Milano, 36 arresti per traffico di shaboo: Stroncata la gang della droga di Chinatown

0

milano-36-arresti-per-traffico-di-shaboo-carabinieri-scopono-fabbrica-in-polonia

Una maxi operazione di polizia è stata portata a termine nella giornata di ieri a Milano che ha portato a chiudere il più grosso canale di rifornimento di shaboo per il Nord Italia. Sono queste le parole annunciate nella giornata di ieri dal comandante provinciale dei carabinieri di Milano, Canio Giuseppe La Gala che ha fatto capire l’importanza dell’operazione che ha portato all‘arresto di 36 persone in tutta Europa ed al sequestro di tre chili e mezzo di metanfetamina. Gli arresti sono stati effettuati nelle province di Milano, Monza e Brianza, Cagliari, Cremona, Como, Parma, Pavia, Prato, Rovigo, Treviso e, contestualmente, anche in Austria, Polonia, Romania e Spagna con la collaborazione dei collaterali organi di polizia, attivati tramite Interpol e grazie al coordinamento della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga. I militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo lombardo nei confronti di 36 stranieri, tra cui 19 cinesi, 13 filippini, 3 rumeni e 1 vietnamita, i quali sono ritenuti i responsabili dell’importazione sul territorio nazionale, nonchè detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti di tipo sintetico.

Con questa maxi-operazione, gli investigatori fanno sapere che sono salite a 68 le persone complessivamente tratte in arresto nell’ambito dell’attività di contrasto delle bande giovanili cinesi a partire dalla primavera del 2014. Gli inquirenti hanno svelato alcuni particolari dell’operazione ed hanno comunicato che lo shaboo veniva cucinato in un sobborgo industriale a 25 chilometri da Varsavia, in Polonia; alcuni chimici vietnamiti raffinavano la droga sintetizzando medicinali prodotti in Cina ma vietati in molti paesi europei. La droga veniva confezionata ed in un secondo momento partiva verso altre nazioni,compresa l’Italia dove arrivava attraverso il passo del Tarvisio dopo aver percorso Repubblica Ceca o Ungheria.Il blitz in Italia si e’ svolto nelle Province di Milano, Monza e Brianza, Cagliari, Cremona, Como, Parma, Pavia, Prato, Rovigo, Treviso.

In particolare, con indagini condotte congiuntamente alla Polizia polacca, nel quartiere cinese di Wólka Kosowska, un sobborgo di Varsavia, è stato possibile individuare e smantellare un laboratorio per la produzione di metamfetamina, traendo in arresto i quattro vietnamiti che venivano utilizzati come chimici. Secondo quanto riferito dai carabinieri, l’operazione ha portato al sequestro di circa tre chili e mezzo di shaboo, il cui valore al dettaglio si aggira attorno ai 2 milioni di euro; un valore non indifferente, considerando il fatto che a differenza di altre sostanze, la singola dose equivale ad un decimo di grammo.”Abbiamo chiuso il più grosso canale di rifornimento di shaboo per il Nord Italia”, lo dice il comandate provinciale dei carabinieri di Milano, Canio Giuseppe La Gala. Non è stato facile, inoltre, stimare quanta droga sia arrivata dall’inizio del traffico da questo canale, ma i carabinieri presumono circa un chilo a settimana per il Nord Italia.

Il laboratorio era in Polonia ma una delle centrali di smistamento era nella Chinatown di Milano, all’interno dei centri massaggio e dei karaoke attorno via Paolo Sarpi. Iniziata nella primavera del 2014, si conclude con 30 arresti l’indagine dei carabinieri sul traffico di shaboo, la terribile metanfetamina che negli ultimi anni ha guadagnato spazio anche sul mercato italiano.
La chiamano il «doping dei lavoratori» per la capacità di mantene re svegli per giorni interi e cancellare lo stimolo di fame e sete. I^t droga perfetta per gli schiavi cinesi ma anche un diversivo “esotico” per i tossici italiani. «Abbiamo chiuso il più grosso canale di rifornimento di shaboo per il Nord Italia – ha dichiarato il comandate provinciale, Canio Giuseppe La Gala – Nel corso dell’operazione sono stati seque strati tre chili e mezzo di sostanza, una quantità che solo in apparenza è minima. Il valore, infatti si aggira attorno ai due milioni di euro».
Come sia possibile c facile spiegarlo. A differenza di altre sostanze, la singola dose di shaboo equivale un decimo di grammo e il prezzo oscilla tra i 30 e i 50 euro. Dipende dal rapporto domanda-offerta e soprattutto dalla qualità.
La prima è determinata da una serie di fattori talvolta imprevedibili (anche soltanto il successo di una serie tv come Breaking Baci), la seconda è compito dei chimici, che nell’operazione dei carabinieri di Milano sono stati individuati in un paio di vietnamiti che avevano il
compito di sintetizzare la sostanza da alcuni farmaci prodotti in Cina e difficilmente reperibili in Europa. Per questo la centrale di produzione era nel quartiere cinese di YVólka Kosowska, un sobborgo industriale a 25 chilometri da Varsavia, in Polonia. Lì era più semplice far arrivare i carichi di medicinali vietati che, una volta trattati in speciali “cucine”, diventava shaboo da smistare in altre nazioni, compresa l’Italia.
La nostra porta era il passo del Tarvisio dopo aver attraversato Repubblica Ceca e Ungheria. Diffìcile stabile quanta ne sia arrivata dall’inizio del traffico da questo canale, i carabinieri hanno stimato circa un chilo a settimana per il Nord Italia. L’alta concentrazione di questa droga rende facile anche il trasporto, nascondere un chilo in un’auto è semplicissimo ed è una quantità sufficiente per gestire una buona piazza e ottenere grandi ricavi. In questo senso Milano aveva un molo centrale nel mercato, non a caso tra i 36 arrestali ( 19 cinesi, 13 filippini, 3 rumeni e un vietnamita) ben 19 sono stati catturati qui.

Rispondi o Commenta