Morto Prince. Nella cassaforte una raccolta piena di inediti e una sua autobiogafria“The Beautiful ones”

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Rivelazione shock sulla morte di Prince Ricoverato per overdose sei giorni prima della sua morte

L’ultima su Prince, pubblicata dal sito Tmz, racconta che non ci sarebbe testamento (quindi l’eredità andrebbe divisa fra la sorella e i fratellastri). In attesa che i tanti interrogativi che avvolgono la morte (i motivi, l’eredità, gli inediti)vengano chiariti si fa concreta l’ipotesi che sulla vita della star si alzi un sipario attendibile, un libro, The beautiful ones (titolo di un brano dell’album Purple Rain) a cui Prince lavorava da anni assieme a Dan Piepenbring, scrittore eweb editore della prestigiosa rivista The Paris review. La casa editrice Spiegel & Grau avrebbe solo 50 pagine del manoscritto, ma Prince avrebbe registrato ore e ore di ricordi. L’uscita del libro era prevista per il 2017. Difficile pensare che gli editori si lascino sfuggire una tale occasione.

Emergono nuove interessanti indiscrezioni sulla morte di Prince, a distanza di pochi giorni. Stando ad alcune dichiarazioni rilasciate dal cognato del cantante, ovvero Maurice Philipps, marito della sorella Tyka, sembra che la star sia rimasto sveglio per seigiorni di fila prima di morire. In realtà piuttosto che una dichiarazione si tratta di una confidenza espressa dal cognato ad uno dei fan, durante il funerale celebrato in forma molto privata.La confidenza avrebbe fatto il giro del mondo nel giro di poche ore, perchè girata ad alcuni tabloid britannici che hanno diffuso la notizia. Dunque, stando a quanto dichiarato dal cognato, Prince nei giorni precedenti la sua morte non avrebbe chiuso occhio e li avrebbe passati a lavorare sulla sua musica.

Secondo quanto riportano alcuni tabloid britannici, Maurice Phillips avrebbe rivelato ad alcuni fan presenti all’infuori del luogo in cui si è tenuto l’ultimo saluto a Prince, la sua villa di Minneapolis a Paisley Park, che il musicista prima della sua morte “aveva lavorato per 154 ore di fila”. L’uomo ha inoltre dichiarato: “Era un buon cognato”. Non è chiaro a che cosa sia da attribuire questa lunga resistenza al sonno; non è ancora chiaro se Prince avesse assunto sostanze eccitanti e quale ruolo queste abbiano giocato. A testimonianza di quanto riferito dal cognato arriva anche la testimonianza di Max Timandro, che lavora presso il negozio di musica Electric Fetus a Minneapolis, il quale ha riferito di aver visto l’artista cinque giorni prima della morte. «Tutti quelli che gli hanno parlato quel giorno hanno detto che sembrava pallido e debole e non sembrava in forma come invece appariva sempre», ha dichiarato ancora il giovane che lavora presso il negozio di musica che Prince frequentava da circa 30 anni.

In realtà è ancora mistero sulla morte di Prince e  solo l’autopsia potrà svelare alcuni particolari che possano aiutarci a fare luce sulla scomparsa improvvisa della star internazionale. In realtà, l’autopsia è stata già effettuata e sembra che siano state già diffuse alcune informazioni che confermerebbero la morte per overdose o per abuso di farmaci. Per la conferma bisognerà attendere l’arrivo dei risultati degli esami tossicologici.I funerali si sono svolti nella giornata di sabato scorso all’interno della villa del cantante a Paisley Park, alla periferia di Minneapolis.Subito dopo i funerali il corpo della star è stato cremato, e la notizia dell’avvenuta cremazione è stata diffusa da Anna Meacham la quale ha riferito: “Il corpo di Prince è stato cremato e le sue ceneri riposeranno in un luogo che resterà riservato”, lo ha scritto in un comunicato. “Al funerale hanno preso parte le persone che Prince amava di più e chi gli hanno detto arrivederci in una bella cerimonia piena di amore“, ha aggiunto ancora la Meacham.

Resta ancora un mistero la causa della morte di Prince, avvenuta due giorni fa nella sua residenza a Paisley Park, a Chanhassen, nello stato del Minnesota. Per lo sceriffo della contea di Carver, infatti, non c’e’ nessun “evidente segno di trauma e nessuna ragione per credere, a questo punto, che si sia trattato di suicidio. Continueremo a rispettare la sua privacy e la sua dignita’.

