‘Martina e Alexander, coppia inadatta a crescere il figlio’: il piccolo viene allontanato anche dai nonni

'Martina e Alexander non possono fare i genitori' perizia negativa per la coppia dell'acidoLa neuropsichiatra infantile Cecilia Ragaini e la psichiatra psicoanalista Simona Taccani l’hanno scritto nero su bianco in una relazione lunga 90 pagine nel corso della quale è stata esposta quella che è la soluzione più adeguata per il futuro del piccolo nato, poco più di nove mesi fa dall’unione tra Martina Levato e Alexander Boettcher ovvero i due ex amanti già condannati in primo e secondo grado per una catena di aggressioni con l’acido avvenuti alla fine del 2014.

Secondo quanto affermato in tale relazione da Cecilia Ragaini e Simona Taccani ecco che sia Alexander Boettcher che Martina Levato non avrebbero la “capacità genitoriale” motivo per il quale non è contemplato l’affidamento del piccolo ai genitori e neppure alla sola madre e poi ancora nemmeno ai nonni che non sembrerebbero avere la ‘capacità accuditiva’ ma al contrario, la soluzione proposta, sarebbe proprio quella di affidare il bambino ad una famiglia estranea.

La valutazione negativa sulla capacità genitoriale dei due giovani attualmente in carcere, sembrerebbe essere giunta proprio dopo un lungo periodo in cui i due periti sopra citati, hanno effettuato diverse visite in carcere sia ad Alexander Boettcher che a Martina Levato e soprattutto sulla base dei fatti gravi commessi e per i quali adesso si trovano in carcere e poi ancora per le devianze sessuali emerse nel corso di questi mesi e la pena inflitta ai due ex amanti e che dovranno entrambi scontare e nello specifico ecco che proprio il giovane Alex Boettcher è stato condannato a 14 anni in appello per il caso Barbini e 23 anni per gli altri blitz mentre invece Martina Levato è stata condannata a a 12 anni in appello per il caso Barbini e a 16 anni in primo grado per le altre aggressioni.

Alla luce di tutti questi fatti i due periti hanno dunque valutato in maniera negativa sostenendo come precedentemente anticipato che entrambi i giovani non possiedono la ‘capacità genitoriale’. Adesso entro il prossimo 7 giugno i consulenti di parte di Martina e Alexander e dei loro genitori e dunque nonni del piccolo, non dovranno fare altro che preparare le loro osservazioni critiche sul lavoro svolto dagli esperti sopra citati e ed entro il prossimo 14 giugno 2016 le relazioni e gli atti saranno depositati alle parti. A seguire verrà fissata un’udienza davanti ai giudici minorili i quali dovranno a loro volta stabilire quello che sarà il futuro dei bambino dei due ex ‘amanti dell’acido’ ovvero il piccolo Achille che ormai da diversi mesi, ed esattamente dalla fine del mese di agosto ovvero pochi giorni dopo la sua nascita, si trova presso una casa famiglia lontana dal capoluogo lombardo. Solo alla fine del procedimento i giudici potranno stabilire e quindi dichiarare se il piccolo Achille sia adottabile decidendo dunque di affidarlo non ai nonni ma ad una terza famiglia assolutamente estranea a quella di Martina e Alexander.

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