Milano, uomo sale sul tetto del Teatro alla Scala per dire NO al Referendum: bloccato dopo 8 ore di protesta

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E’ terminata intorno alle ore 15 dopo circa 8 ore la protesta di Martin Advinski ovvero l’uomo salito sul tetto del Teatro alla Scala di Milano per dire No al referendum e non solo. Ebbene si, dopo circa 8 ore di protesta, l’uomo è stato immobilizzato da Renato Puglisi, ovvero il comandante del nucleo operativo dei carabinieri della Compagnia Duomo che riuscendo ad approfittare di un attimo di distrazione dell’uomo è riuscito ad immobilizzarlo.

Si tratta di Martin Advinski, 50enne originario di Sofia in Bulgaria e da 10 anni residente a Ostiglia e già titolare di un locale a San Benedetto bruciato alcuni anni fa. Il contestatore Martin Advinki era salito sul tetto del Teatro alla Scala nella mattinata di sabato intorno alle ore 8 e soltanto dopo diverse, parecchie, ore di trattative i carabinieri sono riusciti a bloccarlo, costringendolo a scendere per strada; il contestatore era salito sul tetto della Scala portandosi con se tre striscioni, in favore del No al Referendum, che ha inevitabilmente esposto sulla facciata del Teatro. Negli striscione nello specifico si legge: “Referendum No categorico”, “Libertà e democrazia”, “Giustizia italiana abuso di potere”,Il presidente Berlusconi aveva visto giusto”.

I vigili del fuoco hanno imbragato l’uomo e lo hanno messo in sicurezza per poi farlo scendere dal tetto della Scala.Non sono ancora pervenute informazioni dettagliate e chiare su come Advinski sia riuscito ad arrivare sul tetto del Teatro alla Scala, ma si ipotizza che nella notte tra venerdì e sabato, l’uomo possa essersi arrampicato sul tetto grazie ad un ponteggio posto proprio accanto alla struttura, poi intorno alle ore 8 del mattino, avrebbe chiamato il 112 attivando così la vera protesta e catturando l’attenzione delle forze dell’ordine e dei giornalisti. L’ipotesi del ponteggio, sembra essere stata confermata dal fatto che dalle prime indagini sembra che il teatro non presenti alcun segno di scasso, e risulta inoltre davvero improbabile che l’uomo sia riuscito ad entrare dall’ingresso riservato ai dipendenti che si possono aprire solo grazie a dei pass di riconoscimento.

Per Martin Advinski si profilano una serie di reati, tra i quali il procurato allarme e l’occupazione di suolo pubblico; prima di ogni cosa, però, l’uomo è stato accompagnato al Policlinico per alcuni accertamenti.Per Martin Advinski non si tratta della prima volta, visto che già nel 2006 si era reso protagonista di un’altra protesta; in quell’occasione l’uomo era salito sul tetto di una chiesa sconsacrata nel centro di Mantova per protestare contro la giustizia in Italia. Alcune settimane fa a Milano era accaduto un caso molto simile, che tra l’altro aveva scatenato anche parecchie polemiche sulle falle nei controlli sui monumenti pubblici milanesi; nello specifico, in quell’occasione, un giovane 20enne americano era rimasto chiuso nel Duomo ed aveva passato tutta la notte tra le guglie.

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