Milano, Ragazza presa a martellate in testa sul treno: convalidato arresto del romeno

E’ stato convalidato l’arresto di Marian Verdi, di cittadinanza romena di 32 anni, pluripregiudicato, indagato per rapina aggravata e lesioni personali gravi, l’uomo aveva assaltato con un martello una 22enne italiana sul treno Treviglio – Milano.

Intanto migliora la ragazza bergamasca, Sara A., a cui aveva rubato 15 euro dal portafoglio e uno smartphone. La giovane è stata operata dai medici del San Raffaele di Milano dove era stata trasportata d’urgenza dopo la rapina. Gli interventi hanno permesso di ridurre la frattura alla testa e curare la mano ferita con la quale ha cercato di ripararsi dai colpi dell’uomo. La giovane, che è sempre rimasta cosciente, tanto che è stata lei stessa a rivolgersi al capotreno dopo la rapina, i suoi genitori che non l’hanno mai abbandonata dal momento del ricovero. Sta bene, ma è ancora scioccata per quanto avvenuto.

E’ stata sfiorata la tragedia, lo scorso sabato 19 marzo 2016 nella città di Milano ed esattamente su un treno dove una ragazza di soli 22 anni è stata violentemente aggredita da un uomo, un romeno di 32 anni rischiando la sua vita. Ma vediamo nello specifico quanto accaduto.

Erano circa le ore 21,00 quando l’uomo, salito sul treno partito da Treviglio e diretto a Milano, ha aggredito la ragazza che si trovava seduta, da sola, in un vagone. Il trentaduenne ha aggredito la ragazza colpendola alle spalle e colpendola violentemente sulla testa con martello frangivetro preso sul treno, sfondandole il cranio. Dopo aver fatto ciò ecco che l’uomo ha preso la borsa della ragazza ed è fuggito nella speranza di riuscire a far perdere le proprie tracce ma per fortuna così non è stato.

Nonostante la violenta aggressione subita e nonostante il cranio sfondato,  la ragazza è riuscita a rimanere cosciente fornendo così agli agenti di Polizia arrivati sul posto, di identificare e arrestare l’aggressore. La giovane ventiduenne infatti è rimasta cosciente sia durante l’aggressione che dopo, nonostante i violenti colpi subiti, e così ha subito lanciato l’allarme avvisando, di quanto accaduto, il capotreno il quale a sua volta ha lanciato l’allarme chiamando i carabinieri.

Quando quest’ultimi sono arrivati sul posto la giovane ha descritto colui che l’aveva precedentemente aggredita affermando che portava un cappellino giallo in testa ed indossava un pantalone con delle toppe. I militari si sono immediatamente messi alla ricerca dell’aggressore cercandolo in edifici abbandonati presenti nella zona e proprio all’interno di un edificio abbandonato hanno trovato l’uomo che, aveva portato via con se la borsa della ragazza all’interno della quale vi era il telefono cellulare e quindici euro. La vittima dell’aggressione invece è stata subito trasportata e ricoverata presso l’Ospedale San Raffaele di Milano dove i medici l’hanno immediatamente sottoposta ad intervento chirurgico alla testa per ridurre la frattura.

Oltre alla testa la ragazza si è rotta anche la mano sinistra che, nel corso dell’aggressione, aveva sollevato con l’unico obiettivo di ripararsi dal suo aggressore. Il giovane individuato ha già dei precedenti per violenza e resistenza a causa dei quali era già stato raggiunto da un provvedimento di espulsione nel luglio del 2015. Numerosi esponenti della politica si sono espressi sulla questione, una tragedia sfiorata che ha sollevato una grossa polemica e a proposito della quale si è espresso il capogruppo M5S Stefano Buffagni il quale ha nello specifico affermato “Abbiamo rischiato il morto. I lombardi non possono affidare la loro sicurezza al pressapochismo leghista che ha ottenuto fin qui meno controlli, meno sicurezza, meno espulsioni, più costi e burocrazia a spese di tutti noi”. Si rimane adesso in attesa dell’udienza per la convalida di fermo che avrà luogo, presso il carcere San Vittore, e nello specifico, il romeno 32enne, irregolare e pregiudicato, è accusato di tentato omicidio e rapina.

L’uomo aveva precedenti per reati violenti e nel2015 era già stato accompagnato alla frontiera in esecuzione di un ordine di espulsione dall’Italia evidentemente mai ottemperato. Per questa ragione la Lega Nord ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Secondo il deputato Paolo Grimoldi, che è segretario della Lega Lombarda, quanto successo è «inaccettabile». «Questo criminale – ha rimarcato – non doveva essere in Lombardia». Per l’assessore della Regione Lombardia alla Mobilità Alessandro Sorte (FI) l’aggressione di Cassano d’Adda «dimostra che Stato e Governo sono totalmente assenti». Più diretta la collega di giunta con delega all’immigrazione e sicurezza, Simona Bordonali, per cui il «governo è connivente». «Avevamo chiesto a Renzi – ha spiegato l’assessore – di lasciare in Lombardia i militari impiegati in Expo. Perché le nostre ripetute richieste sono rimaste inascoltate».

