Meningite, interviene il Ministero della salute: se andata in Toscana vaccinatevi, è subito polemica

Al momento non si è reputato necessario predisporre particolari raccomandazioni per le persone che si recano per viaggi occasionali (lavoro o turismo) nelle aree maggiormente interessate dall’aumento dei casi (Azienda USL Toscana Centro), pur ribadendo che la frequentazione di locali molto affollati, per alcune ore (per esempio discoteche), l’uso di alcol e la abitudine al fumo, durante i periodi con un aumento dei casi di malattia invasiva da meningococco, potrebbe aumentare il rischio di contagio attraverso il contatto ravvicinato con potenziali portatori.

La Toscana si trova ad attraversare una vera e propria emergenza meningite soprattutto in seguito ai dodici casi segnalati nel corso del 2016 con un totale di quattro vittime. Sulla questione è intervenuto il Ministero della Salute il quale, attraverso una specifica nota diffusa via internet ha consigliato a tutti gli abitanti toscani ma anche a coloro i quali si trovano a viaggiare e a recarsi occasionalmente nella regione, a non frequentare posti molto affollati, e tra questi vi troviamo sicuramente le discoteche ma non solo.

“Nel 2015 sono stati segnalati al sistema di sorveglianza nazionale 31 casi, inclusi 6 decessi (in confronto ai 2 del 2014 e ai 3 del 2013). Nel 2016 sono stati registrati 12 casi di malattia invasiva da meningococco C, di cui 4 con esito fatale”, sono state le parole espresse nello specifico dal Ministero il quale, nella nota sopra citata, ha poi continuato affermando che, stando a quella che è la situazione epidemiologica attuale “non si ritiene opportuno fornire indicazioni particolari a coloro che si recano per viaggi occasionali (lavoro o turismo) nelle aree maggiormente interessate dall’aumento dei casi, cioè l’Azienda Usl Toscana Centro” ma, allo stesso tempo il Ministero ha voluto ben ricordare che proprio la frequentazione di locali molto affollati per un periodo di tempo lungo come ad esempio alcune ore, tra questi proprio le discoteche, “l’uso di alcol e la abitudine al fumo, durante i periodi con un aumento dei casi di malattia invasiva da meningococco, potrebbe aumentare il rischio di contagio attraverso il contatto ravvicinato con potenziali portatori”.

La nota prosegue poi sostenendo che invece, per tutti coloro i quali si recano in Toscana frequentemente e per periodi di tempo relativamente lunghi, come nel caso di lavoratori e studenti fuori sede, sarebbe opportuno che la Regione di appartenenza mettesse a disposizione la vaccinazione per queste persone seguendo però quelle che sono le modalità previste proprio in Toscana. Quello relativo alla meningite, malattia del sistema nervoso centrale generalmente di origine infettiva e che è caratterizzata dall’infiammazione delle meningi, rappresenta ad oggi un argomento abbastanza diffuso e dibattuto, un vero incubo non solo per l’Italia ma anche per la Gran Bretagna dove la mamma di una bambina molto piccola, di appena tre anni, colpita dalla malattia, ha dato vita ad una petizione proprio volta ad estendere la vaccinazione contro il meningococco B.

Una petizione che però è stata rifiutata proprio dal Governo il quale ha giustificato tale rifiuto sostenendo che non vi sono i fondi. Il vaccino in Toscana è gratuito per i nuovi nati, 13° mese di vita, e poi ancora per tutti quei ragazzi la cui età è compresa tra gli 11 e i 20 anni e poi ancora il vaccino contro la meningite è gratuito per tutti quei soggetti considerati a rischio e poi ancora a tutti i residenti dell’area Asl Toscana Centro di età superiore ai 45 anni, agli studenti fuori sede dell’Università ed in ultimo anche ai residenti delle altre aree della Toscana di età compresa tra i 20 e i 45 anni.

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