Milano shock, forte esplosione nella notte in un locale 11 feriti, mistero sulla causa: forse un atto doloso

milano-momenti-di-tensione-nella-notte-tra-sabato-e-domenica-forte-esplosione-in-un-locale-11-feritiMomenti di forte tensione sono stati quelli vissuti, nella notte tra sabato 1 e domenica 2 ottobre 2016 nella città di Milano e precisamente nella via Regina Giovanna dove ha avuto luogo una forte esplosione all’interno di un locale, il bar ‘I Cinque Giardini’. Lo scoppio in questione, che ha allarmato tutte le persone che si trovavano nella zona e che ha provocato il ferimento di undici di queste, ha avuto luogo per essere più precisi intorno alle ore 1,30 quando il locale era fortunatamente già chiuso ma purtroppo, proprio nella parte superiore della struttura vi sono diverse abitazioni e quindi, le fiamme causate dallo scoppio hanno coinvolto i condomini della palazzina sovrastante il bar. Al momento non è ancora chiaro cosa sia realmente accaduto e dunque cosa abbia provocato l’esplosione in questione ma quello che è certo è che si è verificata proprio all’interno del locale in quanto, alcune indiscrezioni rivelano che la saracinesca è stata trovata sradicata verso l’interno. Immediatamente è stato lanciato l’allarme e sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco e la polizia, la palazzina è stata subito evacuata e le persone ferite sono state immediatamente soccorse.

Nello specifico come precedentemente anticipato sono state 11 le persone rimaste coinvolte, di queste quattro sono stati trasportati presso l’Ospedale Niguarda e sembrerebbero avere riportato delle leggere ustioni mentre invece altri due dei feriti sono stati trasportati all’ospedale Città Studi e quattro al Fatebenefratelli, ma per fortuna nessuno sembrerebbe essere grave ed infatti alcuni di loro sarebbero già stati dimessi nella mattina di ieri, domenica 2 ottobre. Un anziano signore di nome Gianfranco ha raccontato quei momenti specificando che è stato un grandissimo spavento e affermando poi “La saracinesca è sventrata verso l’esterno, un classico dell’esplosione. Non vorrei fosse stata un ordigno, un avvertimento. Il bar, che ha cambiato più volte gestione, era appena stato rimesso a nuovo ma dentro non c’era mai nessuno, forse qualche signora al pomeriggio”.

E poi ancora “Ho sentito una forte esplosione, ho pensato a una bomba e sono scesa subito in strada pensando anche ai miei figli che erano in giro”, ha raccontato la signora che vive in una palazzina vicino al locale all’interno del quale è scoppiato l’incendio precisando poi “I vigili del fuoco sono arrivati in un battibaleno e hanno soccorso le persone rimaste intrappolate nella palazzina dove è avvenuto lo scoppio. C’era una colonna nera di fumo altissima, la gente, soprattutto donne, che urlavano dalla finestra perché stavano soffocando”. Attualmente sono in corso indagini da parte della polizia e poi ancora i rilievi dei vigili del fuoco nella speranza di accertare cosa sia realmente accaduto e dunque se l’esplosione è stata causata da una fuga di gas oppure ancora se si è trattato di un atto doloso.

Il dirigente della squadra Mobile di Milano, Lorenzo Bucossi, non parla apertamente di giallo, ma la parola aleggia nell’aria in maniera nemmeno tanto dissimulata. «Lo trattiamo come un atto
doloso, ma semplicemente perché al momento non abbiamo elementi che ci portino in qualsiasi altra direzione – ci spiega -. Infatti non c’è stata effrazione dell’ingresso sul retro (davanti c’è la saracinesca). E all’interno nemmeno tracce di una fuga di gas, mentre non è stato utilizzato del liquido infiammabile. Non lo affermiamo solo noi o i colleghi della Scientifica della questura, ma nemmeno da parte dei vigili del fuoco per ora abbiamo un’indicazione che ci sia dolo in quello che è accaduto. Del resto l’esplosione della saracinesca del lounge bar I cinque gradini, di viale Regina Margherita l’altra notte fortunatamente chiuso, è innegabile, c’è stata. È altrettanto vero che stiamo lavorando da poco. Forse analisi più accurate porteranno a comprendere se lo scoppio all’interno del locale è stato causato da altro che non sia un gesto doloso…

Ripeto: non abbiamo alcun tipo di certezza. Per adesso siamo fermi a questo punto». All’1.30 dell’altra notte
l’esplosione di cui parla il capo della Mobile ha causato un incendio nel palazzo sovrastante il lounge bar di viale Regina Giovanna 36, uno stabile di sette piani poco lontano da piazzaV Giornate e dal tribunale. Le serrande del bar – l’esplosione è avvenuta all’interno del locale: la saracinesca è stata divelta verso l’esterno – sono volate sulle rotaie del tram, il fumo densissimo ha provocato i danni maggiori, tra i quali, non secondario, lo spavento, l’ansia, provocata non solo sui residenti ma anche sui residenti che hanno preso d’assalto il centralino unico delle emergenze, il 118. Undici in tutto feriti, tra cui un ragazzino di 13 anni. Si trattadi condomini dei piani sopra il locale. Alcuni sono rimasti intossicati e lievemente ustionati e fatti uscire in strada: nessuno è grave, ma sono  finiti in ospedale (Niguarda, Fatebenefratelli, Clinica Città Studi).

E coloro che invece avevano dovuto solo evacuare il palazzo, hanno potuto tutti far rientro nelle loro abitazioni tre ore più tardi, quando i vigili del fuoco hanno ultimato le operazioni di controllo di agibilità degli appartamenti. Nell’immediatezza del fatto si è ipotizzato di tutto: dalla fuga di gas all’origine dello scoppio, ma non si esclude nemmeno un fatto doloso. Tuttavia gli investigatori della squadra mobile, i colleghi della Scientifica e tanto meno i pompieri hanno avvertito alcun odore, né di gas né di liquido infiammabile e non hanno nemmeno rinvenuto residui di bottiglie incendiarie o ordigni rudimentali del genere. Tuttavia resta il mistero della totale assenza di segni di effrazione: chi è entrato – se l’esplosione è dolosa – aveva le chiavi o se le era procurate. Il locale ha cambiato proprietà un anno fa. Ora ci sono due soci di cui uno calabrese (socio di maggioranza) e l’altro milanese. La polizia in queste ore ora vagliando anche la loro situazione patrimoniale. «Ma non significa nulla, sono controlli di routine – spiega un investigatore -, che in situazioni di questo genere vengono fatti comunque. Anche perché anche in una situazione economica precaria ci vorrebbe comunque qualcuno con un bel coraggio a mettere a segno un’esplosione che poteva fare qualsiasi tipo di danno, anche maggiore a quelli che si sono verificati. E non aggiungo altro». E i tre uomini a che qualcuno sostiene di aver visto fuggire? «Dopo lo scoppio potrebbe trattarsi anche di qualche che si era spaventato. Anche questo elemento è in fase di verifica».

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