Napoli – Milan Streaming Gratis e Diretta Live Tv online su Rojadirecta 26° Giornata

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Napoli-Milan non sarà solo la sfida tra Higuain e Bacca. Da una parte l’allenatore rivelazione della stagione, reduce però da due battute d’arresto per 0-1 – quella dura da digerire a Torino contro la Juventus e quella di Vila-Real – arrivate nei minuti finali che hanno rovinato un periodo d’oro; dall’altra un tecnico costretto a convivere ormai da mesi con le battute e le richieste del proprio presidente. Maurizio Sarri e Sinisa Mihajlovic questa sera si affronteranno. Potevano essere seduti sulle panchine opposte, loro che si stimano e che la stagione scorsa passarono del tempo insieme durante gli allenamenti dell’Empoli. Sarri ha voglia di rialzare la testa dopo i ko con Juventus e Villarreal, vuole di nuovo il primato in classifica e tornare a far sognare il San Paolo. Mihajlovic, da parte sua, deve tentare l’impresa per non perdere il treno per il terzo posto e convincere così, una volta di più, l’insoddisfatto Berlusconi di essere l’allenatore giusto per il rilancio rossonero.

Centoquarantuno giorni dopo il poker azzurro a San Siro, Sinisa Mihajlovic e Maurizio Sarri si ritroveranno stasera uno di fronte all’altro. Per fortuna sono buoni amici. Anche perché la notte del San Paolo è destinata a essere divorata dalle tensioni. Il Napoli si gioca la possibilità del contro sorpasso sulla Juventus appena novanta minuti dopo il ko dello Stadium, mentre il Milan, stante la vittoria della Fiorentina, solo con un successo potrebbe mantenere viva l’ultima fiammella in ottica Champions. Fosse un fuoco fatuo, Mihajlovic rischierebbe il licenziamento.

Che il tecnico abbia già annusato l’aria, è dimostrato dalle parole pronunciate ieri a Milanello. Sentendosi a un passo dalla condanna, Sinisa ha abbandonato la diplomazia (non che prima ne avesse avuta molta…, ma questo è un merito), ha detto chiaramente che quanto organizzato dal Milan in settimana, comprese le celebrazioni per il trentennale della presidenza Berlusconi, non è stato il massimo per preparare con tranquillità la gara col Napoli, ha spiegato come sia impossibile legare la sua conferma all’utopia di vincere tutte le partite da qui al termine della stagione e ha pure evidenziato come, qualora il Milan dovesse decidere di cambiare allenatore, non ci sarà altra soluzione che l’esonero. Un fatto economicamente rilevante per un club, quello rossonero, che fino a giugno avrà a libro paga altri due tecnici, ovvero Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi, anche se – ha chiosato Mihajlovic – difficilmente lui, a differenza di tanti colleghi, prenderà un anno sabbatico.

L’affermazione più significativa però è un’altra ed è legata proprio alla gara di andata che ha segnato il punto più basso dell’era Mihajlovic: l’allenatore ha provveduto a rimarcare come, se il campionato fosse iniziato dopo quella disfatta, il Milan oggi sarebbe al terzo posto in classifica avendo trovato una quadratura tattica, continuità di rendimento e di risultati. Questo evidentemente non basta a Berlusconi, considerato che per il presidente il Milan non è “padrone del gioco” come vorrebbe la mission che da sempre l’azionista di riferimento consegna ai suoi allenatori.

Stasera al San Paolo, complice la concomitanza con alcuni appuntamenti legati alla propria area di competenza (quella commerciale) in tribuna ci sarà pure Barbara Berlusconi al fianco di Adriano Galliani: non una primizia in campionato ma una presenza alquanto significativa. A proposito: nelle ultime esternazioni Berlusconi ha fissato una nuova dead line nella trattativa con Bee Taechaubol per la fine del campionato. Non si fa certo peccato a pensare che l’ingresso o meno di un socio forte in società può essere una importante discriminante nella scelta dell’allenatore.

