“Mercury party” Mercurio tra noi e il sole oggi Lunedi 9 Maggio

1mercury_transit_2006_nasa-kHHH-U10801657992796tC-1024x576@LaStampa.itVentimiglia. Mercurio transita sul Sole e l’Associazione Stellaria per seguire questo raro fenomeno celeste, si troverà tutto il pomeriggio di domani sula Terrazza del Forte dell’Annunziata.

L’evento è stato organizzato con il Patrocinio del Comune di Ventimiglia, Assessorato alle Manifestazioni.

Il Transito di un pianeta sul disco solare è una specie di piccola eclissi, solo che non è la Luna a interporsi tra la Terra e il Sole, bensì uno dei due pianeti più interni del sistema solare: Mercurio o Venere.

L’ultimo Transito di Mercurio, che abbiamo potuto osservare anche dall’Italia, è stato nel 2003; il prossimo totalmente visibile dall’Italia si avrà nel 2032; mentre nel 2019 sarà solo parzialmente visibile dal nostro paese.

Il Transito durerà molte ore, circa sette e mezza, con inizio alle 13:12 circa italiane e termine alle 20:42, ma per noi il Sole sarà ormai tramontato nelle ultime fasi dell’evento. Il disco del pianeta ci apparirà come una piccola ‘macchia’ perfettamente tonda sulla superficie della stella; è visibile solo con l’aiuto di strumenti.

Attenzione, osservare il Sole senza adeguate protezioni (sia ad occhio nudo che ai telescopi o binocoli) è estremamente pericoloso. Sperando nella presenza del Sole sarà possibile osservare dal vivo attraverso telescopi appositamente filtrati questo raro fenomeno celeste.

In caso di cielo coperto le attività si svolgeranno fino alle ore 17 e sarà possibile seguire il transito ripreso in diretta da una località che avrà più fortuna con il meteo.

PROGRAMMA

Dalle ore 13 al tramonto l’osservazione del Transito anche su grande schermo, con telecamera collegata ad uno dei telescopi;

Ore 14:00 –  I Transiti di Venere e Mercurio

Ore 15:30 animazioni sul percorso del Sole, luce e ombre sulle Terra

Ore 16:30 – I transiti e la ricerca di pianeti attorno ad altre stelle

Saranno esposte le opere solari, Tempo Scolpito di GnomArs.

Ingresso libero. info: Stellaria – www.astroperinaldo.it

Che succede in cielo lunedì 9 maggio?

Lunedì alle ore 13, 12 minuti e 18 secondi sul bordo del Sole comparirà una intaccatura. Minuscola e nerissima. In tre minuti diventerà un dischetto, penetrerà nel disco solare e in sette ore lo attraverserà uscendone dal lato opposto poco prima del tramonto. Quel “neo” è Mercurio, il pianeta più piccolo e più vicino al Sole. Il fenomeno astronomico del 9 maggio si chiama “transito” ed è piuttosto raro. Mercurio passa davanti al Sole 13-14 volte in un secolo. Ma in Italia per avere un’altra occasione cosi favorevole bisognerà aspettare cinquant’anni.

Perché Einstein ha un debito con Mercurio

Cento anni fa, l’11 maggio 1916 Einstein pubblicava la Relatività generale. Una anomalia dell’orbita di Mercurio fu la prima prova sperimentale a favore di questa teoria che avrebbe rivoluzionato la nostra visione dell’universo, dello spazio e del tempo. La Legge di Newton non riusciva a spiegare uno slittamento dell’asse dell’orbita di Mercurio di 43 secondi d’arco al secolo che era stato messo in evidenza nell’Ottocento anche osservandone i transiti davanti al Sole. La differenza era piccola ma metteva in crisi tutta la fisica classica newtoniana. La teoria di Einstein secondo cui le masse curvano lo spazio circostante giustificò perfettamente l’anomalia. Mercurio fu il primo a dire di sì ad Einstein. Vennero poi decine di altre prove sperimentali, fino all’osservazione diretta delle onde gravitazionali annunciata l’11 febbraio di quest’anno.

I “transiti” oggi sono astronomia d’avanguardia

Il primo pianeta intorno a un’altra stella fu scoperto nel 1995. Da allora gli astronomi ne hanno scoperti quasi 5000, alcuni dei quali molto simili al nostro. E’ una rivoluzione anche filosofica: nell’universo la Terra e la vita non sono eccezioni ma la regola. I pianeti di altre stelle e la loro eventuale somiglianza con la Terra di solito si scoprono grazie ai transiti: oggi gli strumenti sono così sensibili da registrare il trascurabile calo di luminosità prodotto da un esopianeta che passa davanti alla sua stella. “Campione” di scoperte è il satellite della Nasa “Kepler”, che proprio in questi giorni, dopo un guasto che lo dava per spacciato, è tornato in funzione.

Che cosa si vede

Il diametro apparente di Mercurio durante il transito del 9 maggio sarà appena un centosessantesimo di quello solare. Cioè 12 secondi d’arco. Per vederlo occorre un telescopio. Se al posto di Mercurio ci fosse la Terra, risulterebbe 2,5 volte più grande, ma sarebbe pur sempre un tondino insignificante. Il volume del Sole conterrebbe un milione e 400 mila Terre. E’ la meraviglia delle dimensioni astronomiche, che ci danno continue lezione di umiltà.

