Modena, inaugurata una nuova struttura per il trattamento e la cura dei dipendenti dal gioco d’azzardo

Modena, inaugurata una nuova struttura per il trattamento e la cura dei dipendenti dal gioco d'azzardo

E’ stata inaugurata una nuova struttura per giocatori d’azzardo patologici proprio a Festà, ovvero una frazione di Marano sul Panaro nel modenese, all’interno di un edificio concesso in comodato d’uso dal comune. La struttura verrà gestita, così come accade per la comunità terapeutica Pluto di Reggio Emilia dall’Associazione Centro sociale Papa Giovanni XXIII in collaborazione lag.

Questa struttura come prevedibile accoglie tutti i giocatori d’azzardo patologici i quali saranno sottoposti a delle terapie che li possano aiutare nel percorso di disintossicazione dal gioco. Si tratta dell’unica struttura presente sul territorio ed è stata inaugurata proprio nella giornata di ieri intorno alle ore 11.45 alla presenza di tante autorità, come Stefano Bonaccini,ovvero il Presidente della Regione Emilia Romagna ed ancora Mila Ferri il dirigente per le dipendenze patologiche della Regione, Giancarlo Muzzarelli, sindaco di Modena e presidente della Provincia, e Emilia Muratori, sindaco del Comune di Marano. L’inaugurazione è stata un’occasione per far anche conoscere la struttura ed anche il programma terapeutico che verrà messo in atto all’interno della comunità.

La Comunità Pluto accoglie tutti i giocatori per un periodo di tempo che va dai 14 ai 90 giorni anche se poi sarà il personale a stabilire con maggiore specificità i tempi di terapia. Inoltre, i dipendenti hanno fatto sapere che i pazienti che approderanno alla Comunità non dovranno avere altre dipendenze, come ad esempio da droga o alcol ma soltanto quella del gioco d’azzardo.” Visti gli ottimi risultati della Comunità Pluto, il piccolo numero di persone che possono essere accolte e le continue richieste di ingressi, abbiamo pensato di raddoppiare il servizio e aprire una nuova comunità per giocatori nella quale riproporre lo stesso percorso terapeutico già utilizzato a Pluto”, è questo quanto dichiarato da Matteo Iori, ovvero il Presidente dell’associazione onlus Centro sociale Papa Giovanni XXIII. “La nostra esperienza sul gioco d’azzardo nasce nel 2000. E’ in quell’anno che l’associazione onlus ‘Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” apre il primo gruppo per giocatori d’azzardo patologici. In questi anni abbiamo avuto in trattamento oltre 900 giocatori patologici nei nostri gruppi settimanali di Reggio Emilia (4 gruppi) e Modena (2 gruppi)”, ha ancora aggiunto Iori.

 Il gioco d’azzardo purtroppo sta diventando sempre più un male sociale, e consiste per chi non lo sapesse nello scommettere beni ad esempio denaro, sull’esito di un evento futuro; l’evento si può verificare nell’ambito di un gioco di società come la roulette o di una gara come le corse dei cavalli ad esempio ma in linea di principio qualsiasi attività che presenti comunque incertezza sul risultato finale si presta a scommesse e può essere dunque oggetto di gioco d’azzardo. A livello nazionale e di conseguenza regionale, il gioco d’azzardo comporta una spesa non indifferente motivo per il quale le regioni stanno pensando di mettere su delle strutture volte ad aiutare esclusivamente questi soggetti.

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