Maurizio Sarri non ha certo il problema di doversi guadagnare la conferma, però, dopo mesi passati marciando da una vittoria all’altra, troverà il Milan dopo aver dovuto digerire due ko, quelli con Juventus e Villarreal, maturati tra l’altro nel finale. Il rischio, evidente, è che il Napoli abbia perso quelle certezze su cui l’allenatore aveva cementato il progetto. La squadra, tra l’altro, non segna su azione da tre partite: è andata in bianco con Juve e Villarreal e ha sbloccato il match con il Carpi soltanto grazie al rigore di Higuain. La crisi è nei numeri e nei risultati e soltanto la sfida di questa sera dirà se è stato un raffreddore passeggero oppure se il Napoli sta attraversando un periodo di flessione.

Per sgonfiare di tensioni la vigilia, Sarri ha scelto il silenzio e ha abolito il ritiro-pre partita. In queste occasioni bisogna allenare pure la testa e lasciar sedimentare le scorie del doppio ko: a ricaricare la squadra provvederà un San Paolo tutto esaurito («Sarà una tempesta», la predizione di Mihajlovic) mentre il resto lo farà il ritorno dei “titolarissimi” con sei avvicendamenti rispetto al match di Europa League al Madrigal. Non è dato a sapersi se basterà la quel che è certo è che la partita di stasera può rappresentare un punto di svolta nella stagione di entrambe le squadre. Come, peraltro, lo è stata già la gara di andata.

«Chi è l’attaccante più forte del campionato? Carlos Bacca». Il centravanti del Milan giovedì scorso, prima di firmare autografi e magliette di mille e passa tifosi rossoneri, aveva sorriso sull’incrocio di questa sera contro Gonzalo Higuain. Guascone, ma anche convinto dei propri mezzi, Bacca ha lanciato la sfida al rivale sudamericano. E stasera dovrà passare dalle parole ai fatti. All’andata, stravinta dagli azzurri per 4-0, non andò in gol nessuno dei due; il Napoli si impose 4-0, ma il mattatore fu Insigne, autore di una doppietta (poi rete di Allan e autogol di Rodrigo Ely). Bacca e Higuain restarono all’asciutto: difficile che l’evento si ripeta anche al San Paolo.

Bacca a suo modo è l’Higuain del Milan. Ovvio, a guardare in maniera sbrigativa i numeri, il paragone fa sorridere, visto che il Pipita ha segnato 24 gol in 25 presenze, mentre il colombiano con le stesse gare è arrivato a quota 13. Ma l’incisività di Bacca nel rendimento offensivo del Milan è decisiva allo stesso modo, anche perché la squadra di Sarri viaggia alla media di quasi 14 tiri a partita (335 totali, 154 in porta), mentre il Milan si ferma a 11 (281 e 138). E, cosa ancora più importante, Higuain viene messo nelle condizioni di concludere a rete moltissime volte: in totale l’argentino ha tirato verso lo specchio avversario 55 volte e ha dunque il 43% di realizzazione; Bacca ha avuto “solo” 28 palle gol e ha una percentuale superiore al rivale, del 46%.

Di fatto Higuain conclude in porta il doppio di Bacca e viene da chiedersi quante reti oggi avrebbe il colombiano se il Milan gli avesse offerto più palloni, considerando anche la bravura di Bacca a trasformare in gol la prima opportunità buona della partita: 10 dei 13 gol segnati, infatti, sono arrivati al primo tiro in porta. Certo, Higuain ha dimostrato, rispetto all’ex Siviglia, di essere un attaccante più “totale”, più dentro il gioco del Napoli, mentre Bacca è una sorta di Inzaghi 2.0, ma se andiamo a cercare gli assist serviti in questo campionato, si vede come quelli vincenti siano 2 a testa, con Bacca che però ne ha serviti in totale 10 e Higuain 6. Dunque Higuain partecipa di più alla manovra, ma negli ultimi 16 metri è più egoista del milanista.

Come vedere la partita si potrà in diretta vedere in tv e in streaming a pagamento sulle piattaforme di Sky Sport e Mediaset Premium. Su Sky Sport la partita si vedrà sui canali Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, mentre su Mediaset Premium sul canale Premium Sport. In streaming, potranno guardare Juventus-Roma gli abbonati alle rispettive piattaforme che hanno attivato i servizi Sky Go e Premium Play. I più fortuna potranno seguire la gara su Rojadirecta.

