Motonautica, il mondo dello sport piange la morte di Massimo Rossi 24enne campione del mondo italiano

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Una vera tragedia quella avvenuta nella giornata di ieri, un terribile schianto durante la gara in Germania svoltasi su un circuito acquatico piuttosto problematico, che ha causato la morte di Massimo Rossi, un 24enne rodigino, pilota italiano figlio d’arte con licenza tedesca e due volte campione del mondo della motonautica categoria 0/250 e 0/350.Una vera tragedia nel mondo della motonautica, dunque, che ha causato la morte di Massimo Ross, nato a Legnano ma viveva a San Bellino, in Polesine; lo scorso mese di agosto aveva vinto il campionato del mondo della categoria 250,sempre in Germania mentre il 4 settembre nella Repubblica Ceca aveva vinto il titolo della categoria 350.

Una volta appresa la notizia i genitori, ovvero il padre Stefano e la madre, del giovane Rossi sono partiti immediatamente per la Germania; il padre praticava la motonautica già da giovane ed aveva un’officina specializzata nella riparazione di barche e motoscafi a Castelgugliemo, nel rodigino. “L’incidente è avvenuto su un circuito pericolosissimo, con le nostre regole lì non si sarebbe mai corso”, ha dichiarato Vincenzo Iaconianni, ovvero il Presidente della Federazione italiana Motonautica.

Non accadrà mai da noi che un pilota perda il controllo e finisca contro la sponda del fiume. Addirittura mi dicono che l’impatto sia stato contro un albero, ma questo potrebbe accadere solo se si bloccasse l’acceleratore di una barca e comunque in questo caso il pilota si butterebbe in acqua. Come Federazione da 30 anni lottiamo contro l’insicurezza dei circuiti. Noi, ed ultimamente anche i Paesi arabi, stiamo molto attenti, mentre gli altri, in particolare inglesi e scandinavi, se ne strafregano”, ha aggiunto Iaconianni. Come già anticipato Massimo Rossi faceva parte di una famiglia di grandi campioni della motonautica italiana, infatti il padre Stefano era stato protagonista a livello mondiale fino al 2012, anche la sorella era stata una delle pochissime donne che ha saputo farsi valere in uno sport tipicamente maschile.

Purtroppo questo sport ha causato davvero tante vittime, dal 1998 sono morti davvero tanti atleti, compreso un giovane ragazzo di soli 16 anni; in Italia dal 2002 ad oggi sono morti altri due campioni come ad esempio Vincenzo Polli e Paolo Zantelli. Come già anticipato, Traben Trabach, ovvero dove è avvenuto l’incidente risulta essere molto pericoloso. Iaconianni a tal riguardo dichiara: “Traben Tranbach, si svolge in un circuito la cui larghezza rappresenta meno della metà del minimo consentito in Italia. Abbiamo protestato mille volte per la pericolosità di quella gara, nessuno ci ha mai dato retta. Non so con certezza la dinamica di quanto è avvenuto, ma mi dicono che addirittura dopo essere andato a sbattere sul terrapieno, Rossi sarebbe finito contro un albero. Ci sono dei circuiti dove non si dovrebbe mai correre, e sono tutti all’estero: noi in Italia siamo all’avanguardia per la sicurezza, purtroppo quando i nostri piloti vanno all’estero finiscono nelle mani di macellai…”.

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