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milan-sassuolo-765x510MILAN – SASSUOLO COME VEDERE STREAMING GRATIS ROJADIRECTA Non si sa ancora se il Milan, in campo, abbia svoltato con l’avvento di Vincenzo Montella in panchina. Di certo, però, sta attraversando uno dei momenti più brillanti degli ultimi cinque anni. Da quando, cioè, con Allegri in panchina, superò l’Inter a Pechino conquistando la Supercoppa italiana, ultimo trofeo dell’epopea Berlusconi. Eppure, non c’è troppo tempo per cullarsi su questi allori: un po’ perché non si sa quanto siano effimeri e quanto solidi nel tempo, tali risultati. E un po’ perché comunque l’attenzione è sempre rivolta ai nuovi proprietari e al closing prossimo futuro. Anche se le perplessità continuano ad essere in maggioranza, non c’è dubbio che ogni giorno che passa avvicini il clamoroso passaggio di consegne. I dubbi e le voci preoccupate di Bloomberg non possono non creare ostacoli temporanei che il futuro dovrebbe far svanire. E chiaramente, la posizione di Galliani, in questa chiave, è di un’importanza capillare. Perché è evidente che se il nuovo Milan dovesse partire portandosi appresso un ruolo di primo piano da parte di Adrianio Galliani, gran parte dell’impalcatura verrebbe ad essere minata alle fondamenta.

Eppure, malgrado queste considerazioni basilari, non è un caso che negli ultimi giorni si siano rincorse molte voci su un possibile coinvolgimento di Galliani anche nella nuova società: per lui si è provato a ipotizzare una qualifica di possibile consulente del mercato: avendo preso come ds in pectore un giovane quale è Mirabelli, l’idea di una specie di tutor poteva anche non essere malvagia. Per quanto possa essere difficile immaginarsi un Milan orfano di Gallianim, è bene che un po’ tutti comincino a farsene una ragione. E forse proprio per uscire dall’imbarazzo che certe voci comportanano, ieri è stato lo stesso Galliani a voler liberare il campo dagli equivoci e annunciare il suo addio, nel momento in cui verrà perfezionato il closing.

Viste anche le sue dichiarazioni a Radio Deejay, è chiaro che su Galliani si possa ormai cominciare a ragionare su quel che farà da.. grande: si è dato tempo fino a closing, per condurre la società in porto, poi si dedicherà ad altro. Un ruolo in Lega, piuttosto che in Infront, restano le ipotesi più probabili, ora che è definitivamente svanita l’idea che possa rimanere al Milan. L’unica certezza è che il suo contratto scadrà nel 2019: e che quindi, se i cinesi vorranno liberarsene subito, dovranno andare alla cassa e sborsare il giusto,.

MILANO. Vincenzo Montella mescola le carte in attacco per il suo Milan che, questa sera alle 18, affronterà il Sassuolo. L’allenatore rossonero, infatti, ha deciso di mandare in panchina M’baye Niang, che nella mente dell’aeroplanino potrà essere importante nel secondo tempo quando – in teoria – il Sassuolo potrebbe accusare le fatiche di Europa League, con al suo posto Luiz Adriano, provato a lungo in settimana nel ruolo di esterno sinistro. In fase di non possesso palla però, il Milan si potrebbe schierare con il rombo, con Suso che avrà il compito di alzare il pressing su Magnanelli. Quella odierna è una sfida cruciale per Montella, che in conferenza stampa ha dichiarato: «Temevamo e temiamo molto questo mini-ciclo di partite e finire bene sarebbe una bella iniezione di fiducia. Il Sassuolo è un nostro competitor, dovremo avere fame sportiva per continuare a sentire l’aria d’Europa che stiamo respirando in questo momento». E a chi gli chiede se si sente l’allenatore giusto per aprire un nuovo ciclo del Milan, Montella risponde: «Penso al presente, io ho un contratto di due anni e questo mi basta. So che il nostro mestiere è molto labile e che le situazioni possono cambiare. Io lavoro con grande entusiasmo e ottimismo». Anche ieri, nel corso della rifinitura, l’allenatore del Milan ha ribadito ai suoi giocatori l’importanza vitale di un eventuale successo contro il Sassuolo, che vorrebbe dire dare un messaggio importante al resto del campionato.

