Martina Levato: “Ho paura che possa uccidere i miei genitori”

Fonte: Settimanale Giallo di Laura Marinaro Ho ancora paura delle ritorsioni di Alex. Non più verso di me, ma verso i miei genitori che sono un bersaglio facile, ora che io non parlo più con lui a eccezione di poche righe riguardo a nostro figlio. Oggi non posso sapere cosa gli passi per la mente, anche perché non posso escludere che qui si sia fatto amici pronti ad aiutarlo dall’esterno”. A scrivere queste parole, ai giudici e agli inquirenti che hanno seguito il suo caso, è stata Martina Levato, condannata a 30 anni per aver sfregiato con l’acido due ex amanti, per averne accoltellato un terzo e per aver tentato di aggredirne un quarto. Ha paura. Non sono sufficienti i tanti anni di prigione inflitti al suo ex, Alexander Boettcher, colpevole anche delle aggressioni a Stefano Savi, Giuliano Carparelli e Antonio Margarite. Non le basta sapere che starà in carcere per lungo tempo: ha il terrore che possa punirla perché ha smesso di essere la sua schiava. La donna, infatti,
ha finalmente deciso di dire la verità, smettendo di difendere il padre di suo figlio.

Lo farà da settimana prossima quando, il 7 aprile, comincerà l’appello per l’aggressione a Stefano Barbini per cui lei e Boettcher sono stati condannati a 14 anni, ma non nasconde di essere terrorizzata. Sa quanto Alex sia capace di influenzare il prossimo, di plasmare la mente di soggetti più deboli, com’era anche lei. Ora la tormenta l’idea che il suo ex possa aver convinto qualche nuovo amico, magari qualche delinquente conosciuto in galera, a punire non lei, che è detenuta, ma i suoi genitori, per vendicarsi di quello che dirà in aula contro di lui. È davvero sincera Martina o manipola la verità perché teme di perdere suo figlio, come sostiene l’avvocato di Boettcher? Lo stabiliranno i giudici. Intanto, però, lei giura, dalla sua cella, di essere riuscita a liberarsi dell’uomo che la costringeva a chiamarlo papà.

Lo ha scritto nel memoriale di sei pagine in cui ha detto di essere pronta a testimoniare contro di lui: «Alex voleva e doveva essere il mio unico punto di riferimento, al punto che mi costringeva a chiamarlo “papà”. Eh sì, perché andavo rieducata… Oggi mi sto liberando di lui ma ho paura di ritorsioni per me e la mia famiglia». Per inquirenti e avvocati questo cambio di rotta è troppo tardivo.

Marcello Musso, il giudice che ha condotto le indagini, è certo che la testimonianza della ragazza non serva a cambiare il quadro delineato dalle indagini e dalle varie condanne. La pensano così anche gli avvocati delle vittime. Dicono: «È stato già dimostrato che Boettcher ha istigato, sostenuto e organizzato le aggressioni agli ex amanti di Martina, per vedere la sua virilità riscattata. Ci sono le prove che ha mentito, sempre e su tutto, regista di ogni dettaglio del piano criminoso». Per loro Boettcher è “un cinico psicopatico”. Dice l’avvocato Paolo Tosoni, che ha difeso Pietro Barbini: «Non bastano le condanne in carcere. Abbiamo chiesto per le vittime risarcimenti fino a 7 milioni di euro. Può sembrare una cifra enorme, ma nulla ridarà la serenità a questi ragazzi, la cui vita è stata stravolta».

Aggiunge Andrea Orobona, legale di Stefano Savi, sfregiato dalla coppia per un tragico scambio di persona: «Savi era il classico bravo ragazzo, abitudinario, studioso. È stato Boettcher a organizzare e ideare l’aggressione contro di lui, le sue responsabilità sono chiare e non c’è nulla che la Levato possa aggiungere che cambi quando è cristallizzato nell’inchiesta e nelle sentenze. Per di più la donna continua a dire di non aver partecipato all’agguato. Non abbiamo mai ricevuto alcun segnale di pentimento da lei e anche nell’ultimo memoriale non ce n’è traccia. Questo, naturalmente, ferisce Stefano».
In questo scambio di accuse in questa battaglia legale tra i due amanti, finisce in secondo piano il loro bimbo, quel piccolino lasciato in istituto. I suoi genitori hanno sulle spalle anni e anni di prigione e forse è ora che i giudici del Tribunale dei Minori decidano della sua sorte, permettendogli di avere finalmente una famiglia e di dimenticare questo travagliato inizio di vita.

One comment

  1. Non ci sarà nessuna adozione sarà portato a una casa famiglia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.