Matteo Cambi: “Dopo il carcere e la droga vado all’isola per fame”

Un’ascesa velocissima che si è conclusa con una caduta molto dolorosa. Così si potrebbe riassumere la vita di Matteo Cambi, che a 22 anni diventava il patron del marchio di moda famoso per il logo a margherita, a 25 era milionario e, dopo sei anni da nababbo, a 31 finiva in carcere. Ora Matteo è un altro uomo, come racconta , ed è pronto a rimettersi in gioco come naufrago all’Isola.

«Provo schifo per la persona che ero»
Ti sei sposato nel 2014… E stata tua moglie Stefania a spingerti a partecipare al reality?
«Ancora non è detta l’ultima parola. La proposta per L’isola c’è, io aspetto».
Pensi che sarà un problema patire la fame?
«Io sono stato in galera, in comunità, ai domiciliari. Sono stato un tossicodipendente. Ho patito tutto quello che c’era da patire. Lisola non può essere peggio di tutto questo». Che cosa ti fa più paura? «La lontananza dai miei affetti. Le privazioni oggi per me sono un lusso con il quale convivo bene».
E se in Tv non dovessi piacere, saresti pronto a un altro “tracollo”?
«Non ci saranno altri tracolli, perché ho già toccato il fondo. Ho perso tutto ciò che avevo. Nella procedura fallimentare ho inserito anche i miei immobili, per non lasciare persone senza lavoro. La cocaina poteva uccidermi».
Partecipi per vincere o per regalarti una seconda opportunità? «Partecipo per vincere. Se dovessi naufragare, la scelta è stata mia. Una scelta per fame. .. non per fama».
Con chi pensi di andare più d’accordo tra i tuoi compagni d’avventura?
«Nel mio libro Margherita di spine racconto di quando, anni fa, Simona Ventura mi voleva come concorrente. Avevo accettato. Poi Briatore, il mio mentore, aveva bloccato tutto. Oggi la ritroverò tra i naufraghi. Fa strano!».
Parliamo del tuo libro. Come mai hai deciso di raccontarti?
«E un confessionale. La storia di un imprenditore che ha avuto un’idea ed è arrivato a fatturare cento milioni di euro. Vorrei che il lettore pensasse: “Se vuoi, puoi, ma fai attenzione altrimenti finisci come Cambi”».
Che cosa ti ha insegnato quel periodo?
«Mi ha avvicinato a Dio. Il Matteo “spendi e spandi” della Guru è morto. Lo odio».
Parli di te in terza persona, perché?
«Il vecchio Cambi mi fa schifo. Dopo la morte di mio padre, c’è solo un momento che cancellerei dalla mia vita: l’arresto di mia madre sotto i miei occhi. Lei che piange sul divano, io drogato che non capivo nulla».
Oggi ti senti più forte?
«No, più debole. Però posso contare su mia moglie Stefania e sulla mia famiglia».
Come sono i tuoi rapporti con tua figlia Greta, avuta con Ylenia lovinelli?
«C’è una causa legale in corso, preferirei non parlarne. A Greta, mia figlia, che non vedo l’ora di abbracciare, un giorno spiegherò tutto».
Che tipo di padre sei?
«Sono una persona perbene che non si risparmia. Darei la vita per le mie figlie (oltre che di Greta, Matteo parla di Melissa, figlia della sua attuale moglie, ndr). Se accetto lavori alternativi, è perché ne ho bisogno: non me ne vergogno».
Chi ti è stato vicino nel periodo buio?
«La mia famiglia. Da quando ho perso i soldi, quelli dello spettacolo mi hanno abbandonato tutti».
Quali sono adesso i tuoi progetti futuri?
«Portare a casa uno stipendio per la mia famiglia»

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