Milan – Juventus 1 – 2: Sintesi, pagelle, gol e Highlights: Bianconeri vedono lo scudetto

La forza mentale della Juventus sovrasta il Milan più volenteroso e concentrato degli ultimi tempi. Vince la capacità di gestire le situazioni della squadra di Allegri, ma è soprattutto la sua micidiale solidità psicofisica che annichilisce i rossoneri e, indirettamente, il Napoli. Sarri, ieri sera, ha sbattuto ancora una volta contro il «macigno» bianconero, sempre più vicino a inchiodarsi sopra il quinto scudetto consecutivo. Fanno ventuno vittorie nelle ultime ventidue partite e si ha l’impressione che questa squadra in Italia non possa perdere, che proprio non ne sia tecnicamente capace. Neppure quando il Milan ha dato l’impressione di avere un’idea di come riuscire nell’impresa, marcando a uomo Pogba, aggredendo alto e passando in vantaggio con il secondo gol in tredici partite subito da Buffon, la Juventus ha dato segnali di panico o di cedimento morale. Ha reagito con la flemma di un Bud Spencer che prende un cazzotto, si stropiccia la faccia e si prepara a disintegrare il malcapitato. E a San Siro è più o meno andata così. 

Il primo tempo è divertente. La determinazione agonistica del Milan e l’approccio un po’ troppo conciliante da parte della Juventus inclinano leggermente la partita a favore dei rossoneri, il cui pressing molto aggressivo e la marcatura a uomo di Pogba da parte di Kucka anestetizzano ulteriormente la manovra offensiva bianconera. Così Allegri deve contare su qualche lancio e sugli estemporanei colpi di talento di Morata e dello stesso Pogba per superare l’altissima difesa di Mihajlovic. Oltretutto Alex Sandro è tenuto assai basso rispetto alle sue abitudini, da un Honda insistente sulla fascia e la Juventus perde, nella metà campo avversaria, i cross e le trovate del mancino. Il gol del Milan, quindi, è una logica conseguenza dei primi venti minuti di gara, nei quali si registra il primo dei tre eventi sovrannaturali ad opera del marziano naturalizzato italiano Gianluigi Buffon su una sublime punizione di Balotelli. La rete rossonera è opera di Alex che si materializza nell’area juventina fra Rugani, Lichtsteiner e Barzagli che, confusi, lo guardano staccare e inzuccare il corner di Balotelli.

La reazione della Juventus è tutta mentale, perché non vi è traccia di panico fra i bianconeri che tuttavia si scuotono dal torpore calcistico e ritrovano la lucida cattiveria necessaria a un match di questo tipo. Il pareggio è altrettanto logico: lancio di Buffon (sì, di Buffon che si è avventurato a pochi metri dal cerchio di centrocampo), delizioso duetto fra Mandzukic e Morata, tiro decisivo del croato e Donnarumma che capitola. Ed è sempre la testa che aiuta la Juventus a venire fuori dai guai nella ripresa, che il Milan inizia bruciando tutto il serbatoio nel primo quarto d’ora. Ci vogliono altri due prodigi di Buffon per impedire ai rossoneri di ripassare in vantaggio e poi la Juventus riprende, lenta ma inesorabile, il possesso della partita. E’ un’avanzata che trova in Pogba l’uomo decisivo: Kucka perde i primi colpi, ha qualche cedimento e poi si sbriciola, lasciando definitivamente spazio al francese e con lui alla squadra bianconera tutta. Il gol dell’1-2 firmato dal francese è un trucco da freestyler, con il pallone colpito verso il terreno per trasformare il controbalzo in un pallonetto che immobilizza la difesa milanista. Il Milan finisce lì, sgretolato nelle certezze che aveva raffazzonato nel primo tempo e inchiodato al terreno da una condizione atletica carente, mentre la Juventus finisce dominando, attutendo l’uscita di Morata (influenza) con Zaza e godendosi Cuadrado che numereggia nel finale, quando i bianconeri iniziano a riconoscere il sapore dello scudetto, nel dolce retrogusto della vittoria a San Siro.

