Napoli shock, 14enne accoltellato da un compagno di classe

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Un vero e proprio agguato quello avvenuto nella mattinata di ieri a Napoli, dove un 15enne è stato accoltellato davanti scuola al centro storico di Napoli, molto probabilmente da un coetaneo, già identificato dalle forze dell’ordine Si tratterebbe di un giovane 17enne del rione Forcella che stando alle prime indagini avrebbe atteso il giovane vittima all’angola di scuola. Purtroppo il giovane ragazzo è adesso ricoverato in gravi condizioni al Loreto Mare ed è stato subito operato una volta giunto in ospedale. L’accoltellamento è avvenuto come già anticipato fuori dalla scuola, l’Istituto Teresa Confalonieri in vico San Severino,  in via San Biagio dei Librai, uno dei decumani del centro antico di Napoli conosciuta anche come “Spaccanapoli”.  Stando a quanto emerso sembra che tra i due ragazzini sia nato un diverbio in classe, poi proseguito fuori dall’Istituto; in classe sembra che sia stato necessario l’intervento di alcuni compagni per dividerli, ma purtroppo l’epilogo della lite è avvenuta fuori dall’istituto. L’aggressore ha aspettato il compagno proprio all’angolo della strada, sferrandogli una coltellate ferendolo all’addome.

A notare il giovane che giaceva per terra in una pozza di sangue, è stato un commerciante della zona che una volta resosi conto della gravità della situazione ha allertato le forze dell’ordine ed i soccorsi che nel giro di pochi minuti si sono riversati sul posto. Dopo essere stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico la vittima è stata trasferita nel reparto di terapia intensiva ma non sembra essere in pericolo di vita e non viene considerato in gravi condizioni dai medici che lo hanno operato nella giornata di ieri.

“Ora sta bene ed è cosciente”, hanno confermato i familiari del giovane rimasto gravemente ferito, subito dopo l’intervento. Sembra che l’aggressore sia stato identificato come un bullo e dunque già conosciuto all’interno dell’istituto, e pare che già da tempo abbia minacciato il ragazzo ed altri compagni di classe. Sembra proprio che l’aggressore già in passato abbia ferito altri compagni ed infatti è conosciuto per essere un litigioso e rissoso. La zia del minore ferito, sentita dagli inquirenti, parlando dell’aggressore lo ha definito un bullo e che fa questo da molto tempo purtroppo, senza aver mai pagato per le sue azioni.

A scuola con il coltello e la rabbia in corpo. Corre veloce il tempo, in certi quartieri di Napoli, e si fa presto a sentirsi grandi quando un disagio profondo dà fuoco ai sentimenti più lividi. Due minorenni si affrontano a scuola per un complimento di troppo a una ragazzina e – alla fine – dalle parole si passa ai fatti. A fine lezione spunta un coltello e per poco la vittima, colpita con tre fendenti al petto, non ci rimette la vita.

LE LEZIONI

È accaduto all’esterno della scuola media “Confalonieri” di via San Biagio dei Librai, in pieno centro storico, poco dopo le 13,30. Lo scontro rusticano si consuma allo scoccare della campanella. Fine delle lezioni e inizio del primo round. Ad affrontarsi sono due ragazzini di soli 15 e 14 anni: il primo ha l’aria minuta, l’altro – sebbene di pochi mesi più giovane – robusto e dai modi chiaramente più decisi.

I due – M.E. e G.A. – si conoscono bene, frequentano entrambi (ma in classi differenti) la terza media. Tra loro probabilmente non è mai corso buon sangue, ma stavolta a rinfocolare qualche vecchia ruggine ci si mette forse una ragazzina contesa. Stando alla ricostruzione fatta dalla polizia il litigio esplode già nei corridoi. Ci vuol poco a trasformare la scintilla in un fuoco. Una parola di troppo, un affronto che fa salire il sangue alla testa del 14enne che esplode nella sua minaccia: «Non finisce qua. Ci vediamo fuori…».

I due lanciano a terra gli zainetti e cominciano ad affrontarsi. Colpi a mani nude, fino a quando non spunta la lama di un coltello: ad impugnarlo è il 14enne, che furiosamente inizia a menare fendenti contro il rivale. Almeno tre i colpi che vanno a segno, tutti all’altezza del torace. Il 15enne si accascia al suolo. Qualcuno interviene a soccorrere M., che perde molto sangue.

E’ stato colpito due volte al polmone e a pochissima distanza dal cuore, oltre che allo stomaco, le sue condizioni sono gravi. Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale diretto da Michele Spina con i colleghi del commissariato Decumani guidato da Francesca Fava impiegano pochissimo a identificarlo: si tratta di un minore che vive nella zona di via Tribunali, che in tanti ora definiscono un “bullo” e che, per gli investigatori, viene da una famiglia “difficile”.

La sua fuga è durata poco più di tre ore. Accompagnato dai familiari si presenta spontaneamente negli uffici del commissariato Decumani. Qui viene identificato e ascoltato. Poco dopo verrà interrogato anche dal magistrato inquirente della Procura presso il Tribunale dei minori. «Mi dispiace, ho fatto una cavolata – dichiara al pm e ai poliziotti – Il coltello? Lo portavo sempre appresso perché avevo paura di essere aggredito».

I LITIGI

II 14enne è stato ascoltato per un’ora e mezzo negli uffici del commissariato Decumani. Qui G. ha spiegato il contesto in cui sarebbe maturata la lite sfociata poi nell’accoltellamento del suo compagno di scuola. Il ragazzino ha così delineato uno scenario torbido, opaco. Da settimane, e forse anche mesi, tra lui e la vittima non correva buon sangue. Litigi che con il passar del tempo si erano sedimentati lasciando – strato dopo strato – spazio a un desiderio di vendetta che andava ben oltre una semplice rivalità in amore.

«A un certo punto – ha dichiarato a verbale l’accoltellatore – per cercare di farci fare pace si erano messi di mezzo altri ragazzi, e per un po’ le cose tra me e lui (la vittima, ndr) la situazione sembrava essere tornata nella normalità. Poi,però…».

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