Milano shock, crolla parte del soffitto in aula: due studenti feriti e 118 casi in tre anni

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Crollato un tetto di una scuola nel milanese che purtroppo ha causato il ferimento di due studenti. E’ questo quanto accaduto a Rho, dove due tredicenni ovvero un ragazzo ed una ragazza sono stati trasportati al pronto soccorso per essere soccorsi e medicati, dopo essere stati colpiti da calcinacci caduti dal soffitto della scuola media Manzoni di Rho in provincia di Milano. Da quanto è emerso sarebbe rimasto ferito anche un terzo allievo,il quale però non pare abbia avuto bisogno di cure dell’ospedale.

 Alcuni pezzi di intonaco, da una superficie di circa 2 metri quadrati, sono caduti dal soffitto, ieri mattina verso le nove e mezza, durante la lezione di italiano all’interno della classe terza A della scuola secondaria di primo grado “Alessandro Manzoni” in via Pomè 21, a Rho.Subito dopo il crollo sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno provveduto ad evacuare la scuola e mettere al sicuro gli studenti della scuola media; in un secondo momento, i vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile l’aula interessata dal crollo e subito dopo il sindaco Pietro Romano ha disposto che la l’istituto fosse chiuso. Intervenuti sul posto anche i carabinieri che hanno effettuato i primi rilievi sull’accaduto, mentre su disposizione del sindaco Pietro Romano la scuola rimarrà chiusa fino al prossimo mercoledì, quando l’intera scuola si trasferirà presso un altro istituto, ovvero la scuola Bonecchi, sita in Via Beatrice d’Este.

Purtroppo, da quanto è emerso, sembra che l’incidente sia stato preannunciato già da tempo, ed il distacco era stato dichiarato prevedibile da una perizia eseguita nei locali parecchio tempo fa, per i quali esiste un piano di ristrutturazione non ancora partito. “Abbiamo sempre dato particolare attenzione al problema della sicurezza delle scuole proprio per questo avevamo commissionato, con un finanziamento del Miur, l’esecuzione di indagini diagnostiche al fine di accertare il rischio del distacco degli intonaci nelle scuole primarie e secondarie. L’esito della perizia, consegnataci a luglio, evidenziava situazioni di possibile distacco dell’intonaco a macchia di leopardo ed indicava varie tempistiche per gli interventi in base al rischio”, ha dichiarato il sindaco Pietro Romano, dopo essersi recato di persona sul luogo dell’incidente.

Riguardo la perizia che preannunciava possibili cedimenti, il sindaco ha dichiarato che lo scorso mese di agosto si era già intervenuti per eliminare le situazioni indicate ad alto rischio di distacco dell’intonaco, mentre per le altri, tra le quali quelle oggetto del crollo di ieri, si erano programmati già dei lavori nel rispetto di quanto indicato e soprattutto reperito le risorse necessarie. “La scuola italiana ha alcune carenze e problemi da superare. Tra questi, quello della sicurezza e della adeguata qualità degli edifici e delle aule. È certamente apprezzabile la decisione del governo di stanziare ulteriori e importanti cifre per la messa a norma degli edifici scolastici. L’auspicio condiviso è che il piano proceda con la massima celerità e la massima efficacia possibile”,ha dichiarato il Capo dello Stato, Sergio Mattarella nel corso dell’inaugurazione delle scuola di Sondrio, avvenuta giusto nella mattinata di ieri.

La perizia

L’incidente è destinato a scatenare polemiche, anche alla luce della perizia di cui il Comune era in possesso e che evidenziava il rischio di crolli. Ma il sindaco Pietro Romano sottolinea che i lavori di sistemazione erano già in corso. «Abbiamo sempre dato particolare attenzione al problema della sicurezza delle scuole. Proprio per questo avevamo commissionato, con un finanziamento del MIUR, l’esecuzione di indagini diagnostiche al fine di accertare il rischio del distacco degli intonaci nelle scuole primarie e secondarie» ha detto il sindaco Pietro Romano. La perizia, consegnata agli uffici comunali in luglio, individuava delle situazioni a rischio di crollo «a macchia di leopardo» e indicava a quali interventi dare la priorità. In agosto, quindi, erano stati eseguiti i lavori in alcuni locali scolastici. Per la terza A, la perizia indicava il pericolo come «non imminente» ma «I lavori sarebbero partiti nel giro di 15-20 giorni» dice il sindaco.

La giunta aveva infatti stanziato dieci giorni fa 300 mila euro per la sistemazione di questo e altri locali scolastici a rischio nella Manzoni. «Si pensava di intervenire separatamente in ciascuna aula, senza dover così chiudere la scuola, ma per maggior precauzione, gli alunni della Manzoni da mercoledì prossimo verranno trasferiti alle Bonecchi in accordo con la dirigenza scolastica. Nel frattempo la scuola Manzoni resterà chiusa» conclude il sindaco. Fuori dall’istituto venerdì era un viavai di genitori e familiari spaventati. Tra loro anche alcune mamme di una scuola materna cittadina, che denunciavano come nel loro istituto le infiltrazioni d’acqua avessero già provocato due volte dei crolli del controsoffitto, fortunatamente senza provocare feriti.

