, e due romeni entrambi diciassettenni — lasciano la calca che si muove al ritmo dei decibel sparati dagli altoparlanti e si dirige verso la riva. Forse hanno bevuto tutti un bicchiere di troppo. Uno dei romeni — quello poi arrestato per stupro — si comporta in modo molesto. Parole scurrili, palpeggiamenti. Lui e lei adesso sono rimasti da soli, poco lontano dal mare, perché nel frattempo gli altri sono tornati indietro per prendere qualcosa da bere.

È a questo punto che il diciassettenne aggredisce la ragazza. La violenta. Lei cerca di divincolarsi, grida in cerca di aiuto. Ma con quella bolgia assordante nessuno la sente. È la sua amica, quando torna dal bar, ad accorgersi che qualcosa non va. Non li vede più. Poi la sente urlare. Allora prova a raggiungerla di corsa. Ma un braccio la stringe da dietro. «Resta qui, non t’impicciare» sono le parole del ragazzo dietro di lei.
Solo quando la violenza è terminata, lui le permette di avvicinarsi all’amica. Che sta piangendo. Si abbracciano. L’aiuta a rivestirsi. Ora non fanno nemmeno più caso a quei due. Il violentatore intanto filma la scena. Poi se ne vanno come se nulla fosse successo. Una volta tornata a casa la vittima dello stupro racconta tutto alla madre. Chiamano i carabinieri che la stessa mattina trovano il romeno ancora alticcio in un bar. Viene riconosciuto dalla ragazza.

Interrogato, nega persino di essere stato in spiaggia. Poi il capitano Cristiano Marella controlla il telefonino del ragazzo. Conserva ancora il filmato. Viene arrestato per violenza sessuale e ora si trova in un carcere minorile, a Bologna. L’altro è stato denunciato.

L’ha stuprata in spiaggia e poi l’ha ripresa con il telefonino mentre tentava di rivestirsi.Un trofeo forse,da mostrare agli amici.Lui è un rumeno 17enne,appena arrivato in Italia, senza lavoro, nè famiglia. Lei è una diciottenne del posto che, insieme ad una coetanea, lo scorso sabato si trovava ad una festa organizzata in uno dei bagni di Marina di Ravenna, già riaperti in attesa della stagione estiva. Le due ragazze, secondo i racconti, hanno incontrato e conosciuto lì il giovane e un suo compare (anche lui rumeno di 17 anni) e, dopo aver bevuto e ballato insieme, si sono allontanate con loro verso la spiaggia. Arrivati in riva al mare una delle ragazze si sarebbe appartata per una telefonata seguita da uno dei due giovani,mentre l’altro è saltato addosso all’amica, spogliandola e costringendola ad un rapporto con la forza.

A nulla sono serviti i tentativi della giovane di ribellarsi mentre l’altra ragazza, forse perché bloccata dal 17enne che si era allontanato con lei (ma si tratta di un’ipotesi al vaglio degli inquirenti), solo a violenza già consumata è riuscita a raggiungere e a soccorrere l’amica, ancora sotto choc,e l’ha aiutata a rivestirsi. E dè questa la scena che l’assalitore ha immortalato con il telefonino. Rintracciarlo non è stato difficile:descritto dalle due giovani, che il giorno dopo hanno sporto denuncia,è stato identificato come membro di un gruppo di connazionali che ogni giorno frequentano una serie di bar tra Faenza e la riviera. Nel suo cellulare i militari hanno trovato il video della vittima intenta a rivestirsi sostenuta dalla compagna, e, sullo sfondo,la spiaggia dove lo stupro si è consumato.Una prova schiacciante,secondo gli inquirenti, soprattutto perché il giovane rumeno,interrogato,inizialmente aveva mentito, negando di trovarsi,quella sera,aMarina di Ravenna e sostenendo di aver bazzicato tutta la notte alcuni locali del faentino.

Davanti all’evidenza il 17enne prima si è chiuso nel mutismo e poi, durante l’udienza di convalida, ha ammesso di aver passato la serata con la vittima,giustificandosi però con la scusa della lingua. A suo dire non avrebbe compreso il rifiuto della ragazza, perché incapace di capire bene l’italiano. È stato arrestato e si trova nel carcere minorile di Bologna. La vicenda richiama alla mente la serie di violenze che si consumarono, proprio sulle spiagge della riviera romagnola, la scorsa estate, nel periodo di ferragosto. Il 15 agosto una ragazza di 24 anni era stata aggredita in riva almare da un uomo, di nazionalità marocchina,che aveva tentato di violentarla e poco più in là, nei pressi di un bagno, stessa sorte era toccata ad un’altra giovane, una 20enne di Monza, che non era però riuscita a fuggire. All’alba del 16, poi, in zona Miramare una turista tedesca di 19 anni era stata trovata sulla spiaggia in stato di semi incoscienza e ai soccorritori aveva raccontato di essere stata stuprata.Lo scorso 4maggio Seck Massow, senegalese di 27 anni residente a Novara, è stato arrestato per la violenza subita in spiaggia dalla turista di Monza.

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