Milano, parroco accusato di prostituzione minorile: soldi e droga in cambio di sesso la curia lo sospende

La comunità milanese è sotto shock dopo che nei giorni scorsi un parroco è stato sospeso ed indagato con l’accusa di prostituzione minorile insieme ad un’altra persona. Si tratta di Don Alberto Paolo Lesmo, il parroco di un piccolo quartiere di Muggiano, all’estrema periferia sud-ovest di Milano il quale come già abbiamo anticipato è stato sospeso nella giornata di giovedì 24 marzo. Il parroco, accusato di prostituzione minorile stando a quanto emerso avrebbe pagato un ragazzo di poco sotto i 18 anni per fare sesso con lui.

Diffusa la notizia, la comunità è rimasta davvero senza parole e la notizia è arrivata davvero come un fulmine sopratutto per coloro i quali lo conoscevano bene. Don Alberto Paolo avrebbe adescato il minorenne online su una chat, e dunque non era stato avvicinato dal religioso perchè frequentava la parrocchia. L’inchiesta sarebbe partita in seguito ad una segnalazione pervenuta dall’ospedale nel quale il giovane venne visitato nel 2011, dopo che lo stesso aveva tentato il suicidio.Sconcertato anche l’arcivescovo ed i suoi collaboratori.

“L’arcivescovo e i suoi collaboratori esprimono sconcerto e dolore per la vicenda e pregano fin da ora per la vittima dei fatti contestati e i suoi familiari e per don Lesmo. Una preghiera particolare anche per i fedeli della comunità cristiana di S. Marcellina, ai quali si domanda di offrire spiritualmente la sofferenza causata da questo scandalo e di restare uniti intorno al Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo che si stanno celebrando in questi giorni santi”, questo quanto si legge in una nota diffusa nella giornata di ieri.

Nella stessa nota, viene spiegato come in realtà l’Arcidiocesi sia venuta a conoscenza dell’indagine a carico del sacerdote, lo scorso 2 marzo 2016; fu proprio quel giorno che l’Arcidiocesi venne a sapere dei reati commessi dal parroco.Come già abbiamo detto il parroco risulta indagato per il reato di prostituzione minorile per aver avuto rapporti sessuali con un minore in un lungo arco di tempo che sarebbe andato dal 2009 al 2011 mentre non sarebbe stato chiesto il processo per l’accusa di cessione di sostanze stupefacenti.

Proprio questa accusa sarebbe caduta perchè il parroco anche se in realtà era a conoscenza del fatto che i soldi da lui ceduti al ragazzino gli servissero per acquistare la cocaina ma in realtà non gli avrebbe mai ceduto direttamente alcuna sostanza stupefacente.E’ accusato di cessione di stupefacenti, invece, un’altra persona che risulta indagata insieme al parroco che però non fa parte del clero. «Lo conosco e non credo a tutto il castello che gli viene montato intorno», ha dichiarato un abitante di Muggiano; alcuni tentato di perdonarlo ma pur volendo non riescono proprio visto il reato commesso.«Noi non siamo nessuno per giudicarlo, sarà la sua coscienza e forse Dio a puntare il dito. Mi spiace moltissimo», scrive una ragazza.

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