Comprendiamo pero’ il diritto all’informazione dei media, ma ci sono cose di cui non posso parlare perche’ fanno parte dell’indagine”, ha spiegato lo sceriffo Jim Olson. L’autopsia, durata quattro ore, e’ stata completata all’indomani della sua morte. “Ci vorranno giorni, a seconda della tipologia di test e probabilmente settimane per avere a disposizione un insieme completo di esiti”, ha detto Martha Weaver, membro del Midwest Medical Examiner, l’ufficio dell’anatomopatologo locale. “Non rilasceremo alcuna informazione fino a quando gli esami saranno completi e tutti i risultati saranno a disposizione”, ha aggiunto lo sceriffo. A chi gli ha chiesto se Prince fosse in buona salute, lo sceriffo ha replicato “non posso dirlo. L’autopsia lo dira’”. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, un’overdose di antidolorifici avrebbe provocato l’atterraggio di emergenza in Illinois del jet su cui Prince viaggiava il 15 aprile scorso, di ritorno in Minnesota dopo un concerto ad Atlanta, mentre il suo agente si era affrettato a dire che il cantante era alle prese con i postumi di una brutta influenza.

Intanto, lunedi’ sono in programma a New Orleans funerali jazz organizzati dai tanti fan del musicista. I partecipanti vestiranno di viola, ci saranno bande in marcia e al tramonto verranno liberate colombe bianche. Si e’ aperta, inoltre, una querelle inerente l’eredita’ di Prince. Secondo indiscrezioni, infatti, sarebbe in gioco un’eredita’ musicale con cifre da capogiro. Le indiscrezioni diffuse dalla Cnn, che ha riportato in auge un’intervista fatta qualche anno fa a un collaboratore dell’artista, parlano di migliaia di canzoni inedite, sufficienti per un album all’anno per cento anni, gelosamente custodite da Prince in una cassaforte nel seminterrato di Paisley Park. Si tratterebbe di 14 album completi e 50 videoclip musicali.

Il tutto potrebbe andare alla sorella, una fortuna stimata in 800 milioni di dollari. Prende a circolare l’ipotesi secondo la quale, qualora il cantante non avesse fatto testamento, la vasta fortuna andrebbe a Tyka Nelson. La donna, 55 anni, e’ infatti la parente piu’ prossima e, secondo le leggi del Minnesota, in assenza di indicazioni scritte incamererebbe l’eredita’. In passato i due avevano praticamente cessato i rapporti; Prince non vedeva di buon occhio la dipendenza da crack della sorella e tantomeno il giro di prostituzione in cui era caduta per procacciarsi i soldi per la droga. Ma nei piu’ recenti anni Prince e Tyka avevano riannodato la loro relazione.

La sua bufala migliore era la presunta origine italiana. Prince non era un nome d’arte. Si tratta di un nome molto diffuso tra gli afro-americani. Però nel caso di Prince Rogers Nelson era stata una predestinazione. Piccolo, 159 centimetri mistificati da tacchi altissimi che, si spettegolava,lo costrinsero a farsi operare a un’anca. Un bottiglino di genio che sulla scena appariva carismatico e imponente come un calciatore di football americano. Prima di esplodere in tutto il mondo nel 1984 con il disco e il film Purple Rain,aveva già inciso diversi album, tra cui lo straordinario 1999, suonando tutti gli strumenti, scrivendo, arrangiando, producendo. Talmente convinto di sé, non ha mai avuto paura di cadere nel ridicolo. Quanti, con il suo fisico minuto avrebbero sfidato le ironie del mondo mostrandosi nudi e in posa sensuale come fece lui sulla copertina dell’album Lovesxy? E molte lo hanno trovato sexy e hanno avuto flirt con lui, da Apollonia a Madonna, a Kim Basinger. Pochi, dopo aver tanto faticato per imporre al mondo il proprio nome, sceglierebbero di cancellarlo, di presentarsi con un simbolo o una sigla, TAFKAP, iniziali della frase inglese che significa «L’Artista Precedentemente Noto Come Prince». Lui lo fece. Poi intitolò un disco con un glifo vagamente alchemico che non poteva essere pronunciato in nessun modo.

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