Misterbianco, trovato morto Samuele Pappalardo, il 15enne scomparso da casa il 29 marzo 2016

Il corpo senza vita di Samuele si trovava sotto un cavalcavia a Misterbianco, un piccolo paese in provincia di Catania. Dai primi esami sul corpo si presume che il ragazzo sì sia ucciso, anche se molti non sanno il perché. La morte di Samuele sarebbe avvenuta lo stesso giorno che si è allontanato da casa. Il giovane aveva avuto una discussione con la sua fidanzata e con la madre. Le forze dell’ordine ipotizzano che Samuele si sia buttato giù dal cavalcavia. Il giovane viveva con i suoi genitori in piazza Mercato, l’ultima sua apparizione quella immortalata da una telecamera posta in via Verga Samuele al momento del suicidio era da solo. Pochi giorni fa la mamma aveva lanciato un appello al figlio:
“Mi manchi, abbiamo sempre parlato, sistemeremo tutto”.

“Se qualcuno lo copre o lo tiene – aveva detto il fratello disperato – dateci notizie”. Oggi pomeriggio gli amici di Samuele si erano dati appuntamento in piazza per un’ulteriore battuta di ricerca del ragazzo. Poi, nel tardo pomeriggio la terribile scoperta del corpo di Emanuele.

Studente all’istituto commerciale di Misterbianco, sembra che la sera prima della sua scomparsa Samuele avesse litigato con la fidanzatina, una sua compagna di scuola e poi anche con la madre. Ma sicuramente niente che potesse lasciare presagire una cosi tragica fine. Di lui, nei sei giorni successivi nessuna traccia. I familiari, gli amici e gli investigatori lo avevano cercato ovunque senza fortuna. Dai primi rilievi sembra che Samuele si sia tolto la vita lanciandosi dal cavalcavia alla periferia di Misterbianco.

Il cellulare spento, lasciato sul tavolo della sua stanza era stato un brutto presagio, martedì mattina,il giorno quando Samuele aveva deciso di allontanarsi da casa. Un po’ per scaramanzia, un po’ perché forse non avevano realmente capito cosa frullava nella mente di suo figlio, per cinque giorni non hanno chiuso occhio, la mamma Giuseppina Longo, il papà Salvatore e il fratello Emanuele. Hanno battuto in lungo e in largo Misterbianco da cima a fondo percorrendo ogni strada, rivedendo pochi frame di una telecamera a circuito chiuso dell’abitazione di un suo amico, che aveva ripreso Samuele curvo su se stesso mentre camminava in una strada di periferia del paese a poche centinaia di metri dal ponte da dove si è lanciato. Un cavalcavia alto dieci metri.

Assieme ai parenti e agli amici di Samuele per cinque giorni ci sono stati i volontari della Protezione civile. Sono stati loro ad affiancare i carabinieri della tenenza di Misterbianco che hanno utilizzato persino le unità cinofili per cercare in ogni anfratto di Misterbianco Samuele. Nessuno voleva credere all’estremo gesto di un ragazzino la cui mente è andata in tilt per un nonnulla: lunedì sera era stato ripreso dai suoi genitori, la mamma gli aveva detto di smettere di litigare con la sua fidanzatina, con la quale si era lasciato poche ore prima. Quel litigio forse è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che lo ha spinto a compiere un gesto assurdo. Un gesto che ha premeditato dalle prime ore di quella mattina quando non ha fatto più rientro a casa. “Scusate per le bugie, addio…”. Aveva scritto così su un foglio di carta Samuele. Il suo ultimo messaggio.

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