Marò, buone possibilità per il ritorno in patria di Salvatore Girone: oggi e domani vertice UE-India a Bruxelles

Sembra ci siamo buone possibilità affinché il secondo Marò, ovvero Salvatore Girone possa finalmente tornare in Italia, è questo quanto emerso proprio negli ultimi giorni. “L’Italia è convinta che vi siano i presupposti, sia giuridici che umanitari, affinché il Tribunale arbitrale possa considerare positivamente la possibilità di far rientrare il Fuciliere di Marina, Salvatore Girone, cui va il nostro pensiero affettuoso, in attesa della decisione dello stesso Tribunale sulla giurisdizione del caso”, è questo quanto dichiarato dall’Ambasciatore Francesco Azzarelllo agente del governo italiano davanti al Tribunale arbitrale internazionale dell’Ajia proprio alla vigilia dell’udienza sulla richiesta di far rientrare Girone in Italia.

Proprio oggi si terrà a Bruxelles, il vertice Ue-India sulla questione Marò e nel corso di questo incontro inevitabilmente si parlerà anche del possibile ritorno di Girone nel suo paese. Proprio nella giornata di ieri, ovvero alla vigilia della prima giornata di udienza, il direttore generale per l’Europa occidentale del Ministero degli Esteri indiano, K.Nandini Singla, ha dichiarato: “Con il ricorso all’arbitrato internazionale, il caso non è più una questione bilaterale. Abbiamo sempre desiderato avere relazioni forti con l’Italia, che vediamo come un partner chiave all’interno dell’Unione europea”.

Le udienze non termineranno nella giornata di oggi ma continueranno anche nella giornata di domani, due giornate dunque che potrebbero finalmente cambiare il destino dei due Marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani al largo del Kerala lo scorso 15 febbraio del 2012. “L’Italia ha portato la questione al tribunale dell’Aja e l’India si è unita a questo processo, partecipando già a un’udienza ad Amburgo e con l’idea di continuare a partecipare”, ha ancora aggiunto K.Nandini Singla.

Salvatore Girone, uno dei due Marò si trova ancora in India fiducioso di poter finalmente tornare in Italia, e per questo attende con ansia che venga presa una decisione riguardo al suo rimpatrio, richiesta tra l’altro presentata dall’Italia già lo scorso 11 dicembre proprio quando è stata anche chiesta la revoca delle misure provvisorie in attesa che la Corte decida quale sarà il Paese che dovrà giudicare i due fucilieri di Marina. Massimiliano LaTorre invece si trova già in Italia e nello specifico a Taranto, già da diverso tempo, rientrato dopo aver avuto seri problemi di salute e dopo aver ottenuto il permesso proprio per motivi di salute dalla Corte suprema indiana.

Sarà resa nota tra circa un mese la decisione dei cinque giudici del Tribunale arbitrale internazionale sulla richiesta italiana di far rientrare in patria il Marò Salvatore Girone e farlo rimanere per tutta la durata dell’arbitrato tra Italia e India. In difesa dei Marò scenderà in campo la stessa squadra che lo scorso mese di agosto difese le posizioni dell’Italia davanti al tribunale sul diritto del mare di Amburgo composta da esperti e avvocati di fama internazionale, italiani e di altre nazionalità, tra cui Sir Daniel Bethlehem, ex capo del servizio giuridico del Foreign Office britannico, il suo predecessore Sir Michael Wood, e ancora, tra gli altri, Guglielmo Verdirame, Paolo Busco e Ida Caracciolo.

