Meningite, bambina di due anni ricoverata a Viterbo in condizioni critiche: cresce l’allerta in Italia

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E’ancora allarme meningite in Italia e nello specifico a Viterbo, dove nei giorni scorsi i medici hanno diagnosticato un caso da meningococco. Lo scorso martedì a Martedì una bambina di due anni è stata ricoverata all’Ospedale di Belcolle;la piccola a cui è stata diagnosticata dai medici, una meningite da meningococco, si trova ancora oggi in isolamento, ma le sue condizioni di salute sarebbero in progressivo miglioramento. “Martedì 11 ottobre, presso l’unità operativa di Pediatria di Belcolle è stata ricoverata, in un ambiente protetto e isolato, una bambina di due anni proveniente dal Centro di accoglienza straordinaria per rifugiati e richiedenti asilo di Viterbo, a cui è stata diagnosticata una meningite da meningococco. Le condizioni di salute della piccola paziente sono attualmente critiche ma in lento miglioramento. Sono in corso le terapie indicate per questa specifica patologia”, è questo quanto comunicato dall’Asl di Viterbo in una nota diffusa proprio nei giorni scorsi.

Sono in corso le terapie indicate per questa specifica patologia“, spiegano i sanitari di Viterbo in una nota, diffusa nei giorni scorsi La bambina, affetta da meningite, proveniva da un centro accoglienza straordinaria per rifugiati e richiedenti asilo di Viterbo; la malattia sarebbe stata diagnosticata dai medici nel corso di alcuni controlli e le procedure mediche di prima accoglienza a cui l’Asl è solita sottoporre i migranti per poterne valutare le condizioni generali di salute e per somministrare loro, qualora fosse necessario le vaccinazioni previste per legge entro 48 ore dall’arrivo in Italia.Nello specifico,una volta arrivata a Viterbo la bambina, è stata sottoposta ad un primo screening sanitario come tutti gli altri migranti e visto che le era stata riscontrata una forma influenzale, i medici hanno ritenuto opportuno visitarla di nuovo a distanza di un paio di giorni e grazie ad alcuni approfondimenti effettuati, le è stata riscontrata la meningite ed è stata subito sottoposta alla necessaria terapia farmacologica.

Come previsto dai protocolli e dalle disposizioni ministeriali, a scopo meramente precauzionale, si è proceduto con la somministrazione della chemioprofilassi ai cosiddetti contatti stretti, ovvero conviventi, e tutti coloro i quali sono stati esposti direttamente alle secrezioni della paziente, gli unici per i quali è consigliato il trattamento farmacologico.“Il corretto funzionamento del cordone sanitario ha consentito di riscontrare e di prendere in carico in tempo reale il caso di meningite”, evidenzia la Asl. Come la Asl ricorda in una nota, la meningite da meningococco è una patologia temibile, ma rara.” I casi secondari non sono frequenti, in quanto la trasmissione avviene esclusivamente per contatto diretto e ripetuto nel tempo con il soggetto affetto, tramite goccioline nasali e faringee. Nel 2014, ultimo anno con dati consolidati forniti dall’Istituto superiore di sanità, i casi segnalati per meningite da meningococco sono stati 163 in tutta Italia”, ha fatto sapere l’Asl.

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