Maxioperazione antidroga in provincia di Caserta: 36 arresti, bambini utilizzati come corrieri

Le forze dell’ordine in Campania e nello specifico i carabinieri della città di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta hanno portato a termine una maxi operazione che ha portato all’arresto di decine di persone.Nello specifico nella giornata di ieri i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria, Capua Vetere hanno dato esecuzione a 42 provvedimenti cautelari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia nei confronti di soggetti indagati per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’indagine in realtà era stata condotta tra il mese di settembre 2013 ed il mese di febbraio 2015 e per lo più si era concentrata sulla riorganizzazione delle piazze di spaccio nel comune provincia di Caserta ed anche in quelli limitrofi.

Le indagini nello specifico hanno permesso di scoprire e dunque smascherate i nuovi scenari relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, e la formazione di nuove piazze di spaccio operanti nella città di Santa Maria C.V.Tra gli arrestati figura anche Giovanni Cestrone, ovvero il figlio di Tommaso Cestrone, morto nel 2013 e conosciuto più come l’Angelo di Carditello ovvero il volontario che si è battuto per la salvaguardia della Reggia Borbonica di Carditello.

Si tratta di un giovane di appena 21 anni, il quale sarebbe finito nell’indagine e posto alla misura cautelare degli arresti domiciliari accusato di associazione a delinquere finalizzata traffico di stupefacenti. Le indagini, inoltre, hanno permesso di venire a conoscenza del fatto che l’attività di spaccio avveniva in luoghi considerati di appuntamento in Santa Maria Capua Vetere e nella vicina San Prisco in luoghi come l’anfiteatro, la villa comunale, il liceo classico e le c.d. palazzine nei quali alcuni soggetti avevano anche proseguito l’attività coinvolgendo anche nuove leve, sopratutto giovani che venivano impegnati in attività di spaccio.

Inoltre, da quanto è emerso, la marijuana veniva coltivata nella campagne presenti tra i comuni di San Tammaro e Santa Maria la Fossa, una piantagione nascosta in campi di tabacco dove sono state rinvenute oltre 1000 piante.Una volta effettuati gli arresti, non sono mancati i momenti di tensione davanti al comando provinciale dei carabinieri di Caserta durante l’uscita dalla caserma degli arrestati; alcuni familiari degli intervistati hanno aggredito carabinieri, ma anche fotografi ed operatori video che si trovavano in quei momenti davanti il commissariato proprio per svolgere il loro lavoro e che stavano facendo delle riprese proprio per montare il servizio. Il cancello d’ingresso del comando è stato preso letteralmente a calci ed a pugni, e da quanto sembra una donna è riuscita a passare i controlli entrando nel cortile e lanciando accuse nei confronti dei presenti, fino a quando è stata bloccata da un carabiniere ed accompagnata fuori.

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