Milano Shock e indignazione, schiaffi e pugni ai malati psichiatrici video dell’orrore: un arresto, tre indagati

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Milano, operatori sanitari picchiavano e maltrattavano pazienti psichiatrici all'interno di una casa di cura arrestati infermieri peruviani

A dare il via all’indagine che ha squarciato il velo sull’ennesimo caso di abusi in una struttura socio-sanitaria, sono stati i lividi sul corpo dei parenti ricoverati. I familiari che andavano a trovarli nel centro psichiatrico, in zona Comasina, si sono accorti che gli ematomi erano troppo frequenti e in punti che mal si prestavano a un accidente casuale. Da quelle prime segnalazioni arrivate in commissariato a fine 2014, le indagini sui maltrattamenti nella struttura hanno portato a un arresto e a tre indagati, tutti peruviani incensurati trai 50 e 60 anni che da dieci anni lavoravano nel centro di cura convenzionato con l’Asl milanese.

Schiaffi, pugni, minacce, percosse con il contenitore delle feci, colpi inferti con scope, offese di ogni tipo, sono solo una parte della lunga serie di vessazioni gratuite che i quattro operatori socio sanitari infliggevano ai degenti affetti da patologie psichiatriche, una decina di persone quasi totalmente costrette a letto per motivi di salute. «I pestaggi avvenivano soprattutto di notte – spiega Daniele Barberi, dirigente del commissariato Comasina che si è occupato dell’indagine -Descrivere le violenze sarebbe riduttivo, le immagini che abbiamo filmato con la telecamera nascosta restituiscono la brutalità gratuita che hanno subito gli anziani». Quei filmati sono stati la chiave di tutto. Hanno consentito di arrestare in flagranza nell’aprile 2015 un 52 enne che è già stato condannato in primo grado a 4 anni da scontare ai domiciliari.

Per gli altri tre operatori individuati, invece,il gip non ha ritenuto necessarie le esigenze cautelari limitandosi a iscriverli nel registro degli indagati per maltrattamenti lo scorso 26 febbraio.L’avviso di chiusura delle indagini è arrivato pochi giorni fa e subito dopo è scattato il licenziamento per i tre che durante tutto questo tempo hanno continuato a lavorare nella struttura. Dal momento del primo arresto, però, le telecamere sono state disinstallate per cui non c’è la certezza che non si siano ripetuti episodi violenti.«Non abbiamo ricevuto altre segnalazioni in tal senso – ha precisato Barberi – Manon possiamo escludere che siano avvenuti, così come non possiamo stabilire se durante i dieci anni di lavoro i quattro abbiamo maltrattato altri ospiti della struttura». Nei video ripresi si assiste a uno dei pestaggi finiti agli atti: l’operatore peruviano colpisce il paziente con le mani e con il“pappagallo” per i bisogni, infierisce sull’uomo anziano che tenta una timida reazione verbale a cui segue il rovescio del contenitore delle urine in faccia. E come questo sono decine gli episodi registrati. «Gli elementi che abbiano raccolto non dimostrano una associazione tra  i quattro -ha continuato Barberi -ma dalle intercettazioni è emerso che anche le mogli degli indagati erano a conoscenza delle violenze».

Scoperta una casa di cura lager dove i pazienti venivano picchiati e maltrattati dagli operatori socio sanitari di origini peruviane operanti all’interno della struttura. Si tratta di una struttura psichiatrica della zona Comasina, in cui alcuni operatori di origine peruviana si “scatenavano” contro i pazienti.

La scoperta è stata resa pubblica solo nella giornata di ieri dopo mesi e mesi di indagini che finalmente hanno portato all’arresto di diversi operatori, tra cui un uomo di 52 anni, arrestato in flagranza di reato e condannato per questo motivo per maltrattamenti.L’indagine eseguita dal commissariato di polizia di Comasina è iniziata a fine 2014 dopo una serie di segnalazioni arrivate dai parenti dei pazienti ricoverati nella struttura, dopo aver trovato dei lividi e segni di violenza sui corpi dei propri parenti; i parenti hanno denunciato questi episodi direttamente alla direzione della struttura che si è rivolta alla polizia che ha provveduto immediatamente ad installare le telecamere all’interno della struttura che hanno permesso di capire cosa accadeva realmente all’interno della casa di cura.

Nelle segnalazioni arrivate alla polizia si parlava di maltrattamenti a carico dei pazienti, alcuni dei quali impossibilitati a scappare perché costretti a letto dalle proprio condizioni di salute psico-fisica. La polizia ha intercettato anche i telefoni dei quattro operatori, che parlavano con i propri parenti delle violenze che infliggevano ai pazienti. Gli operatori per lo più di origine peruviana, come già anticipato picchiavano i pazienti, malati psichiatrici, addirittura con la pala utilizzata per pulire gli escrementi, e torturavano gli anziani e le persone affette da problemi psichiatrici con i “pappagalli”.

I pazienti venivano spesso spintonati sulle carrozzine, picchiati ed insultati mentre andavano in bagno, il tutto ripreso dalle telecamere installate all’interno della struttura in seguito alle segnalazioni dei parenti. Queste telecamere sarebbero state disinstallate dall’operatore 52enne arrestato in flagranza di reato che da un anno si trova agli arresti domiciliari, mentre altri tre operatori avrebbero continuato a lavorare nella struttura per tutto l’anno successivo, ovvero fino a qualche giorno fa. I tre operatori, sempre di origine peruviana, di età compresa tra i 50 ed i 60 anni, sono stati licenziati e ad oggi risultano indagati a piede libero per maltrattamenti.

Oltre a lui sono ora finiti sotto indagine altri tre infermieri anch’essi di origine peruviana. L’inchiesta è scattata un paio di anni fa in seguito ad un esposto. Alcuni parenti avevano iniziato a insospettirsi notando alcuni lividi e segni di percosse sui loro cari. Le testimonianze raccolte dagli investigatori del commissariato Comasina hanno poi confermato il clima di intimidazione.

Nel video si vedono i malati presi a schiaffi, pugni e calci. Si vede addirittura unaseggiola scagliata contro un uomo immobilizzato a letto.

I pazienti con problemi mentali non avevano la capacità di reagire. Subivano passivamente senza poter denunciare i loro aguzzini e neppure abbandonare la struttura.

3 COMMENTS

  1. A quelli italiani darei l’ergastolo e a quelli stranieri altrettanto ma con espulsione perenne dall’Italia così li scontano a casa loro

  2. In Italia non ce condanna adeguata per questi operatori. Purtroppo la massima pena prevista e l’ergastolo. Metteteli per punirli in campi per criminali per tutta la vita con doccia alle urine invece del ‘acqua.

  3. Io consiglierei anche di controllare e bene, la somministrazione farmacologica. Perchē sicuramente gli ospiti venivano bombati.

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