MILAN  DONNARUMMA 6  Prima si scalda con Lichtsteiner, poi salva su Marchisio. Non è responsabile sulle reti juventine.  ABATE 5  Amministra le percussioni di Alex Sandro e Asamoah. Però Pogba lo fulmina sul 2-1 bianconero ed è un errore che uno della sua esperienza non può permettersi. ALEX 7 Quando si sgancia sulle palle inattive è pericoloso, infatti ubriaca Rugani e stacca in maniera maestosa per il vantaggio rossonero. ROMAGNOLI 6 Sbaglia sul pareggio di Mandzukic: si fa beffare direttamente dal rinvio di Buffon. Per il resto nulla da dire: preciso. ANTONELLI 5.5 Preso d’infilata con discreta frequenza da Lichtsteiner, si distingue maggiormente quando ha la possibilità di proiettarsi in fase d’attacco. HONDA 6 Impegna Buffon al 33′ pt con un sinistro violento ancorché impreciso. Costringe Alex Sandro a tenersi basso. Luiz Adriano (29′ st) 5 Non si vede. MONTOLIVO 6 Sostanza e qualche verticalizzazione, tiene su il centrocampo soprattutto nella parte iniziale della sfida. KUCKA 6 Francobolla Pogba e si disimpegna con una certa disinvoltura nel primo tempo, cominciando a fatica nel secondo di pari passo con la crescita esponenziale dell’avversario. BONAVENTURA 5.5 Guizzi e accelerazioni per cominciare, a lungo andare evapora. BACCA 5.5 Spesso disinnescato dai tre centraloni bianconeri, non riesce a concretizzare le rare occasioni e a volte appare piuttosto avulso dalla manovra offensiva. BALOTELLI 6 Veli e tocchetti, forse troppi. Ma da fermo fa spavento: ci vuole un Buffon mondiale per fermarlo al 14′ pt. E il suo corner ispira l’1-0 di Alex. Mette il turbo nella ripresa e trova davanti un Buffon modello SuperMan, un po’ ingenuo per il tocco di mano che gli costa il giallo. Esce per infortunio. Boateng (32′ st) ng. 

ALL. MIHAJLOVIC 5.5 Prepara bene la partita e l’approccio dei suoi è superiore a quello dei rivali. Alla distanza vengono fuori i valori tecnici: la sua posizione resta comunque traballante. 

JUVENTUS BUFFON 8.5 Gli aggettivi originali ormai scarseggiano: provvidenziale sulla velenosa punizione di Balotelli in avvio. Ci prova, però non può bloccare l’incornata di Alex. Un suo rinvio profondo innesca il gol del pari. Pazzesco al 6′ st ancora su Balotelli, monumentale per due volte. Numero uno mondiale davanti al suo potenziale erede, Donnarumma. BARZAGLI 6 Deve fronteggiare le avanzate di Bonaventura e qualche fiammata di Balotelli, finisce pure lui nel mezzo pasticcio sul gol di Alex. BONUCCI 6.5 Limita Bacca con mestiere e comanda il reparto con la consueta personalità, evidenziando l’importanza della propria presenza dopo aver scontato un turno di squalifica. RUGANI 6.5 Non trova la posizione giusta in occasione dell’1-0, però non è solo colpa sua. Si riprende alla distanza. LICHTSTEINER 6 Ha sul destro una buona opportunità al 22′ pt, ma non ci mette forza. Affrettato nel recupero del primo tempo quando sciupa una buona opportunità in area. Cuadrado (36′ st) ng. POGBA 7.5 Intermittente, alterna fasi di calma piatta a invenzioni estemporanee. Perde qualche pallone di troppo, fa tremare il palo al 15′ st con una delle sue punizioni micidiali. Sale di tono con il passare dei minuti e si inventa il colpo da biliardo vincente beffando Abate e Donnarumma. MARCHISIO 6 Positivo nella fase di non possesso, più in difficoltà nell’impostazione. Dal suo calcio d’angolo scaturisce il 2-1 juventino. ASAMOAH 6

A tratti poco utile in copertura, cerca lo spunto in contropiede e ci mette la grinta che serve. Evra (40′ st) ng. ALEX SANDRO 6 Si preoccupa principalmente di contenere Honda, riuscendo a spingere solo a singhiozzo.
MANDZUKIC 6.5 Ormai ci ha preso gusto: ancora a segno dopo la rete decisiva contro l’Empoli. Poco altro, ma c’è quando conta. MORATA 6.5 Abile nello smarcare il compagno di reparto per l’1-1, si mostra volitivo e determinato anche se non sempre chirurgico come dovrebbe. Esce per un leggero malore. Zaza (22′ st) 6 Nel recupero tenta un’incursione delle sue, senza fortuna. Ammonito, salterà la sfida con il Palermo.