Bacca sabato ha ricevuto i complimenti di Berlusconi che lo ha definito «un realizzatore spietato, uno che quando ha la palla buona difficilmente la sbaglia», sottolineando come il gioco del Milan non lo metta ancora in condizione di essere più letale. Ma questa sera Bacca dovrà dimostrare anche da solo, nei fatti, di essere più forte dell’argentino. Finora le statistiche spicciole – e la classifica – parlano a favore di Higuain, ma la storia dice che Bacca non è da meno (in Spagna, il napoletano col Real e il milanista col Siviglia hanno avuto la stessa media-gol di 2.2 a partita) e chissà se “El Peluca” regalerà al suo presidente una serata che gli riporti alla mente le imprese al San Paolo di un certo Marco Van Basten…

Il modo migliore per cancellare le due sconfitte consecutive, ed immeritate, è la vittoria. Sarà gara vera, tra due formazioni che si batteranno alla morte e con il Napoli che avrà al suo fianco un pubblico da 52mila spettatori, desiderosi di spingere gli azzurri verso la 18ª vittoria in campionato e che permetterebbe di salire nuovamente al primo posto solitario in classifica. Per il controsorpasso sulla Juventus servirà la partita perfetta ed una formazione senza sbavature, quella dei cosiddetti “titolarissimi” che in campionato non hanno mai tradito e che in casa non hanno mai perso. Sarri ha lavorato molto sulla testa dei calciatori e ha deciso di evitare la consueta conferenza pre partita perché in questo momento di vuole lasciare lo spazio ai fatti. Fatti che raccontano di un Napoli positivo dopo una gara in Europa League: ha sempre messo in fila 5 vittorie ed un pareggio. Riprendersi il primo posto, stasera. Un compito non semplice, contro il Milan rigenerato dalla cura Mihajlovic e per nulla parente di quella squadra battuta 4-0 a San Siro. Il sostegno in più arriverà dal San Paolo, dove il Napoli ha già collezionato 32 punti su 36 disponibili, frutto di 10 vittorie e due pareggi. Nel mirino c’è il record dei 46 punti conquistati nella stagione 2012-13. Il Milan, però, fuori casa riesce ad esprimersi al meglio (ha collezionato 3 vittorie e 4 pareggi) avendo perso solo una delle ultime otto partite di campionato in trasferta, allo Juventus Stadium. Ognuno dei due tecnici è stato accostato in estate al club che sfiderà, due allenatori tanto vicini quanto diversi: quello toscano ha utilizzato meno giocatori in questo campionato (20) a differenza del serbo che, invece, non ha schierato nessun giocatore del Milan, tranne Bacca, sempre da titolare nelle 25 giornate disputate finora.

Le candeline a Berlusconi le ha spente… Mihajlovic. «Giornate come quella di sabato non sono le migliori per preparare le partite perché certe cose portano a distrazioni», ha esordito Sinisa stigmatizzando i brindisi che hanno caratterizzato la settimana a Milanello culminati con la kermesse legata alla visita di Berlusconi per celebrare i 30 anni della sua presidenza. Poi, entrando nello specifico, ha puntato – come sempre – al bersaglio pieno: «Anche a me piacerebbe vincere tutte le partite da qui a fine stagione, ma non possiamo prometterlo. Come diceva il povero Boskov nel calcio si può vincere, perdere e pareggiare. Noi dobbiamo andare in Europa: oggi siamo sesti, quindi non abbiamo ancora fatto niente. I discorsi legati alla mia conferma? Ho un contratto: se una delle due parti non sarà contenta, il rapporto non continuerà. Non penso di non riuscire a trovare un’altra squadra perché a me non piace stare a casa senza lavorare».

L’attualità porta alla Grande Notte del San Paolo dove Romagnoli, pur convocato, partirà dalla panchina: «La febbre lo ha provato fisicamente, anche perché lui ha il fisico un po’ da lanciatore di coriandoli», ha scherzato l’allenatore che al suo posto piazzerà Zapata al fianco di Alex. L’altro ballottaggio, stavolta a centrocampo, l’ha vinto Kucka su Bertolacci mentre Luiz Adriano non è stato convocato per uno stiramento al quadricipite. L’ultimo pensiero però è su Balotelli: «Deve cambiare atteggiamento e dare sempre il massimo sia che giochi dall’inizio sia che entri negli ultimi cinque minuti».

