Morta al sesto mese di gravidanza insieme alle due gemelle, l’autopsia conferma:”Forte emorragia interna”

Morta al sesto mese di gravidanza insieme alle due gemelle, l'autopsia conferma Forte emorragia internaE’ stato reso noto l’esito dell’autopsia effettuata sul corpo di Claudia Bordoni, ovvero la donna di 36 anni morta lo scorso 28 aprile alla clinica Mangiagalli di Milano, con le due gemelle che aveva in grembo, che purtroppo sono decedute insieme alla madre. La donna, stando a quanto emerso dall’autopsia sarebbe morta per una forte ed improvvisa emorragia interna, e dunque questo esito andrebbe a confermare la prima ipotesi effettuata proprio in seguito alla morte della giovane donna che come abbiamo anticipato era incinta di sei mesi delle due bambine avute tra l’altro con la procreazione assistita.

La donna era stata ricoverata da due giorni per complicazioni derivanti proprio dalla gravidanza presso l’ospedale Mangiagalli di Milano; prima della Mangiagalli è stata seguita all’ospedale di Busto Arsizio dal 3 al 7 aprile, e poi al San Raffaele, con un primo ricovero dal 13 al 20 aprile.Per la morte della donna risultano indagate due dottoresse e due ostetriche della clinica ginecologica una delle più famose d’Italia ma potrebbero aggiungersi altri nomi alla lista degli imputati, compresi quelli dei medici degli alti due ospedali ovvero quello di Busto Arsizio ed il San Raffaele dove Claudia Bordoni è stata ricoverata nelle settimane precedenti la sua morte.

Il pm di Milano Maura Ripamonti, titolare dell’inchiesta che al momento vede indagati 4 dipendenti della Mangiagalli (due dottoresse e due ostetriche) per omicidio colposo, ha anche indicato un termine di sessanta giorni al medico legale Dario Raniero per stilare una relazione che potrebbe fare chiarezza in ordine anche alle eventuali responsabilità nel decesso.Sono ancora previsti nei prossimi giorni alcuni accertamenti e questo fa pensare che non è per niente escluso che altri medici possano finire nel registro degli indagati. Proprio nei giorni scorsi, Giuliano Bordoni, ovvero il padre della donna, ha puntato il dito contro la clinica dichiarando: “Ma mia figlia è morta in preda a dolori atroci, senza che nessuno facesse nulla”. Inoltre, proprio nelle ultime ore si sarebbero recati nella clinica Mangiagalli gli ispettori inviati dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, i quali avrebbero effettuato un’ispezione durata ben sette ore.

In una nota diramata dalla direzione del Policlinico si legge: “L’ispezione è stata voluta dalla stessa Regione per fare luce sul decesso di Claudia Bordoni e delle due bimbe che portava in grembo, avvenuto il 28 aprile scorso”. Nella nota, inoltre, si legge ancora: ” Il gruppo di esperti regionali, ha incontrato la Direzione Generale e Sanitaria e tutti gli specialisti dell’ospedale che hanno avuto un ruolo in questo caso. I nostri medici e le nostre ostetriche hanno partecipato con piena collaborazione nell’intento di chiarire il più possibile nel dettaglio come si sono svolti i fatti. Gli specialisti del Policlinico rimangono a disposizione per ogni ulteriore necessità, sia della Regione che della Magistratura, per tutti i rilievi del caso”.

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