Mazzano shcok, Eugenio Rossetti promessa del basket muore a 16anni per arresto cardiaco

Sono state ore di attesa, di angoscia e anche di flebile speranza quelle di ieri al capezzale del 1 benne colpito l’altra sera da infarto durante una partita di basket. Poi, in serata, il suo cuore non ha più retto ed è sopraggiunta la morte. Il giovane atleta triestino, Eugenio Rossetti, era stato ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione cardio chirurgica dopo l’attacco cardiaco che aveva subito durante una partita dell’Eccellenza Under 20 nel Palazzetto dello Sport di Molinetto di Mazzano lunedì sera.

La gravità. Le sue condizioni sono rimaste sempre critiche, ma le speranze della famiglia erano affidate ad una ripresa dell’attività cerebrale che tuttavia per diverse ore non c’è stata. Verso le 20 la constatazione del decesso del giovane che lascia madre e padre, un fratello e una sorella. Il papà, Bruno Rossetti, autista di bus di linea di Triste, è persona conosciuta nella città giuliana per il suo impegno in politica che lo ha portato alla carica di consigliere comunale. Alla famiglia ieri sera è stata avanzata la richiesta di donare gli organi del giovane. Fonti vicine ai parenti non escludono che l’assenso possa già esser stato prestato al Civile.

Immediatamente sono stati chiamati i soccorsi tempestivi e iniziati con la chiamata al 112 e gli operatori che hanno dato precise indicazioni ai presenti nel palazzetto, ma la situazione non è migliorata. Rossetti è stato rianimato per 25 minuti, poi una volta sull’ambulanza il suo cuore ha nuovamente smesso di battere. Disperata la corsa all’ospedale di Brescia dove il giovane è stato ricoverato nel reparto di rianimazione cardiochirurgica. Per tutta la giornata le sue condizioni sono state dichiarate critiche. E’ rimasto in vita per quasi 24 ore solo grazie all’ausilio dei macchinari, ricoverato agli Spedali Civili di Brescia. In serata è stato dichiarato il decesso.

Il momento del malore è stato ripreso dalle telecamere presenti al palazzetto e le immagini sono state acquisite dai carabinieri. I dirigenti triestini hanno trascorso la notte a Brescia al fianco dei genitori del 16enne, che a dicembre avrebbe compiuto 17 anni, poi in mattinata i membri dello staff tecnico hanno fatto ritorno a casa. «Aspettiamo notizie dall’ospedale, è solo un ragazzino» ha detto a metà pomeriggio Erik De Polo, dirigente del Basket che ieri sera era in panchina quando il 16enne, che frequentava l’istituto tecnico industriale statale ITIS Alessandro Volta di Trieste, è crollato a terra. Per tutta la giornata sulla pagina Facebook di Eugenio Rossetti, che come fotografia ne aveva scelta una mentre giocava, si sono moltiplicati i commenti e le speranze di amici, coetanei e compagni di classe. Pallacanestro Trieste – ha detto il presidente Giovanni Marzini – è vicina in questo momento a BaskeTrieste. Quanto accaduto ieri ha colpito fortemente tutti i nostri atleti, dirigenti e tecnici. Il BaskeTrieste è il team dal quale attingiamo i nostri giovani: siamo molto colpiti da quanto accaduto«.

Meno di due mesi fa la splendida notizia, l’approdo ufficiale al BaskeTrieste, dopo una trafila giovanile nelle file della Starenergy, ancor prima nella libertas, la squadra rappresentativa del suo amato rione, San Giovanni. Eugenio Rossetti, assieme ai suoi compagni di squadra arancio-viola, era reduce da una stagione ricca di soddisfazioni nel campionato Under 18 Elite, torneo nel quale, sotto la guida tecnica di coach Paolo Biasatto, la Starenergy aveva centrato l’accesso alla Final Tour Regionale. Era un ragazzo solare ed educato, il BaskeTrieste non ci ha pensato troppo prima di accoglierlo nelle file biancorosse, in un contesto adatto a crescere ancora, dal punto di vista tecnico, e sotto l’aspetto umano.