“Credo che ormai il patron tifi Sassuolo?”. Il riferimento di Eusebio Di Francesco all’antica fede milanista di Giorgio Squinzi è di fatto inevitabile quando neroverdi e rossoneri si incrociano. Ma il derby del cuore di mister Mapei è prima di tutto un appuntamento con vista sull’Europa. Quella che il Milan vuole riprendersi, quella che il Sassuolo ha conquistato la scorsa stagione a scapito proprio di Donnarumma e compagni e che oggi peserà nelle gambe degli uomini di Di Francesco, reduci dalla trasferta di Genk: «Ma noi – racconta Di Francesco – siamo ben contenti di avere questa stanchezza: ce la siamo meritata e vogliamo continuare a vivere queste emozioni».

Alle prese con un bel drappello di infortunati, Di Francesco può consolarsi con il rientro di Antei, Cannavaro e Matri. I difensori e l’ex rossonero difficilmente saranno rischiati dal primo minuto: ma la loro presenza in panchina garantisce alternative di livello a gara in corso. E, nel nome del turnover (“Preparatevi a qualche sorpresa”) ecco che questo pomeriggio a San Siro dovrebbe coincidere col debutto stagionale di Emanuele Terranova, al centro della difesa insieme ad Acerbi, uno dei tre intoccabili accanto a Magnanelli e Consigli. La coperta resta invece cortissima a centrocampo: gli infortunati Duncan, Missiroli e Sensi si rivedranno solo dopo la sosta.

«La nostra condizione – rimarca Di Francesco, mostrando in conferenza stampa i dati atletici sulla prova di Genk – è ottimale, corriamo più dei nostri avversari. Già recuperare i giocatori fuori dalla lista Uefa ci darà una grossa mano per la partita contro il Milan. Il mercato non mi ha fornito una rosa lunga? I conti si faranno più avanti. Abbiamo tanti giovani e con loro serve pazienza. Fin qui però abbiamo fatto ottime cose». Derby del cuore per il patron ma anche faccia a faccia tra due amici per la pelle, Di Francesco e Montella, inseparabili dai tempi del debutto da giocatori ad Empoli: «Vincenzo è un amico ma prima delle partite non ci sentiamo mai. Sta facendo un ottimo lavoro e, onestamente, non avevo dubbi al riguardo”.

Lo specialista. Carlos Bacca di Europa League se ne intende. Ne ha vinte due di fila a Siviglia (2013-2015) con Unai Emery in panchina segnando 14 goì in 31 partite. Il profumo d’Europa che qui al Milan sembra quasi dimenticato dopo tre anni di astinenza, potrebbe diventare nuovamente intenso e gradevole questa sera se i rossoneri riuscissero a bloccare la marcia del Sassuolo che in questo momento insidia proprio il sesto posto in classifica, l’ultimo utile per poter aspirare all’Europa League, che è occupato dai rossoneri. Clamoroso ma vero, Carlos Bacca si è improvvisamente inceppato a Firenze, contaminando la sua media gol (1 rete a partita nelle precedenti 8 in Serie A) che sembrava ormai una garanzia assoluta per il campionato del Milan.
RISCATTO. Al Franchi il colombiano è rimasto a secco, ma comunque il Milan non ha perso. L’attaccante sudamericano ha confermato che se non segna lui, per il Milan è quasi impossibile vincere. Premesso che nelle 6 partite finora disputate Bacca ha messo a segno 5 degli 8 gol rossoneri (Niang con 2 reti e Susto
II colombiano ha un’efficacia del 50% in zona gol Ed Emery a Parigi lo rivorrebbe con sé
completano lo score) va rilevato il fatto che le prodezze del colombiano incidono per ben 7 punti sui 10 collezionati in classifica dal Mi- lan. Un successo sul Sassuolo quest’oggi a San Siro consentirebbe a Montella di completare con ben 7 punti sui 9 disponibili un vero e
proprio gironcino di Cham- pions League dove, dopo aver vinto a Marassi contro la Sampdoria, ha battuto (20) la Lazio, pareggiando (00) a Firenze. Un eventuale score di 7 punti sarebbe assai prezioso in vista di una possibile classifica avulsa a fine campionato dove verrebbero coinvolte proprio Lazio, Fiorentina e Sassuolo.
CECCHINO. Ma la vera forza del Milan è rappresentata da Carlos Bacca che vanta un’efficacia del 50% in fase di realizzazione. Infatti l’attaccante colombiano ha realizzato 23 reti in Serie A. In questo campionato è già a quota 5. Confermando che quando il suo nome appare nel tabellino dei marcatori, il Milan non perde quasi mai. Infatti Bacca è sempre più decisivo per la sua squadra. In 20 partite su 44 in cui Bacca è andato a segno, una sola volta il Milan è uscito sconfitto dal campo nel campionato 2015-
2016 (1-3 a San Siro contro la Roma).
SOSTA. Ma uno dei crucci di Montella è rappresentato dall’imminente seconda sosta stagionale per le qualificazioni delle Nazionali a Russia 2018. Il tecnico rossonero rivedrà circa la metà dei giocatori a sua disposizione mercoledì a Milanel- lo. Gli azzurri sono già annunciati di ritorno lunedì 10 ottobre dopo la doppia sfida contro Spagna (giovedì) e Macedonia (domenica). Bacca, invece, sarà di scena venerdì in Paraguay e martedì a Bogotà contro l’Uruguay. Il suo rientro nel quartier generale rossonero è previsto per giovedì 13. In occasione della sfida casalinga dell’ 11 settembre a San Siro contro l’Udinese, il colombiano tornò dal tour de force sudamericano piuttosto frastornato. Risultando decisamente poco reattivo contro i friulani che si imposero per 1-0.

