Mya: quando il colloquio di lavoro te lo fa un chatbot con intelligenza artificiale

Mya, arriva il chatbot in grado di effettuare un colloquio di lavoro

Un’intelligenza artificiale sembra stia arrivando prepotentemente a far parte della nostra vita e adesso grazie all’IA sarà anche possibile trovare lavoro o potrebbe essere utilizzata per effettuare il colloquio di lavoro. Si chiama Mya, un chatbot attivo su FistJob, un portale in cui vengono pubblicate offerte di lavoro. Tale robot sembra essere in grado di analizzare il Curriculum vitae dei candidati e di individuare l’eventuale assenza di requisiti fondamentali. L’app nasce su FirstJob, la piattaforma per offerte di lavoro dove si affacciano ogni giorno centinaia di utenti in cerca di occupazione e funziona in maniera semplice.

Secondo VentureBeat, l’azienda potrebbe arrivare a risolvere il 75% del recruitment svolgendo i colloqui di lavoro, visto la sua capacità di interagire con i candidati che sottopongono il proprio curriculum vitae via web, ponendo una serie di domande; poi domande dopo domande, il robot aggiornerà i candidati sui loro progressi ed alla fine sarà in grado di stilare una classifica dei profili idonei in base alle variabili prescelte. Così alla notifica della mancanza di determinati requisiti un candidato può rispondere spiegando di esserne consapevole ma di poter sopperire con la propria passione per il settore. Mya sembra essere l’ultimo caso di intelligenza artificiale; la prima è stata Eloisa, ovvero una chatbot nato nel 1992, quando Internet ancora in Italia non esisteva per nulla, ed ancora Cortana apparsa per la prima volta il 2 aprile 2014 a San Francisco in occasione della presentazione di Windows Phone 8.1 che è stato il primo sistema operativo di casa Microsoft a integrarlo.

Poi è stato il turno di Siri ed Echo, e poi ancora Watson ovvero gli altri casi di IA che hanno conquistato la nostra quotidianità.Secondo una testata giornalistica importante l’assistente virtuale in questione avrebbe evidenziato interessanti risultati nel corso dei primi test e nello specifico grazie alla decodificazione del linguaggio naturale Mya sarebbe riuscita a rivolgere domande su tutti quegli argomenti che vengono affrontati durante un colloquio di lavoro e dunque obiettivi e aspettative, politica aziendale, esperienza e benefici. I candidati, intervistati dall’Intelligenza Artificiale, hanno ottenuto maggiori possibilità di essere scelti rispetto a coloro che, al contrario, sono stati valutati da un altro “essere umano“.

Certo, l’assunzione è ancora frutto di una decisione ”umana”. A Mya, per il momento, è affidato il compito di effettuare una prima scrematura, lasciando alle persone fisiche più tempo per concentrarsi sulle interviste e sulle selezioni definitive. Alla fine del processo, il chatbot crea una classifica dei candidati profilati in base a varie metriche che tengono in considerazione diversi parametri, tra cui l’esperienza, le competenze e lo skill (il profilo professionale,ndr). Poi, sta ai manager occuparsi dell’ultimo step, incontrando personalmente i prescelti.

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