Martina Levato marchiava a fuoco dal suo amante – bestia

Marchiata a fuoco come nemmeno un animale, in viso e persino nelle parti intime. Umiliata dal linguaggio: “Il padrone deve segnare il suo bestiame”. Deprezzata in ogni modo: “Mi fai tristezza, devi prepararti per il tuo dio”. Dove la divinità in questione era lui, Alexander Boettcher. E l’adoratrice sottomessa, in questo binomio aguzzino-vittima, fatto di perversioni e violenze e ormai celebre come la coppia dell’acido, è Martina Levato, già condannata a 14 anni più altri 16 per le aggressioni agli ex, cerimoniali orribili che avrebbero dovuto purificarla per il suo compagno.

Per capire fino a che punto si è spinta la loro follia, il Tribunale di Milano, in cui si sta celebrando il secondo processo ad Alexander, su cui già grava una condanna a 14 anni, ha incaricato un’azienda israeliana che ha sede a Monaco, in Germania, di sbloccare il cellulare dell’ex broker finanziario. Lui, infatti, che si dichiara innocente, si è sempre rifiutato di fornire i codici di accesso. Dentro quello smartphone, un campionario infinito di sms e chat, compresi i circa 500 messaggi quotidiani scambiati con Martina durante la loro relazione. Un delirio ossessivo: “Ti sento sporca, Marti, devo vederti pulita, nuova”. E ancora: “Con tutta la faccia marchiata saprai molto bene che sei mia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.