Montella vuole evitare che questa eventualità si ripeta a Verona domenica 16 ottobre quando il Milan sarà in campo al Bentegodi nel posticipo delle ore 20,45 contro il Chievo.
PERICOLO. Ma i viaggi intercontinentali non solo l’unica insidia che il Milan deve gestire per preservare Carlos Bacca. Unai Emery non sembra avere eccessiva fortuna al Paris St. Germain anche se Cavani, ieri due volte a segno, sta cercando di compensare l’addio di Ibrahimovic. L’allenatore prediletto da Bacca che ha dato il meglio di sè finora nel Siviglia si è pentito di non aver puntato sul suo pupillo. Adesso lo vuole per gennaio, anche perché Carlos può tranquillamente contribuire alle fortune del Psg nella seconda fase di Champions League. Il prezzo? Non è un problema. Da Parigi fanno sapere di poter offrire anche 40 milioni di euro… INVIATO A CARNAGO – Vincenzo Montella ci crede. «Sì, sento profumo d’Europa. In questo momento sì. La partita contro il Sassuolo dirà se siamo maturati – ha ammesso ieri il tecnico milanista presentando la sfida odierna – Fare bene durante tutto questo mini-ciclo (Lazio, Fiorentina e, appunto, Sassuolo; ndi) sarebbe una bella iniezione di fiducia per tutta la squadra. Inoltre sarebbe il regalo perfetto per il compleanno del presidente Berlusconi». Montellaha anche ribadito di «lavorare con grande entusiasmo e ottimismo per creare le basi su cui costruire il Milan del futuro. Se piaccio ai cinesi? Mi sento l’allenatore del Milan, ho un contratto di due anni e questo basta anche se conosco le dinamiche del calcio…». Quindi, non fidarsi è meglio.
SVOLTA. Montella considera la gara odierna (ore 18, a San Siro) «un impegno difficile quanto decisivo. Non mi fido della squadra di Di Francesco. È una diretta concorrente per i nostri obiettivi, conosce perfettamente le richieste del suo allenatore ed è una delle squadre con maggiore continuità di gioco e risultati in Italia». Montella sembra propenso a dare un turno di riposo a Niang sostituendolo con Luiz Adriano, sulla sinistra, a completamento del tridente composto da Bacca e Suso. Ci sarà nuovamente Abate a destra e, comunque, il tecnico ha ammesso che «la mia squadra entra in campo con timore e timidezza. Spero che questo non accada più. Anche se i nostri finali di gara
sono sempre in crescendo rispetto agli avversari».
BANANA. Nel toto-allenatore scatenatosi già durante il breve interregno di Cristian Brocchi, era stato fatto anche il nome di Di Francesco che, però, aveva anticipatamente declinato l’invito con una certa durezza. Il presidente Berlusconi aveva puntualizzato che i nomi di Conte e di Di Francesco «non credo che siano quelli giusti per il futuro del Milan». Il tecnico abruzzese aveva risposto così: «Le chiacchiere stanno a zero. Il mio profilo è il Sassuolo, io cerco di andare dove non c’è confusione e credo che il Sassuolo da questo punto di vista, in Italia, sia tra le prime. Questa è la mia risposta». Ieri Montella, sollecitato sull’argomento, ha puntualizzato che «Di Francesco è un amico-fratello. Forse voleva che venissi io al Milan… Credo che le parole vadano sempre contestualizzate. Magari era sotto pressione, oppure gli avevano già detto che non era gradito al Milan. Ci può stare scivolare su una buccia di banana e credo che se ne sia accorto anche lui perché è un ragazzo intelligente».
ABBONAMENTI. Oggi è anche l’ultimo giorno utile per abbonarsi al campionato rossonero. Sarà stabilito un nuovo record negativo (le tessere sottoscritte non dovrebbero superare quota 13-14.000) a conferma della disaffezione dei tifosi rossoneri nonostante il buon inizio di Montella.

