Migranti, in migliaia guadano il fiume ma vengono fermati in Macedonia: ritrovati tre profughi senza vita annegati

Nella giornata di ieri circa un migliaio di migranti e rifugiati hanno oltrepassato il confine tra Grecia e Macedonia per una strada alternativa a quella di Idomeni,ovvero la piccola località greca di confine nella quale sono stati bloccati circa 14mila rifugiati dopo il blocco della via Balcanica decisa a Vienna una settimana fa. I migranti sono stati bloccati dall’esercito macedone e nella giornata di domani verranno riconsegnati alla polizia greca; purtroppo nel tentativo di superare il fiume “Suva Reka” tre migranti sarebbero morti annegati; si tratta di due uomini ed una donna di origine afgana.

Le tv internazionali hanno mostrato nella giornata di ieri delle importanti immagini le quali mostravano la forza della disperazione di tanti e tantissimi migranti che con grandi difficoltà si apprestavano ad attraversare le acque gelide del del fiume al confine tra la Grecia e la Macedonia. Scene di disperazione di una fuga disperata, con famiglie intere che tentano il tutto per tutto e con grande difficoltà entrano nelle acque del fiume in piena, tenendo in tanti i bambini sulle spalle e trasportando a fatica il bagaglio.

Sono comunque in corso delle indagini per cercare di capire la causa della morte dei tre migranti ed le autorità macedoni hanno tratto in salvo ben 23 migranti che stavano cercando di compiere la stessa traversata.Recuperati, dunque, anche tanti sopravvissuti i quali sono stati condotti nel centro di accoglienza di Vinojug.Da circa una settimana, inoltre,risultano chiuse le frontiere di tutti i paesi lungo la rotta balcanica e così tanti e tantissimi profughi mediorientali sono bloccati nel campo di Idomeni, nel villaggio di confine tra Grecia e Macedonia. Purtroppo a complicare la situazione sono arrivate anche le piogge torrenziali che hanno ridotto il campo davvero in condizioni pessime, davvero invivibile.

Intervenuto sul tema delle migrazioni, purtroppo sembra uno dei temi più importanti e sotto i riflettori, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale in visita nella giornata di ieri in Etiopia e nello specifico in compagnia del premier Haile Mariam Desalegn, ha dichiarato: “abbiamo parlato delle esigenze per affrontare seriamente i fenomeni migratori ed occuparsi delle condizioni da cui nascono.Devono migliorare lì le condizioni anche perché nessuno lascerebbe la propria terra se potesse vivere in pace e in maniera accettabile nei paesi dai quali proviene”. Intervenuto anche il portavoce dell’OIM, ovvero l’Organizzazione internazionale per le migrazioni Leonard Doyle il quale ha dichiarato: “La costruzione di muri e recinzioni per fermare in massa i migranti è provoca solo guai, come si vede con le persone che trasportano i bambini piccoli e camminano attraverso un fiume freddo in piena ondata. Le recinzioni arricchiscono i contrabbandieri e mettono in pericolo i migranti, che non hanno una casa a cui tornare. Sono necessarie soluzioni umanitarie urgenti per i migranti bloccati ai confini settentrionali della Grecia”.

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