Non solo. Anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha affondato il colpo con un tweet: «Immigrato romeno, pregiudicato, arrestato a Milano dopo aver spaccato testa a ragazza per rapinarla in treno. Espulsione o lavori forzati!». Intanto, mentre la politica dovrà trovare le sue ragioni e spiegare come un uomo espulso potesse rimanere in Italia, Sara dovrà operarsi per tornare alla vita di sempre, cercando di lasciarsi alle spalle quanto accaduto sul treno Treviglio-Milano. Si terrà martedì l’udienza di convalida del fermo per il romeno irregolare e pregiudicato di 32 anni accusato di tentato omicidio e rapina. L’udienza, da quanto si è saputo, si terrà nel carcere milanese di San Vittore e il gip di Milano Maria Vicidomini, dopo l’interrogatorio, dovrà decidere sulla richiesta di convalida del fermo e sulla misura cautelare.

Tutto in pochi istanti. Le nove di sabato sera. Una ragazza di 22 anni, studentessa universitaria, seduta tranquilla sul treno regionale che da Treviglio la sta portando a Milano, per una serata di svago. Neanche il tempo di capire. Presa alle spalle. Il primo colpo, seguito da altri, sferratole senza esitazioni sulla testa. La mano per proteggersi, il sangue, terrore e incredulità, ma anche la forza di alzarsi e chiedere aiuto. È in prognosi riservata, la giovane Sara Arnoldi di Ciserano (Bergamo), ma fortunatamente non versa in pericolo di vita. Ieri mattina, i medici del San Raffaele l’hanno sottoposta ad intervento chirurgico per ridurle la frattura alla teca cranica procuratale da un pregiudicato che l’ha aggredita a scopo di rapina con un martello frangi-vetro, di quelli in dotazione sui treni per rompere i finestrini in caso di emergenza. Un oggetto che può facilmente trasformarsi in un’arma micidiale.

E mentre ieri il padre della ragazza assisteva la figlia nel decorso postoperatorio, sulla notizia si allungava già l’inevitabile coda di polemiche sulla sicurezza. L’uomo catturato dai carabinieri qualche ora dopo il fatto (e raggiunto da un provvedimento di fermo in attesa di convalida emesso dal pm Bruna Albertini), è un 32enne romeno, con precedenti per reati violenti, che la scorsa estate era stato accompagnato alla frontiera, con l’ordine di lasciare il Paese.

Sabato sera, invece, le telecamere della stazione di Treviglio, la stessa in cui si trovava la studentessa bergamasca, lo hanno filmato mentre saliva sul convoglio, vestito di scuro e con un cappellino giallo calato sulla testa. Una volta in prossimità della prima fermata, a Cassano D’Adda, nel milanese, è avvenuta la rapina. Tanto violenta (la 22enne ha avuto anche una mano rotta) quanto modesta nel bottino, consistito alla fine nella borsa della giovane, il telefonino e il portafogli con 15 euro. La vittima non ha mai perso conoscenza. Scesa dal convoglio si è rivolta al capotreno, che ha chiamato i carabinieri.

I militari, nel breve tragitto che collega la stazione ad un’area dismessa, hanno trovato gli oggetti della 22enne, il suo documento, e la cover del cellulare. Buttato tra i rovi, invece, lo stesso cappello giallo che l’uomo indossava a Treviglio. «Non mi sono mai mosso di qui», sono state le prime parole del sospettato, trovato all’interno dello stabile in disuso. La parola spetta alla magistratura, ma la vicenda intanto ha alzato un polverone.

«Una beffa — l’ha definita l’assessore regionale lombardo alla Mobilità Alessandro Sorte (Forza Italia)—, i delinquenti spediti al loro paese dalla porta, rientrano dalla finestra; Stato e Governo sono assenti». La Lega Nord, che governa in Lombardia, ha annunciato un’interrogazione per chiedere al ministro dell’Interno Angelino Alfano, come mai il romeno fosse ancora in Italia; secondo il deputato Paolo Grimoldi, della Lega, quanto successo è «inaccettabile». Da qui l’interrogazione ad Alfano, anche «per ribadirgli che in Lombardia servono più uomini, più risorse e più mezzi per sorvegliare il territorio». Secondo Stefano Buffagni, capogruppo M5S al Pi- rellone, è invece proprio il «pressapochismo leghista che ha ottenuto fin qui meno controlli, più burocrazia», anche se «le colpe sono anche di Renzi, che si occupa di sicurezza delle banche e non dei cittadini». L’ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato (FdI-AN) propone l’introduzione di «guardie armate sui treni», mentre nel Pd il segretario e consigliere regionale Alessandro Alfieri dice «no a provvedimenti tampone o spot come quelli della Lega».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *