Monte bianco Shock, genitori vogliono portare la figlia in cima: 12enne strematasalvata dal soccorso alpino

Monte bianco, genitori vogliono portare la figlia in cima 12enne stremata salvata dal soccorso alpinoSta facendo molto discutere, nelle ultime ore, la vicenda che vede come protagonista una ragazzina lettone di soli dodici anni che, la scorsa domenica mattina è stata soccorsa dal soccorso alpino francese proprio mentre, insieme ai genitori, stava percorrendo la Traversata dei Tre Monti, un itinerario su ghiacciaio di più di otto ore oltre i 4mila metri di quota.

Nello specifico, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, la dodicenne in questione aveva già scalato la prima delle tre cime ma ecco che ad un certo punto nella ragazzina sono cominciate a venire, sempre meno,le forze e così ad un certo punto non è stata più in grado di proseguire la ‘traversata’ motivo per il quale è stato immediatamente lanciato l’allarme proprio da parte dei genitori della dodicenne i quali, avendo notato che la figlia presentava delle notevoli difficoltà nel proseguire, hanno deciso che era giunto il momento di chiedere aiuto. Poco dopo la gendarmeria di Chamonix è intervenuta in elicottero sul Col Maudit ,4.035 metri, per soccorrere la dodicenne e portarla al riparo.

Una vicenda questa che nelle ultime ore sta facendo discutere davvero molto in quanto, a mettere in pericolo la dodicenne erano stati proprio i suoi genitori e proprio questa storia ha riacceso il dibattito su un tema ampiamente discusso ovvero quello relativo all’imprudenza di numerosi genitori e che, a sua volta, ha riportato alla luce il caso di un uomo statunitense il quale, nel mese di giugno del 2014, ha portato i suoi figli, entrambi minorenni e nello specifico di 9 e 11 anni, sul Monte Bianco e proprio mentre si trovava sul posto l’uomo filmò una valanga che per fortuna non li ha coinvolti, anche se davvero hanno rischiato molto. Sulla delicata questione relativa alla dodicenne lettone ecco che si è espresso il presidente della Commissione centrale alpinismo giovanile del Club alpino italiano, Diego Leofante il quale ha nello specifico affermato “A dodici anni la montagna è un bel gioco da fare in tutta sicurezza. Il comportamento di quei genitori è stato folle e molto pericoloso per l’incolumità della loro figlia, che a 12 anni non ha ancora il fisico e la forza necessari per affrontare la scalata al Monte Bianco”, proseguendo poi “Un obiettivo difficile anche per un adulto, che necessita di una preparazione accurata e anche di una certa esperienza. Nessun corso di alpinismo giovanile del Cai porta i ragazzini di quell’età al Bianco”.

Leofante ha poi sottolineato che la montagna deve essere assolutamente gioia e sicuramente l’esperienza vissuta dalla dodicenne l’avrà provata talmente tanto che probabilmente deciderà di allontanarsi dalla pratica dell’alpinismo e ha concluso affermando “Scegliere itinerari a misura di bambino, credo sia una preoccupazione di buon senso assolutamente necessaria. In alta quota si può cominciare ad andare dai 15-16 anni in avanti. Prima è davvero un azzardo”.

La gendarmeria di Chamonix è intervenuta in elicottero sul Col Maudit (4035 metri) per salvare una dodicenne che stava cercando di compiere l’impresa insieme ai suoi genitori. Ma la giovane, una ragazzina lettone, era ormai esausta e non riusciva più a proseguire. È stata soccorsa a 4000 metri di quota sul versante francese del massiccio del Monte Bianco. I genitori volevano portarla sul tetto d’Europa lungo l’impegnativa “via dei tre Monti”. Come scrive la stampa francese, la dodicenne non aveva più le forze necessarie ad affrontare il duro itinerario alpinistico. Da quanto emerso la giovane, che era partita dal rifugio des Cosmisques (3613 metri) insieme ai genitori, si è trovata in difficoltà sabato mattina, dopo che aveva già scalato la prima delle tre vette, il Mont Blanc du Tacul (4248 metri).

Nel 2014 un caso simile – Non è la prima volta che degli adulti spingono i loro figli a compiere un’impresa insieme a loro, forse senza valutare bene i pericoli del caso: nel giugno di due anni fa, ad esempio, uno statunitense che voleva battere il record del mondo portando i suoi figli di nove e undici anni sul Monte Bianco filmò una valanga che sfiorò entrambi lungo il “grand couloir”. Fortunatamente nessuno rimase ferito, ma dopo la paura il tentativo di raggiungere la vetta sfumò.

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