Magari potrebbe farsi consigliare da Tom Cruise, vista la mission impossible presidenziale che prevede un’agenda alquanto agevole: qualificazione in Champions e Coppa Italia in bacheca. In altre parole, come ha sintetizzato egregiamente Silvio: vincerle tutte. Parrebbe anche che questa sia l’unica strada per rivedere Mihajlovic al prossimo raduno. La richiesta puzza evidentemente di provocazione, un po’ come quando Sinisa minaccia di non far più mettere piede in campo a chi non si impegna. E’ evidente che in realtà Balotelli nelle prossime tredici partite lo rivedremo ancora, così come è evidente che il Milan non è in grado di conquistare 39 punti. Cosa che infatti l’allenatore chiarisce subito: «Anche a me piacerebbe vincerle tutte, ma purtroppo non possiamo prometterlo. Posso però promettere che daremo sempre tutto».

CONVINZIONI Anche se a Berlusconi evidentemente non basta, Sinisa si può far forte di tutti i miglioramenti registrati dopo la partita dell’andata, uno zero a quattro che aveva rappresentato il punto più basso della stagione rossonera e che aveva provocato i primi scriccchiolii alla panchina. L’undicesimo posto è diventato il sesto, il terrore di ritrovarsi il pallone fra i piedi si è trasformato in una gestione equilibrata, gli imbarazzi difensivi hanno lasciato il posto a una compattezza evidente. Tutto questo stasera sarà messo a dura prova, ma si preannuncia una serata molto interessante per capire davvero quanto è migliorato il Mi- lan, squadra che promette di avere ulteriori margini di crescita. Margini che a Mihajlovic invece difficilmente saranno concessi la prossima stagione. Se Berlusconi, a fine febbraio, ritiene di dover essere ancora convinto dal suo allenatore, significa che il destino appare più o meno segnato. E a tale proposito Sinisa ha già uno scenario ben chiaro in mente. E’ la prima volta che lo delinea con tratti così netti: «A fine anno, se tutti e due saremo contenti, si continuerà; se una delle due parti non sarà soddisfatta, si cambierà. Non credo di non trovare un’altra squadra, e poi stare a casa non mi piace, mia moglie dice che sono un rompiscatole… Prima si parlava di ultima spiaggia, ora dell’anno prossimo. Non si sta mai sereni ma a me la pressione piace e la so gestire».

CHAMPAGNE Ma Mihajlovic pensa anche ai problemi di stretta attualità. Ad esempio, la settimana particolare che ha portato a questa sfida: «E’ stata atipica, con distrazioni extra-
calcistiche, non era facile restare concentrati. D’altra parte, in un club come il Milan sono situazioni che possono capitare». Il riferimento del tecnico va ad alcuni eventi commerciali che hanno riguardato alcuni giocatori (c’era di mezzo uno spot) e che hanno interessato un paio di giorni lungo la settimana; poi, l’altro ieri, è andato in scena il Silvio-day. Si sa, la concentrazione per Sinisa è uno dei capisaldi del lavoro. Soprattutto in una «tempesta» – parola testuale – come quella del San Paolo, dove però «Sarri non credo proprio sia felice di incontrarci, in questo momento. Noi senz’altro andiamo là senza paura». Sinisa scherza, racconta che vorrebbe «scendere in campo, mi piacerebbe marcare Higuain: sarebbe un bel duello». Immaginiamo che Mihajlovic sarebbe felice di ritrovare il suo spirito in Balotelli: «Il suo problema è l’atteggiamento, i minuti in campo non contano: si può essere determinanti anche in 5’, deve farmi vedere che ha rabbia e voglia». La conferenza stampa chiude col taglio della torta e un brindisi ai 47 anni di Sinisa, compiuti sabato: e nel cestello del ghiaccio c’è champagne, non gazzosa.