INVIATO A CARNAGO – Ieri, intervenendo su Radio Deejay, Adriano Galliani ha ammesso, per la prima volta da quando è iniziata la trattativa per la cessione del club, che il suo futuro professionale, dopo 30 anni, potrebbe essere lontano dal Milan.
«Cosa farò? Non voglio pensarci, fino alla chiusura (il clo- sing che vedrà la Sino-Europe Sports subentrare alla Finin- vest è previsto entro la la fine del 2016; ndi), devo pensare al Milan – ha detto – Non ho deciso, fino al giorno della chiusura sarò l’ad del Milan, poi ci penserò».
INIZIO E FINE. La malinconia rischia di essere una brutta compagnia. «In realtà ho degli amici che mi fanno pensare – ha svelato l’ad rossonero – e mi dicono di stupirmi per i
30 anni di durata, non c’è nessuno in Europa che è durato 30 anni. Tutte le cose iniziano e finiscono, è la vita. Faremo altro. È il rapporto più lungo della mia vita, ho avuto un rapporto meraviglioso».
MERCATO. Galliani ha respinto con forza l’accusa di non aver creato una rete di osservatori sul fronte mercantile.
«Non scherziamo, abbiamo una fortissima rete di osservatori – ha ribattuto l’ad – Non è cambiato nulla, è andato via Braida (1° gennaio 2014, ndi), ma abbiamo gli stessi osservatori di prima. Capisco che quando non arrivano i risultati sembra che non ci sia nulla ma non così, sembra tutto sbagliato ma non è. Le persone che ho scelto hanno fatto tutte carriera».
«Cosa farò? Non voglio pensarci Ma in Europa nessuno è durato 30 anni come me»
IL BILANCIO. Comunque il bilancio personale di Galliani è e resta assolutamente positivo: «Venticinque anni buoni e cinque un po’ meno? No, farei 27 e 3, perché nessuno si ricorda che abbiamo vinto uno scudetto (2010-2011; ndi) e abbiamo sempre superato (20132014; ndi) il girone di Champions League. Credo che quando usciremo dal Milan si ricorderanno i 20 anni, si ricorderanno i 28 trofei, ma non abbiamo vinto solo quelli. Abbiamo collezionato 17 secondi posti, che sommati ai successi fa 46 tra primi e secondi posti… Abbiamo disputato 8 finali di Champions League. Della storia ci si ricorda dal primo all’ultimo giorno».