Come osservare il fenomeno

Basta un piccolo telescopio ma attenzione: l’obiettivo deve essere schermato con un filtro da saldatore che attenui di almeno 10mila volte la luce del Sole altrimenti si corre il rischio di un accecamento con danni irreversibili alla retina. Un altro metodo consiste nel proiettare l’immagine del Sole su uno schermo bianco estraendo un poco l’oculare fino a mettere a fuoco l’immagine. I fortunati possessori di un telescopio con filtro H-alpha (che isola una strettissima banda della luce solare nella parte rossa dello spettro) potranno vedere meglio il fenomeno, soprattutto nelle fasi in cui il dischetto scurissimo di Mercurio è tangente al disco abbagliante del Sole.

La prima osservazione di Mercurio davanti al Sole

Il primo a osservare un transito di Mercurio davanti al Sole fu l’astronomo francese Pierre Gassendi il 7 novembre 1631. Quel puntino nero fu una rivelazione: si credeva che Mercurio fosse 10 volte più grande. L’osservazione permise anche a Gassendi di migliorare notevolmente la conoscenza dell’orbita di Mercurio. Edmond Halley provò poi a misurare la distanza Terra-Sole osservando da Sant’Elena il transito di Mercurio del 7 novembre 1677, ma rimase deluso: troppo difficile rilevare con precisione il primo e l’ultimo contatto tra Mercurio e il bordo del Sole. Meglio andarono le cose con i transiti di Venere, che però sono molto più rari: tra uno e l’altro può passare più di un secolo.

La sfortunata sposa di Charles Green

Speciale fu il 1769. In quell’anno si verificarono sia il transito di Venere (3-4 giugno) sia il transito di Mercurio (9 novembre) e per quello di Venere furono organizzate spedizioni in tutto il mondo con lo scopo di migliorare la conoscenza della distanza Terra-Sole. La spedizione inglese fu affidata da re Giorgio III al capitano James Cook (1728-1779). Il viaggio non fu solo scientifico ma anche di esplorazione e di conquista. Il capitano ricevette una lettera di istruzioni da aprire dopo l’osservazione del transito di Venere. Astronomo di bordo fu Charles Green, che aveva già una esperienza maturata all’Osservatorio di Greenwich e in mare con la verifica del cronometro di Harrison. Green accettò l’incarico per 200 ghinee più altre 100 se il viaggio fosse durato più di due anni. Confortato da questa sicurezza economica, Green nel marzo 1768 sposò Elizabeth Long, alla quale era da tempo legato, e si imbarcò. Il 3 giugno 1769 l’osservazione del transito di Venere permise una misura molto precisa della distanza Terra-Sole. Secondo le direttive reali fu allora aperta la lettera di istruzioni e il viaggio proseguì fino alla Nuova Zelanda, dove il 9 novembre Green poté osservare con successo anche il transito di Mercurio. Il 1° aprile 1770 Cook iniziò il viaggio di ritorno veleggiando verso oriente. A Giava molti marinai contrassero la malaria, il colera e altre malattie infettive. Morirono a decine e ne fu colpito anche Green. Il 29 gennaio 1771 si chiusero per sempre gli occhi dell’astronomo che aveva osservato uno dopo l’altro i transiti di Venere e di Mercurio. La sua sposa Elizabeth, a Londra, lo avrebbe atteso invano.

Curiosità davvero curiose

Negli anni 69163 e 224508 Mercurio e Venere transiteranno simultaneamente davanti al Sole. Chi dei nostri lontanissimi discendenti potrà vederli prenderà i classici due piccioni con una fava. Più vicina nel futuro è una coincidenza tra una eclisse di Sole e un transito di Mercurio. Accadrà il 5 luglio 6757 e sarà visibile nel Pacifico meridionale dalla Nuova Zelanda al largo della Terra del Fuoco (Sud America). Prenotarsi nelle agenzie di viaggi.

Mercurio visto dal pittore Giacomo Balla

Il pittore futurista Giacomo Balla era appassionato di astronomia. Il 7 novembre 1914 osservò il transito di Mercurio e lo ritrasse in almeno 12 versioni. La figlia Elica ci ha lasciato una testimonianza dell’emozione provata dall’artista mentre seguiva quel fenomeno astronomico. La Fondazione Ferrero inaugurerà in autunno ad Alba una grande mostra di Giacomo Balla affiancandola con eventi scientifici legati alla relatività di Einstein. Sarà visitabile da sabato 29 ottobre a domenica 27 febbraio 2017.

Meteo incerto: come rimediare

Speriamo che il 9 maggio ci sia bel tempo su tutta l’Italia. Purtroppo le previsioni parlano di un cielo parzialmente nuvoloso. Ma poiché il transito dura 7 ore, tra le 13 e le 20 qualche squarcio di azzurro dovrebbe pure aprirsi. Se poi la copertura sarà totale, ci si potrà collegare al sito alle pagine Facebook Astronews Italia, Celestron Italia e Skywatcher Italia oltre che sui siti www.celestron.it ewww.skywatcher.it o in diretta sul canale YouTube di AURIGA. Appuntamento alle ore 13 di lunedì 9 maggio.

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