Il giochino, in questi casi, è spesso il solito: come starebbero bene insieme quei due nella stessa squadra. No, non stavolta. Gonzalo Higuain e Carlos Bacca sono la coppia impossibile. Hanno caratteristiche differenti, certo, però sono due leoni dell’attacco, occupano il vertice della catena alimentare del gol. E due leoni non potrebbero mai convivere nella stessa foresta offensiva. Però vederli lottare uno contro l’altro, anche se lontani una cinquantina di metri, sarà uno spettacolo brutale. Soprattutto per i difensori.

CANNONIERI SERIALI Il Pipita ha segnato 24 gol in 25 partite e viaggia a una media di una rete ogni 88’, e ovviamente non c’è nessuno che abbia fatto meglio del capocannoniere del campionato nel rapporto minuti giocati/gol segnati. Bacca invece è a quota 13 e anche lui comanda una graduatoria, quella della miglior percentuale realizzativa: Bacca converte in gol il 35 per cento delle sue conclusioni verso la porta, praticamente un tiro su tre finisce in fondo alla rete (Higuain si ferma al 23 per cento). H&B non potrebbero mai essere una coppia perché non amano essere in coppia: da veri re della foresta, vogliono dominare in solitudine la zona vicino alla porta avversaria. La preda più gustosa, il gol, deve essere loro. Sarri ha ridisegnato la sua idea iniziale di Napoli, che prevedeva il trequartista e due punte, per passare al tridente e così ricavare il massimo, in termini di efficacia, dal suo cannoniere, oltre che dal resto della squadra. Anche Mihajlovic ha rivisto in corsa più volte il suo Mi- lan, con la costante di avere sempre Bacca al centro (23 volte titolare su 25 in campionato): quando c’era Luiz Adriano, il brasiliano partiva appena dietro, ora che c’è Niang, il francese apre spazi laterali.

GONZALO IL SANGUIGNO Il loro modo di giocare, tuttavia, è diverso. Higuain partecipa di più all’azione rispetto a Bacca, si muove su porzioni più ampie di campo, attacca la porta quando il pallone passa sugli esterni e viene incontro per lo scambio quando il Napoli percorre le vie centrali (media di 4 sponde a partita). Senza trascurare quelle azioni dirompenti di forza, palla al piede, a trascinare via chi prova a fermarlo. In campionato, il Pipita ha già tirato in porta 105 volte (58 nello specchio, 47 fuori), aiutato dalle idee di Sarri e dalla «vicinanza» di piedi fini come quelli di Insigne, Hamsik e Jorginho, i tre compagni da cui riceve più passaggi (337 totali!). Questa partecipazione – che lo porta a dialogare con gli uomini della sua linea (72 passaggi a Hamsik, 67 a Callejon, 56 a Insigne) a volte si trasforma quasi in un limite: perché il Pipita è un sanguigno, e se rimane troppo isolato tende a innervosirsi.

CARLOS L’ESSENZIALE Bacca non ha questo problema. Il colombiano è essenziale quanto glaciale, nella gestione della propria partita. Gli è capitato spesso di sentirsi abbandonato là davanti, il coinvolgimento nell’azione non è una delle sue prerogative (ha una media di 18 passaggi a partita). E rispetto al Napoli, il Milan fa più fatica ad attivarlo: Bonaventura è quello che ha dato più passaggi a Carlos (90), poi Montolivo (72) e Berto lacci (49). Ma può accendersi all’improvviso tagliando in profondità, alle spalle dei difensori avversari. E quando ha la palla buona è implacabile: in area di rigore, gli vengono i superpoteri dello smarcamento (esemplare il gol all’andata al Palermo, andate a rivederlo se vi capita). Non è un caso che tutti i suoi 13 gol siano arrivati all’interno dei sedici metri, su un totale di 37 tentativi, appena 5 dei quali da fuori area (mentre Higuain ha tentato 33 conclusioni da fuori) : 26 nello specchio (quindi quando prende la porta, la metà delle volte fa gol), 11 fuori bersaglio. Quasi sempre con il destro, altra differenza con Higuain che invece da questo punto di vista è più completo: Bacca ha segnato un solo gol con il sinistro e uno di testa, mentre il Pipita ne ha messi 14 di destro, il piede preferito, 8 di sinistro e 2 di testa. Una cosa in comune però ce l’hanno: quando avranno il pallone, stasera, ascoltate bene. Sentirete un ruggito.

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