Solitamente appetito e olfatto sono strettamente correlati. Uno annusa, e se il naso è soddisfatto la fame vien da sé. Milanello non è un ristorante stellato, eppure nell’aria si sta iniziando a sentire qualcosa di buono. Cibo, sì, ma per la mente. «Profumo d’Europa», racconta Montella. Condizione essenziale:
«Non si può rimanere fuori dalle coppe per tanto tempo, dobbiamo avere questa fame per arrivarci». Eccolo, il collegamento olfatto-appetito. Ovviamente con i dovuti se e ma: «Se vinceremo questa partita», «ma solo in questo momento». Ciò significa che sarebbe una condizione assolutamente precaria. Buona per oggi, magari per i prossimi due giorni. E fine. Poi occorrerebbe tornare allineati a coperti, perché la paura di creare troppe aspettative è comprensibilmente enorme. Però, se un tecnico cauto come lui spinge un po’ il
naso fuori dal cancello per annusare meglio quel profumo, significa che inizia davvero a essere confortato dalla sua squadra. «In generale direi che siamo a un buon punto, cresciamo come armonia, entusiasmo e allegria. Ci capita, come a Firenze e contro la Lazio, di iniziare timidi e timorosi, un po’ pesanti mentalmente, poi però finiamo meglio degli avversari».
REGALO Oggi il Milan e il suo allenatore sono attesi da qualcosa che somiglia molto a una prova del nove, dopo i quattro punti messi insieme con Lazio e Fiorentina. Per usare un termine commerciale che a Montella piace molto, «il Sassuolo è un altro competitor, e quindi se arrivassero i tre punti varrebbero di più appunto perché conquistati contro una diretta concorrente. È una gara decisiva, anche perché è la più imminente. Se riuscissimo a vincere sarebbe il regalo migliore per gli ottantanni di Berlusconi». Anche perché a Silvio il Sassuolo è già andato di traverso diverse volte. La prima è stata anche la più indigesta, dal momento che costò il posto ad Allegri. Gennaio 2014, era il primo incrocio fra rossoneri ed emiliani in Serie A e al Mapei fu 4-3 neroverde, con conseguente esonero. Un anno dopo il Sassuolo sbancò direttamente San Siro e stavolta fece piangere Inzaghi: quella che pareva una prima partita abbordabile per incanalare bene l’anno nuovo, (ri)consegnò un Milan pieno di paure e cerotti. La galleria degli errori e degli orrori si chiude con Mihajlovic, che lo scorso marzo uscì con le ossa a pezzi dal Mapei. Una partita che rappresentò uno scambio virtuale di consegne: il Milan, che pareva ben saldo al sesto posto, in pratica autorizzò la rimonta emiliana.
FUTURO Ah, comunque ce n’è anche per Montella: questa estate al Tim è finita 3-2 per i neroverdi, giusto per gradire. Sciocchezze, comunque, rispetto ai suoi predecessori. E comunque qui la scaramanzia non c’entra: Vincenzo del Sassuolo allenato dal «fratelloamico» Di Francesco non si fida a prescindere. «No, non mi fido. Sono tra i migliori per continuità di gioco, si conoscono alla perfezione, e conoscono molto bene le idee dell’allenatore. Quindi impiegano meno energie per metterle in pratica». Comunque andrà, stavolta il destino della panchina rossonera non dipenderà dal Sassuolo. E infatti Montella ragiona più ad ampio termine: «Lavoro con entusiasmo e ottimismo per gettare le basi per costruire il Milan del futuro». Una parola, que- st’ultima, che assume significati diversi a seconda delle persone a cui la si accosta. Ieri Galliani, intervenuto a Radio Deejay, ne ha parlato nello stesso modo in cui aveva fatto il giorno del raduno: «Al mio futuro non voglio pensarci, fino al closing devo pensare al Milan. Non ho deciso, ma fino a quel giorno sarò l’a.d. del Milan, poi ci penserò. Tutte le cose iniziano e finiscono, è la vita. Faremo altro».

Non è Bacca il vice cannoniere della stagione: in A guida Icardi, ma se si includono i gol di coppa Carlos scende sul terzo gradino del podio. Sul secondo c’è spazio per Gregoire Defrel, punta del Sassuolo. Oggi i due saranno contro e bisognerà vedere quali numeri andranno eventualmente aggiornati: Bacca ha segnato sei gol nelle ultime cinque partite a San Siro, considerato questo e lo scorso campionato. Defrel è invece andato a segno nelle ultime quattro partite di campionato, e che il momento sia più che positivo si deduce anche dal fatto che in precedenza non era mai riuscito a segnare per più di due gare di fila, score che ora appartiene a Bacca, in gol contro Samp e Lazio e poi bloccato a Firenze.
CAMBIAMENTI Bacca non aveva iniziato così bene neppure nella Liga che chiuse in doppia cifra, 20 gol. Aveva fatto meglio nel secondo anno al Bruges (7 centri a questo punto della stagione), chiuso da leader dei marcatori, ma contro avversari oggettivamente più modesti. Restando all’attualità Carlos è il centravanti con la miglior percentuale realizzati- va (33%) tra quelli che hanno fatto almeno 10 gol tra il campionato in corso e quello passato. Van Basten, ospite nei giorni scorsi a Milano, ha confessato di conoscere pochissimo il cinismo del nuovo centravanti rossonero e il nome di Marco torna nelle parole di Montella quando si parla di Carlos: «Bacca insostituibile? Per caratteristiche credo che ci siano dei calciatori che possano farlo. Certo in altri tempi c’erano due palloni d’Oro, uno faceva la panchina dell’altro ed erano Van Basten e Papin. E specifico che è solo una battuta». Più che cambiare Bacca, esperimento che Montella aveva provato sul campo della Samp prima che Carlos entrasse a risolvere la partita, l’allenatore pensa semmai a qualche cambio d’attacco. Negli uomini e nella disposizione: è probabile che oggi sia Luiz Adriano ad accompagnare Bacca in avanti, con Niang escluso. E Suso potrebbe muoversi alle loro spalle, in una zona di campo più centrale e meno defilata.
CASALINGO Defrel avrà invece
il sostegno dei due esterni classici, mentre lui sarà al centro dell’area. Gregoire ha preso le misure nel debutto senza gol con il Palermo, poi ha centrato nelle altre quattro partite giocate contro Pescara, Genoa, Chievo e Udinese. Manca una big italiana, ha segnato in Europa a Stella Rossa e Athletic Bilbao, soprattutto manca il bis in trasferta. Defrel è un attaccante casalingo: ha segnato sette reti in nove presenze stagionali, sei delle quali al Ma- pei. Compensa con le lodi che gli rivolgono l’allenatore e
l’a.d. Carnevali. Di Francesco alla vigilia: «Defrel si merita questa vetrina perché lavora tanto per la squadra e viene premiato dai gol, spero continui così». E dopo quello all’Udinese: «I suoi gol valgono doppio, visto quanto lavora per la squadra». Poi Carnevali nei giorni scorsi alla Gazzetta: «De- frel è in continuo miglioramento e sono sicuro che farà parlare di sé. Già ci chiamano dalla Premier League, ma per lui vale il discorso fatto per Berardi: ce lo teniamo volentieri».

