Napoli, scoperta una scuola di rapine per minorenni: dopo il colpo festeggiavano in pizzeria e postavano le foto su Facebook

“Se non si è in grado di farlo, non se un uomo” queste le parole del capo della delegazione, maggiorenni al momento in carcere per altri motivi, incitando i ragazzini a rapinare sotto la sua diligenza. L’immaturità nell’incertezza nell’agire dei giovani arrestati emergono da un video estrapolato dall’impianto di sorveglianza di uno dei negozi presi di mira: l’avvento di corsa sul motorino, la rivoltella puntata sul volto al malcapitato che, dopo alcuni istanti di incertezza, riesce a mettere in fuga i due degli apprendisti rapinatori. I ragazzi della banda con fare goffo si allontanò di corsa, increduli.

I carabinieri di Pomigliano d’Arco, comune italiano di circa 39,921 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania nel corso dell’operazione soprannominata Lucignolo, hanno tratto in arresto quattro ragazzi, minorenni, ritenuti responsabili di ben 11 rapine. Ecco nello specifico quanto accaduto. Riuniti in banda, i ragazzi avevano dato il via ad una vera e propria scuola di rapina con lezioni vere e proprie o meglio ancora pratiche seguite poi da vari festeggiamenti. 

Ad incastrare il gruppo di giovani criminali sono state le telecamere di sorveglianza poste nello specifico all’esterno di una delle attività che il gruppo aveva preso di mira e grazie alle quali registrazioni è stato possibile notare come i piccolo criminali si sono comportati anche di fronte ad un imprevisto. I giovani infatti, in sella al proprio scooter, sono arrivati davanti all’attività dove avevano deciso di effettuare il colpo, hanno puntato la pistola contro il titolare dell’attività in questione che però, dopo alcuni minuti di paura, è riuscito a reagire alla situazione e a mettere in fuga due dei giovanissimi e chiaramente inesperti rapinatori, i quali com’è possibile notare dal video in questione, si sono immediatamente allontanati dal posto con fare piuttosto goffo.

Questo materiale video ha dunque messo in luce la poca esperienza dei giovani malviventi ma non solo. Infatti, grazie alle accurate indagini svolte, gli investigatori sono riusciti a scoprire che dietro a tutto ciò vi era una vera e propria “scuola di rapina”, così chiamata, in quanto a questi ragazzi veniva insegnato proprio come agire. Sempre in seguito alle indagini gli investigatori sono riusciti a scoprire dei luoghi dove i ragazzi si incontravano per pianificare i colpi da mettere in atto e poi ancora, sono stati scoperti i luoghi dove venivano nascosti i motorini in seguito al colpo effettuato e per concludere nello stesso luogo vi erano nascosti anche i vestiti e le armi che i giovanissimi malviventi utilizzavano per camuffare la propria corporatura e minacciare le vittime di turno.

I militari hanno scoperto quello che era il metodo educativo utilizzato per imparare ai giovani come agire e, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, sembrerebbe che il capo della banda pronunciasse delle particolari parole per incitare i giovani malviventi a compiere il fatto come ad esempio “Se non sei in grado di farlo non sei un uomo”.

Dopo essere riusciti a portare a termine il colpo che si erano prefissi i malviventi erano soliti festeggiare recandosi in pizzeria e festeggiando con video e selfie postati poi sulle rispettive pagine social Facebook e taggate. I carabinieri di Castello di Cisterna, grazie alle accurate indagini portate avanti, sono riusciti però a scoprire questa scuola di rapine e hanno tratto in arresto tutti e quattro i minorenni adesso accusati, come sopra anticipato, di avere compiuto in pochi mesi, nel napoletano, ben 11 rapine.

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