Classe ’99. a febbraio di quest’ anno aveva partecipato a un raduno di perfezionamento tecnico federale al PalaBigot di Gorizia assieme ai compagni di squadra Vigini. Francolla, Iurato e Trento. La partita trasformatasi in dramma sul campo di Mazzano. doveva essere per Eugenio solo l’inizio di un nuovo percorso. di un nuovo sogno da condividere con parenti e amici.
Ieri sera la Pallacanestro Trieste, la società principe del basket locale, ha espresso in una nota il proprio cordoglio: «Il legame tra Pallacanestro Trieste 2004 e BaskeTrieste è molto forte: è un legame operativo, in quanto BaskeTrieste è “satellite” della Pallacanestro Trieste e fornisce il serbatoio di giovani da far esordire in A2, ma è soprattutto un legame affettivo,
di squadra e di puro spirito sportivo. Eugenio era entrato in BaskeTrieste solo da pochi mesi, con l’obiettivo di ottenere in futuro un posto nella nostra panchina».
Vasta, vastissima, l’eco sui social. Con qualche nota stonata. Quando le condizioni del ragazzo erano ancora drammatiche è stata diffusa una nota in cui la Feder pallacanestro con il presidente Petrucci annunciava la morte di Eugenio, avvenuta in realtà due ore dopo. Una nota, che in seguito a provvidenziali rimostranze, è stata poi rimossa.

«Bravo a scuola, bravo nello sport, sempre corretto con gli amici: una notizia del genere non ha alcun senso». Daniel, compagno di classe di Eugenio Rossetti all’Istituto tecnico statale Volta di Trieste, è ancora incredulo. La tragica scomparsa del sedicenne triestino, diffusasi nella serata di ieri, ha lasciato sgomenti tutti quelli che conoscevano bene il giovane studente. In primis i suoi compagni di classe nonché amici della compagnia che frequentava assiduamente, anche fuori da scuola. «L’anno scorso Eugenio aveva vinto una borsa di studio, era un ragazzo d’oro, molto intelligente. Io sono arrivato un anno fa nella sezione di Meccanica del Volta e lui è stato uno dei primi ad accogliermi subito nel gruppo», ricorda Daniel, amico di pomeriggi e serate trascorsi assieme in allegria.

Eugenio era un grandissimo sportivo, ma aveva altre passioni come racconta Andrea, un altro suo compagno di classe: «Con Eugenio potevi parlare di tutto. Gli piaceva un sacco la musica più “vecchia”, come i Link Eloyd. E poi adorava le materie umanistiche. Era bravo in tutto a scuola, ma in italiano e storia era imbattibile». Anche Andrea ricorda Rossetti per il suo carattere particolarmente gentile: «Non si arrabbiava mai. Quando c’era da divertirsi si divertiva, quando c era da stare seri era serio. Era un ragazzo con la testa sulle spalle. Abbiamo trascorso tre anni bellissimi a scuola. Quello che è accaduto è assurdo, anche perché niente poteva far presagire una simile tragedia». Sgomento, infine, un altro compagno di classe, Antonije. «Eugenio era il pili alto della nostra classe, un gigante dal cuore d’oro. Se avevi bisogno di un aiuto lui era sempre disponibile. Sono davvero sconvolto da quanto accaduto. Adorava la pallacanestro, ma era anche bravo a scuola. Non riesco a capire come sia possibile tutto questo. Eugenio non si meritava una fine così».

Andrea Casalanguida è stato il viceallenatore di coach Biasatto di quella brillante Starenergy 2015/2016 che tanto bene ha fatto a livello giovanile locale e di cui aveva fatto parte Eugenio Rossetti
Ricche di sentimento le parole con cui vuole ricordare il il suo ex giocatore: «Eugenio era un ragazzo splendido, si impegnava sempre tantissimo. Di lui colpiva la volontà di lavorare a testa bassa, sempre in silenzio e senza mai azzardare una parola di troppo in campo. Possente fisicamente, nel tempo era riuscito a migliorare tantissimo le qualità di coordinazione. Poteva essere definito sicuramente un giocatore interessante».

«Nel corso della scorsa estate al torneo San Lorenzo sul campo di Servola (imperniato prevalentemente su confronti giovanili, nclr) Eugenio era stato notato un po’ da tutti gli addetti ai lavori locali, e infatti non è stato solo il BaskeTrieste a richiederlo ma si erano fatte avanti anche altre società come ad esempio il Bor che partecipa alla serie C2. Da quanto ricordo, Eugenio era sempre presente agli allenamenti, una qualità non comune a quell’età, quando non mancano le possibili distrazioni e andare in palestra diventa un sacrificio».
Continua il tecnico che ha seguilo Eugenio nello scorso campionato giovanile: «I lo condiviso con lui una splendida annata, un allenatore vorrebbe sempre avere nella propria squadra 10 ragazzi come Eugenio. Sto rileggendo un messaggio che mi aveva inviato poco tempo fa, iniziata la sua nuova avventura in biancorosso. Mi scriveva che a breve saremmo andati a fare una chiacchierata assieme. L’ultimo suo ricordo».

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