Il Milan si sta rimettendo in riga con Montella e ora ha anche una divisa ufficiale. Sarà Diesel lo style partner del club ed è grazie alla nuova, triennale, collaborazione commerciale che i rossoneri avranno abiti per tutti gli eventi ufficiali.
TIFOSO Renzo Rosso è il patron dell’azienda vicentina e insieme un accanito sostenitore milanista: per questo l’unione «è un sogno che si avvera, per me, per la mia famiglia e per Diesel. Vogliamo fare di questa collaborazione qualcosa di unico, alimentato da uno spirito di ironia, modernità e innovazione. Diesel e Milan sono due grandi player italiani con risonanza globale e ora ci prepariamo a fare squadra intorno a un sogno di orgoglio, audacia e passione».
BRAND Soddisfatta anche Barbara Berlusconi, a.d. alla parte commerciale del Milan, che spiega anche la strategia che ha portato alla partnership: «Diesel è una realtà internazionale e dinamica del mondo della moda, molto orientata verso un pubblico di giovani a cui il Milan si rivolge e che vuole intercettare così come altri grandi club europei». Milan e Diesel sono infatti brand conosciutissimi in Italia e nel mondo intero. Per celebrare ufficialmente il nuovo legame Renzo Rosso oggi pomeriggio sarà a San Siro con i figli, Andrea e Stefano.
ORIGINALI II primo, An drea, ha avuto nell’operazione un ruolo di primissimo piano. Oggi spiega: «Siamo in fase di aggiustamento, la versione definitiva della divisa esordirà a Doha, in Supercoppa di Lega». Anche se in fase di sviluppo l’abito rossonero si presenta già originale: «Non sarà una uniforme classica, sarà più comoda, e la comodità è stata un’ispirazione prioritaria. Ci saranno giacca, blazer, Pantalone, camicia e stiamo ancora decidendo sulla cravatta. Le calzature ovvio, ma gli anfibi no, non ci saranno. Tutto sarà nello stile Diesel, diverso anche in un solo dettaglio: in un taglio in diagonale, in un contrasto diverso, nei tessuti, nei colori più vivi o più opachi». Andrea ha seguito e gestito la parte creativa, magari per contenere l’esuberanza: «Vero che parliamo di sportivi ma che hanno anche impegni ufficiali e istituzionali. E poi c’è lo staff tecnico che può avere più spesso esigenze diverse, magari essere più impostati e li accontenteremo con tessuti idonei». Diesel e Milan sono due affari di famiglia, conclude Andrea: «Anche io sono tifosissimo del Milan fin da piccolo e mai avrei pensato a un giorno così, o anche solo a un meeting con il tabellone rossonero di fianco. Un vero orgoglio».

MILAN-SASSUOLO: dove vederla in diretta tv e streaming gratis

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MILAN-SASSUOLO: probabili formazioni

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate, Paletta, Romagnoli, Calabria; Kucka, Montolivo, Bonaventura; Suso, Bacca, Niang. All.: Montella
SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Lirola, Letschert, Acerbi, Peluso; Biondini, Magnanelli, Duncan; Politano, Defrel, Ricci. All. Di Francesco

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