Segui Newsitaliane.it su Facebook

Morte Giulio Regeni, magistrati egiziani consegnano materiale agli inquirenti italiani: “Troveremo i responsabili”


Si continua a parlare della morte del giovane ricercatore friulano Giulio Regeni, e pare che qualcuno al Cairo abbia continuato ad indagare anche quando l’inchiesta ufficialmente era stata chiusa. Sembra proprio che fino allo scorso 22 gennaio, qualche giorno prima della scomparsa, il capo del sindacato degli ambulanti, ovvero Mohamed Abdallah, pare abbia informato la polizia dei suoi incontri con il ricercatore italiano, incontri che stando a quanto è emerso pare siano stati anche registrati. Si tratta di una novità assoluta, annunciata nella giornata di ieri da una delegazione di magistrati egiziani al procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone e al sostituto Sergio Colaiocco. Si è trattato di un vertice, il quinto esattamente da quando il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone ed il sostituto Sergio Colaiocco da una parte ed il procuratore generale della Repubblica Araba d’Egitto Ahmed Sadek dall’altro, hanno cominciato a dialogare sull’omicidio del ricercatore universitario friulano, caratterizzato dall’incontro degli inquirenti del Cairo e Paola Regeni, genitori di Giulio, nel corso del quale gli inquirenti hanno continuato a ribadire la volontà e l’impegno a trovare la verità.

La delegazione egiziana, pare abbia consegnato nella giornata di ieri centinaia di documenti in arabo, che nei prossimi giorni verranno analizzati dai poliziotti dello Sco e dai carabinieri del Ros che stanno ancora coordinando le indagini. Stando a quanto emerso nella giornata di ieri, sembra che Abdallah spiasse Giulio Regeni già da diverso tempo ovvero da quando l’ha conosciuto ben prima quindi di quell’11 dicembre in cui all’assemblea dei sindacati indipendenti Giulio si è accorto di essere fotografato. Da un’attenta analisi dei tabulati telefonici di Abdallah sembra che lo stesso fosse in continui contatti con la sede centrale della Sicurezza Nazional a Nasr City, e pare che al centro degli interessi investigativi ci siano proprio i poliziotti.

“Entrambe le parti hanno assicurato che la collaborazione continuerà attraverso lo scambio di atti di indagine fino a quando non sarà raggiunta la verità in ordine a tutte le circostanze che hanno portato alla morte di Giulio Regeni”, si legge nel comunicato diffuso nella giornata di ieri, nel qual si legge ancora che la delegazione egiziana ha consegnato, come già anticipato, il verbale delle dichiarazioni rese dal capo dei sindacati indipendenti degli ambulanti del Cairo da cui emerge come lo stesso abbia spontaneamente riferito alla polizia dei contatti da lui avuti con Giulio Regeni fino al 22 gennaio 2016.”Sono tragici i fatti su cui stiamo investigando e il mio impegno è quello di non chiudere le indagini finché non saranno arrestati i responsabili. Giulio era portatore di pace”, avrebbe affermato il procuratore Sadek a Claudio e Paola Regeni durante l’ incontro nella scuola di polizia di via Guido Reni, a Roma.

Privacy Policy