Milano Scock, abusava della figlia e la pagava 3 euro per ogni prestazione sessuale: arrestato tassista 56enne

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Ancora una storia di incesto e pedofilia scoperto nel nostro paese. La vicenda che stiamo per raccontarvi sarebbe avvenuta a Milano, dove un uomo o meglio un tassista di 56 anni del capoluogo lombardo ha per tanti anni violentato la figlia; le violenze sarebbero avvenute dagli 8 ai 20 anni, all’interno dell’appartamento dove gli stessi vivevano, in zona Porta Genova a Milano. Nel momento in cui venne arrestato, l’uomo è parso quasi incredulo convinto che non sarebbe mai stato arrestato ma che al massimo avrebbe solo recapitato una denuncia.

L’indagine era partita circa un anno fa, quando la giovane ragazza di 20 anni ovvero la figlia si era presentata al commissariato Porta Genova insieme ad un’amica per raccontare le violenze subite per tanti anni dal padre. Nel contempo la giovane donna aveva anche dichiarato di non provare comunque odio nei confronti del padre padrone, così chiamato dai parenti stretti. «Questo vi dà l’idea del livello di manipolazione che l’uomo è riuscito a ottenere sulla figlia.Questo è uno di quei casi di cui nessun agente vorrebbe occuparsi nella propria carriera», ha dichiarato la giovane donna.

Nell’indagine hanno avuto un ruolo essenziale gli amici e gli insegnanti della giovane, visto che la stessa si sarebbe confidata con la preside lo scorso mese di giugno e proprio la dirigente scolastica ha spinto la ragazza affinché denunciasse il padre e le violenze subite. L’uomo, è risultato avere una personalità bordeline senza amicizie e con poche relazioni, lasciato dalla moglie proprio quando la bambina aveva 7 anni e proprio da quel momento l’uomo avrebbe trattato la figlia come se fosse una sua proprietà. Ci sono voluti anni affinché la giovane si rendesse conto che quelle attenzioni del padre per molte delle quali tra l’altro riceveva un compenso di tre euro o regalini tecnologici come il modem non erano la norma, e di conseguenza lo denunciasse alla polizia. Proprio nel momento in cui però l’uomo si rende conto che il padre sta acquistando consapevolezza decide di non cambiare assolutamente atteggiamento anzi comincia ad isolarla da quella cerchia di amici che con molta difficoltà la ragazza era riuscita a crearsi.

Fortunatamente grazie proprie alle amicizie ed alla preside della scuola, la ragazza è riuscita a trovare il coraggio di andare avanti, e così registra tutte le conversazioni con il padre e le invia ad un paio di amiche su WhatsApp per evitare che il padre possa scoprirle e dunque cancellarle. Il secondo passo è stato quello di raccontare tutto al fratello che tra l’altro non si era mai accorto di nulla ed in un secondo momento accompagnata da un’amica si è recata presso il comando di polizia dove ha denunciato il padre. I poliziotti hanno raccolto la sua deposizione e nel frattempo alcuni agenti si sono recati presso l’abitazione dell’uomo lo scorso martedì mattina arrestandolo. La casa è apparsa molto degradata ed anche sporca, mentre l’uomo è finito in carcere.

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