Prende il via oggi all’Aja l’arbitrato internazionale tra Italia e India sulla vicenda della Enrica Lexie e dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Un giorno importante, questo, perché il caso sarà anche al centro del summit Ue-India in programma a Bruxelles (è inserito tra i punti all’ordine del giorno, che saranno discussi prima delle conclusioni del vertice internazionale).
Fonti vicine all’Unione europea riferiscono che il premier indiano Narendra Modi starebbe per cedere, visto che, per New Delhi, è necessario il nulla osta italiano per entrare a far parte del «Missile Technology Control Regim» (Mtcr), ovvero una sorte di “club” di cui fanno parte 34 Paesi e che è stato creato al fine di prevenire la proliferazione delle armi di distruzione di massa. L’Italia ne è socio fondatore e membro dal 1997. L’India, verso cui c’era già stato un rifiuto da parte di Roma proprio a causa della vicenda legata al caso dei marò, proprio oggi farebbe nuovamente domanda e il primo ministro starebbe per mostrarsi aperto a trovare una soluzione veloce all’intricata storia che vede coinvolti i due fucilieri
italiani.
Peraltro, l’ambasciatore Francesco Azzarello, agente davanti al Tribunale dell’Aja, ha chiarito che «l’Italia è convinta che vi siano i presupposti, sia giuridici che umani, affinché il Tribunale arbitrale possa considerare positivamente la possibilità di far rientrare Girone, cui va – ha proseguito – il nostro pensiero affettuoso in attesa della decisione dello stesso Tribunale sulla giurisdizione del caso».

Oggi dunque, all’Aja, inizia proprio la discussione arbitrale che per due giorni (fino a domani sera) vedrà impegnati i giudici che, in un secondo momento, decideranno se accogliere le richieste dell’Italia che chiede che i due marò possano attendere l’esito del processo, che terminerà nel 2018, in Patria. Non è ancora prevedibile se l’eventuale rientro di Girone e la permanenza di Latorre in Italia si potranno sapere già domani o se la Corte, come è intuibile, siprende- rà un po’ di tempo per dare una risposta. Ciò che è certo è che già stamani sul sito della Corte permanente dell’Aja sarà pubblicata la risposta dell’India alla richiesta italiana di misure provvisorie per Girone e Latorre. Già da quella si potrà risalire all’eventuale decisione dei giudici arbitrali.

La Corte, per il caso della Enrica Lexie, è composta dal presidente, giudice Vladimir Golitsyn, dal professor Francesco Francioni, dal giudice Jin- Hyun Paik, dal giudice P. Chandrasekhara Rao e dalgiu- dice Patrik L. Robinson. I rappresentanti italiani sono l’ambasciatore Francesco Azzarello, i consiglieri sir Daniel Beth-lehem, sir Michael Wood, Guglielmo Verdirame, Ida Caracciolo e Paolo Busco.Per l’India l’agente è il dottor Neeru Chadha, il co-agente l’ambasciatore JS Mukul e l’agente supplente Vishnu Dutt Sharma. I consiglieri sono il professor Alain Pellet e Rodman Bundy. L’arbitrato internazionale è uno dei mezzi di soluzione pacifica delle controversie tra due Stati «per opera di giudici di loro scelta e sulla base del rispetto del diritto. Il ricorso all’arbitrato implica l’impegno di assoggettarsi in buona fede alla pronuncia».

Secondo il calendario presentato dai giudici del Tribunale arbitrale l’Italia, il prossimo 16 settembre, dovrà presentare una memoria scritta, mentre l’India presenterà la sua il 31 marzo 2017. Di nuovo l’Italia presenterà una replica il 28 luglio 2017, l’India lo faràil 1 dicembre 2017. Aquesto punto, nel caso Delhi abbia presentato obiezioni di giurisdizione o ammissibilità, il governo italiano avrà ancora la possibilità di contro-replica- re il 2 febbraio 2018. La decisione finale arriverà nell’estate del 2018, sempre che i due Paesi non riescano ad accordarsi prima.
«L’iter dell’arbitrato internazionale – spiega il perito Luigi Di Stefano, che da sempre si occupa del caso dei due marò – è generalmente molto lungo. L’auspicio è, ovviamente, che nell’attesa di una decisione a Salvatore Girone sia consentito di rientrare in Italia e a Massimiliano Latorre di rimanervi (è ricoverato in una clinica di Taranto per alcune ernie e rischia un’operazione)».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.