Migranti, l’Austria inizia i lavori per la costruzione di una barriera sul Brennero: il Papa invita ad abbattere i muri

Migranti, l'Austria inizia i lavori per la costruzione di una barriera sul Brennero il Papa invita ad abbattere i muri

L’Austria ha deciso di agire avviando al Brennero i lavori per costruire una vera e propria barriera anti-migranti che avrà una lunghezza di 250 metri e comprenderà l’autostrada, la strada statale. Le notizie arrivate nella giornata di ieri sono state annunciate dal capo della polizia tirolese Helmut Tomac, il quale ha svelato la lunghezza della barriera e che comprenderà come già anticipato non soltanto l’autostrada ma anche la strada statale.

La decisione dell’Austria è stata apprezzata inevitabilmente dalla Lega Nord mentre Pd e Fi si dicono piuttosto preoccupati e critici; proprio il leader del Carroccio Matteo Salvini ha dichiarato “Altro che buonista Mattarella. Fa bene l’Austria che evidentemente ha politici che difendono gli interessi dei loro cittadini”.“Anch’io non mi fiderei del governo italiano visto come Renzi e Alfano stanno gestendo l’immigrazione. Fanno entrare chiunque sul territorio nazionale senza controlli seri”, ha aggiunto il capogruppo della Lega Nord alla Camera Massimiliano Fedriga.

“Così si rischia di determinare un’intensificazione dei flussi via mare più pericolosi e difficili da controllare. Si scaricano sull’Italia i problemi del Mediterraneo e la si condanna a gestire da sola e con stretti vincoli di bilancio una vera e propria emergenza umanitaria e di sicurezza i cui effetti ricadranno inevitabilmente anche sull’anello più debole della catena: le donne e gli uomini della Polizia di Stato”, dichiara Lorena La Spina, segretario dell’associazione Funzionari, Anfp. «Un pessimo segnale per l’Europa che non risolverà niente ma che contraddice i suoi valori», ha aggiunto la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia .Il presidente Heinz Fischer, da «europeista convinto», si è affrettato a precisare che «i provvedimenti al Brennero non prevedono un muro oppure filo spinato», assicurando il minor impatto possibile sul transito di persone e merci.Al momento, dunque, sono al lavoro macchine, tir e treni che transitano in continuazione al fine di costruire la barriera nel più breve tempo possibile.

All’orizzonte si vedono pochi migranti ed a tal riguardo Roberto Defant, dell’associazione Volontarius che si occupa dell’accoglienza di profughi in Alto Adige ha dichiarato che il numero degli arrivi al momento è stabile, ed in media transitano circa 20-25 persone al giorno. «Per il momento non abbiamo segnali che facciano pensare ad un aumento sostanziale», ha dichiarato ancora Roberto Defant. A poche ore dall’annuncio della costruzione della barriera da parte dell’Austria ecco arrivare il messaggio di Papa Francesco che invita a rimuovere i muri non solo fisici ma anche mentali. “Il grande ostacolo da rimuovere” per “considerare i nostri simili come fratelli e sorelle” e così “poter superare guerre e conflittualità”, spiega il Pontefice, è quello “eretto dal muro dell’indifferenza: la cronaca dei tempi recenti ci dimostra che se parlo di muro non è solo per usare un linguaggio figurato, ma perché si tratta della triste realtà”.

Da ieri,infatti,al confine fra Italia e Austria sono iniziati i lavori perla costruzione di una barriera lunga 250 metri che comprenderà l’autostrada e la strada statale. Il muro servirà per limitare l’accesso di migranti provenienti dall’Italia, numero che si prevede in vertiginoso aumento. Al valico italo austriaco sono già stati smontati i guardrail e in una prima fase di lavori sarà anche modificata la segnaletica stradale. I controlli del traffico leggero e pesante saranno effettuati in un parcheggio a nord del confine. Nei prossimi giorni sarà anche allestito un centro di registrazione. La mossa austriaca avrà due belle conseguenze: la prima è la probabile formazione dell’ennesima baraccopoli di disperati al confine,come già visto aVentimiglia, Calais, I domeni etc. La seconda tocca invece il portafoglio. «Sarebbe una perdita secca in termini economici veramente consistente», ha detto il sottosegretario agli Interni, Domenico Manzione. Già, ma quanto ci costerebbe, in soldoni, il muro austriaco? La mossa mette a rischio almeno 140 miliardi di euro l’anno di interscambio commerciale del nostro Paese, che avviene attraverso i valichi stradali con l’Austria, secondo l’Osservatorio Con trasporto-Confcommercio sui Trasporti e la Logistica. In più ogni ora spesa in più dai camion impegnati in questi traffici a causa dell’abbandono della libera circolazione delle merci all’interno dell’Ue genera un danno commerciale per le imprese dell’autotrasporto superiore ai 170 milioni all’anno. REAZIONI E mentre Salvini plaude, dal Pd e non solo arrivano proteste e c’è chi definisce l’Austria «contraria allo spirito europeo» (nello specifico è il deputato Lorenzo Della i, presidente del gruppo Democrazia solidaleCentro Democratico). Già,ma qualè questo spirito?E chic’è dentro?È conforme allo spirito europeo la Spagna, che nell’enclave di Melilla non c’è mai andata per il sottile con gli immigrati che tentano di scavalcare le altissime recinzioni? È in Europa Idomeni, il villaggio greco al confine con laMacedonia dove migliaia di immigrati restano tuttora accampati nella speranza che Skopje decida di riaprire la frontiera? È in Europa l’Ungheria, che il suo muro lo ha costruito già da un pezzo? Sono in Europa la Germania, la Croazia, la Francia, la Svezia e la Danimarca, che hanno già sospeso, in tutto o in parte, gli accordi di Schengen? CREDULONI Insomma, a forza di sforzarci per essere bravi membri di una Unione europea in cui tutti ci guardavano con la puzza sotto al naso, abbiamo finito per essere più realisti del re,e ora a credere all’utopia dei confini groviera siamo rimasti solo noi, mentre gli altri corrono ai ripari. Certo, dal nostro punto di vista la barriera del Brennero è una bella fregatura: la rotta dei Balcani chiude,la frontiera con l’Austria viene blindata, e alla fine il cerino resta ovviamente in mano a noi. Dal punto di vista austriaco, invece, come biasimarli? L’ex ministro Benita Ferrero-Waldner, intervistato dalTempo,l’ha spiegato bene: «L’attuale risposta austriaca a questo enorme flusso è conseguenza della mancanza di solidarietà dimostrata da diversi Stati membri, che si sono rifiutati di accettare la “ricollocazione”, la distribuzione tra gli stati membri dei rifugiati. Interpreto l’azione austriaca come auto-difensiva. A volte situazioni straordinarie e di emergenza provocano risposte altrettanto straordinarie e di emergenza». VALORI E ORTAGGI E non parliamo di uno skinhead di Innsbruck, ma di un esponente politico di primo piano, con un ricco background diplomatico alle spalle, compresi dei ruoli importanti all’Onu. Ma che l’Ue così non possa funzionare siamo davvero solo noi a non averlo compreso. Anni a parlare di «valori comuni», e poi si è capito che la sola legge che vale davvero è il caro vecchio «chi fa da sé fa per tre». Insomma, questa Europa assomiglia sempre di più a quella storiella sul cetriolo e sull’ortolano.

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