La sicurezza nelle scuole è la priorità. Sicurezza degli edifici, delle aule, dei luoghi dove i ragazzi passano buona parte della propria giornata. E dove si deve entrare senza il timore che all’improvviso crolli l’intonaco o parte del controsoffitto. L’ultimo incidente ieri a Rho, alla scuola secondaria di primo grado «Alessandro Manzoni». Un pezzo di intonaco di circa un metro e mezzo quadrato, intorno alle 9,30, si è staccato ed ha provocato il leggero ferimento alla testa di due alunni di 13 anni. Nulla di grave, fortunatamente. Ma l’episodio è stato accompagnato da un mare di polemiche proprio nel giorno in cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarellaha inaugurato l’anno scolastico a Sondrio.

La sicurezza è uno dei temi affrontati dal Capo dello Stato. Una carenza. Inutile nascondersi. «È certamente apprezzabile – spiega Mattarella – la decisione del governo di stanziare ulteriori e importanti cifre per la messa a norma degli edifici scolastici, l’auspicio condiviso è che il piano proceda con la massima celerità e la massima efficacia possibile».Fare presto. La sicurezza non può attendere. Il pacchetto di risorse stanziato dall’esecutivo supera i tre miliardi di euro nell’arco di un triennio, ma dal 2014 ad oggi solo un miliardo è stato effettivamente utilizzato perle scuole per 12.041 interventi. E altre risorse proprio ieri – 39 milioni – sono state rimesse in campo per proseguire nell’opera di riqualificazione del patrimonio scolastico. È la stessa Struttura di Missione per l’edilizia scolastica creata ad hoc per il pacchetto di interventi a renderlo noto. Fino ad oggi – spiega Laura Galimberti, coordinatrice della cabina di regia – sono stati avviati 1249 nuovi interventi ed altri 900 sono stati già programmati.

Nel calderone del piano sono finiti anche i controsoffitti. Sono partite quasi un anno fa le verifiche diagnostiche sui solai di 7mila edifici, quasi la metà delle candidature presentate. Eppure malgrado gli interventi, le ristrutturazioni, restano ancora numerose le carenze. L’ultimo rapporto di Cittadinanza attiva di metà settembre rileva che sette scuole su dieci presentano lesioni sulla facciata esterna. In un caso su tre gli Enti non effettuano gli interventi richiesti. Dieci le Regioni monitorate da Cittadinanza attiva. Nel 15% delle scuole sono state riscontrate lesioni strutturali, in gran parte (73%) sulla facciata esterna, nel 27% negli ambienti interni. I distacchi di intonaco sono stati riscontrati nel 38% delle segreterie, nel 23% delle sale professori, nel 21% dei corridoi, nel 16% dei bagni, nel 14% delle palestre e delle aule, nel 13% delle aule computer, nel 10% dei laboratori, nel 9% delle biblioteche, nell’8% delle mense. Una scuola su sei presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato e solo il 5% è in ottimo stato. L’81% deiRSPP (Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione) o dei Dirigenti ha chiesto interventi manutentivi all’ente proprietario, ma in un caso su quattro non è stato effettuato alcun intervento. Nel 14% è stato effettuato con molto ritardo, nel 52% con qualche ritardo e solo nell’8% dei casi tempestivamente.

Una scuola su quattro ha chiesto interventi di tipo strutturale che, quasi in un caso su tre (29%), non sono stati mai effettuati. Nel 24% dei casi, sono intervenuti con molto ritardo, nel 33% con qualche ritardo e solo nel14% tempestivamente. E in tre anni si sono verificati ben 112 crolli.Una analisi che pur prendendo un campione ristretto di edifici scolastici non si discosta molto dal Rapporto Legambiente “Ecosistema scuola” (del 2015), che ormai da 16 anni si incarica di interrogare Comuni e Province sullo stato di salute dell’edilizia scolastica italiana. Un compito che l’associazione ambientalista non intende mollare, nonostante il governo sia riuscito nell’impresa di concludere l’anagrafe dell’edilizia scolastica, cioè la “carta d’identità” di tutte le scuole. Un traguardo che si attendeva da 20 anni.

Secondo il Rapporto «nel Paese cresce l’attenzione all’edilizia scolastica», e questo sarebbe dimostrato anche dall’incremento delle scuole che chiedono manutenzione straordinaria: sono passate dal 32 al 39 per cento. Aumento legato all’età degli edifici. Dei più di 6 mila edifici censiti nel Rapporto il 65% è stato costruito prima del 1974, cioè prima dell’approvazione delle norme antisismiche. D’altronde il 29,3% si trova in aree a rischio sismico, il 10% in aree rischio idrogeologico e il 10,4% in aree a rischio vulcanico.
Poche luci e molte ombre. Ma la sicurezza non è l’unico punto sul quale si sofferma il presidente Mattarella. Il cyberbullismo lo preoccupa. E per spezzare questa spirale chiede un «grande patto tra scuola, famiglia, Forze dell’ordine, magistratura, mondo dei media e dello spettacolo», per «reprimere» ma «sopprimere» ma «soprattutto prevenire» il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

Un’azione che richiede anche comportamenti adeguati degli adulti, per evitare che un «linguaggio violento e offensivo» si traduca «nell’universo adolescenziale, in una spinta emulativa, in un sostanziale via libera». Agli studenti, in particolare, il Presidente della Repubblica ricorda che «essere prepotenti con i più deboli non è sintomo di forza, ma di viltà. I bulli sono una piccola minoranza. Sono ragazzi infelici e pieni diproblemi. Fate valere con loro la vostraforza tranquilla: quella della solidarietà e dell’amicizia. Vincerete voi questa sfida»

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