Napoli,Shock in ospedale al policlinico: donna ricoverata per una leucemia linfatica contrae l’influenza aviaria: gravi le sue condizioni

Napoli, donna ricoverata per una leucemia linfatica contrae l'influenza aviaria gravi le sue condizioni

Una donna ricoverata al Policlinico Federico II di Napoli perchè affetta da una grave forma di leucemia linfatica, ha purtroppo contratto il virus H1N1 all’interno della struttura sanitaria. Un’incredibile storia avvenuta nel nostro paese e nello specifico in Italia,dove la donna, era stata ricoverata lo scorso 13 aprile per sottoporsi alle cure programmate e per rafforzare le sue deboli difese immunitarie, ma purtroppo le condizioni della donna nel giro di pochi giorni sono peggiorate,perchè ai suoi malesseri si sono aggiunti anche altri sintomi piuttosto anomali, ed anche un fortissimo dolore all’orecchio. Inizialmente i medici avevano ipotizzato potesse trattarsi di una banale influenza, peccato che soltanto dopo aver fatto un tampone faringeo alla donna, lo scorso 19 aprile, si venne a scoprire che la stessa aveva contratto il virus H1N1. Vi starete chiedendo come sia possibile?

I parenti dopo aver riflettuto diversi minuti sono arrivai alla soluzione del caso; purtroppo nella stanza dove era stata ricoverata la donna al Policlinico Federico II di Napoli prima di lei vi era un altro paziente con l’influenza della suina, e poi trasferito in Rianimazione, dunque la donna, ricoverata in quella stanza, ha contratto in questo modo il virus. Il ricovero della donna, per sottoporsi ad uno speciale trattamento che avrebbe dovuto aumentare il suo livello di immunoglobuline, era stato inizialmente prenotato per il sette aprile, ma è stato poi spostato al tredici dello stesso mese, non essendo disponibile il posto letto.

Ad occuparlo, stando a quanto riferito dai parenti della donna,proprio il paziente affetto dall’influenza, che sarebbe poi deceduto. Anche il direttore sanitario, Gaetano D’Onofrio ha confermato che la paziente ha contratto il virus all’interno della struttura ospedaliera, anche se lo stesso conferma anche che nella stanza dove era stato ricoverato il paziente con l’aviaria dopo il suo trasferimento era stata effettuata una disinfezione.

«C’è un protocollo preciso, applichiamo una tecnica consuetudinaria. In più non siamo di fronte a un virus particolarmente resistente. È possibile che la donna l’abbia contratto da qualcun altro, un visitatore, un portatore sano, come avviene per le comuni influenze», aggiunge ancora D’Onofrio. Adesso purtroppo la donna versa in condizioni di salute piuttosto gravi, perchè è in coma farmacologico ed è isolata.I parenti della donna, intanto, hanno presentato proprio nei giorni scorsi un esposto alla Procura, preoccupati per il suo stato di salute, ma ecco che a tranquillizzarli arriva il direttore del policlinico di Napoli il quale riferisce: «In base ai tempi di incubazione, il virus si sarebbe già dovuto manifestare, e per fortuna stanno tutti bene. È giusto ricordare che l’H1N1 non è una pandemia, ma un ceppo influenzale. Ovviamente può avere serie conseguenze su persone defedate».Purtroppo l’influenza aviaria sembra essere tornata, perchè oltre all’uomo ricoverato e deceduto, che ha contagiato la donna adesso in coma, sembra essere stato diagnosticato un altro caso, ovvero un giovane studente del quinto anno sarebbe risultato contagiato e adesso è ricoverato presso l’Ospedale Cotugno.

Tre anni fa l’inizio della battaglia. Addio al lavoro di sempre, con la realizzazione di prodotti artigianali, per una più tranquilla vita da casalinga. «Era la prima volta che mia madre affrontava un trattamento come quello programmato al Secondo Policlinico – prosegue Nicoletta – non credo che ciò le è accaduto sia dovuto alla sfortuna. Probabilmente c’è stata un po’ di superficialità da parte di qualcuno. Eppure sento di dover ringraziare tantissimo i medici e gli infermieri dell’ospedale, per tutto ciò che stanno facendo adesso per salvarla. Se potessi parlarle le direi di continuare a lottare come ha sempre fatto e come ha insegnato a tutti noi, a me e a mio fratello. Ma sono sicura che lo stia già facendo».

Dallo scorso 21 aprile Elena Petti è in coma farmacologico, ricoverata nel reparto di Rianimazione. È isolata da tutti, compresi i suoi parenti, gli stessi che hanno lanciato l’allarme subito dopo la scoperta del virus: «La malattia l’ha contratta in questo ospedale, trasmessa da un paziente ricoverato con la stessa patologia e che ha occupato la medesima stanza nei giorni precedenti». Pochi giorni dopo il ricovero le sue condizioni peggiorano nettamente. Ma non sarà facile capire perchè il suo quadro clinico stia precipitando. Iniziano i controlli, tra i quali anche un prelievo attraverso tamponi faringei. Il primo di questi darà esito negativo, ma il secondo porterà con sè il peggiore dei risultati: la donna ha contratto l’influenza aviaria. Scatta immediatamente il protocollo previsto in questi casi, con l’isolamento totale del soggetto. Ma il sospetto, come detto, è un altro: il reparto non sarebbe stata «bonificato» a dovere dopo il contagio di un altro paziente.

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