ALL. ALLEGRI 6.5 Il Milan parte meglio, però la sua squadra ha carattere e cattiveria agonistica da scudetto: una vittoria che vale più dei tre punti in palio.

 Ma avete visto che cosa ha fatto Pogba? Un gol che solo lui poteva fare. Ha colpito il pallone nell’unico modo possibile, dall’alto verso il basso per farlo rimbalzare verso la porta. Una cosa incredibile. Eppoi, per la goduria dei tifosi bianconeri, ha baciato lo stemma sulla maglia. Un bacio d’amore, di sicuro un gol per uno scudetto al bacio. La verità è che il ragazzo sente più che mai la maglia bianconera sulla sua pelle. Si diverte, si sente importante, fondamentale, unico, amato e coccolato. Proverebbe le stesse sensazioni anche in un altro club? Non è detto. E lui l’ha capito. E più passa il tempo e più si sente legato alla Juventus, squadra nella quale ha la certezza di essere leader. E soprattutto in bianconero può continuare a vincere. Perché questa Juve, inutile nasconderlo, ha raggiunto le top d’Europa e soltanto per due minuti non ha fatto fuori dalla Champions il Bayern Monaco, che è la squadra più forte assieme al Barcellona. Ma questo è il passato e lo abbiamo ricordato solo per far capire quanto i campioni bianconeri ci penseranno non una ma cento volte prima di lasciare quello che sta diventando uno dei più forti club d’Europa. Pogba, poi, a Torino può crescere ancora. Certo che il gol di ieri sera ha dell’incredibile e aumenta il prezzo del suo cartellino che dopo una prodezza del genere sale, almeno, a 120 milioni. Il Chelsea e le altre dovranno alzare l’asticella. Ma potrebbe non bastare più perché Pogba è diventato la Juve. Come lo è stato Platini e un po’ pure Zidane. Questione di soldi? Andrea Agnelli e Marotta possono venire incontro alle esigenze di Mino Raiola. Questione di cuore? Beh, dopo il gesto di ieri sera quello del francese batte forte forte per la Juventus e davanti alle sensazioni affettive tutto diventa più facile o difficile, questione di punti di vista. Facile rimanere, difficile andare via. E’ stato bello vedere un Pogba così nello stadio che ospiterà la finale di Champions.

In questa stagione, poi, è diventato continuo in tutte le fasi. Quando gioca male è sempre importante per la squadra, ma quando sale un po’ diventa irresistibile. C’è sempre e comunque nel gioco, lo impreziosisce con giocate che quasi nessun giocatore al mondo riesce a fare. Ferma il pallone con un’eleganza e un’elasticità fuori dal comune. Anche nelle punizioni è diventato micidiale come Pirlo. Ieri sera, prima del gol del 2-1, un suo tiro è andato a sbattere contro il palo a portiere battuto. Quest’anno ha realizzato 7 gol campionato e servito 8 assist vincenti. Più di questo, in tutta sincerità, non si può fare.

Non solo Pogba, ieri sera, alla Scala del calcio. Applausi a Mandzukic e Buffon. Il croato ha ripreso a segnare con l’Empoli. E ieri sera si è ripetuto con un tiro chirurgico. Il croato non sbaglia mai. Ha ragione Massimiliano Allegri. Piaccia o no il croato è uno che fa squadra e che può giocare con tutti i compagni d’attacco, poco importa il nome, le sue caratteristiche tecniche e fisiche gli permettono di non avere problemi con chiunque gli stia accanto. E complimenti a Gigi Buffon, autore di un’altra prestazione eccezionale. Il portiere è oramai da leggenda, gli abbiamo visto compiere tre parate che hanno tanto di fantascentifico, una addirittura doppia. Per concludere: caro Sarri, davanti a giocate come quelle di Pogba e Buffon il fatturato non conta. Questo è calcio, non si appigli a cose che non esistono.

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